Acqua, Italia promossa per quella di superficie, bocciata per le falde acquifere

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente solo il 58% delle acque sotterranee sono buone, contro la media del 74% dell'Unione europea.

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Acqua, benino ma non bene. L’Italia presenta una qualità ecologica delle acque di superficie superiore a quella di altre economie sviluppate dell’Unione europea, ma lo status chimico di quelle sotterranee che scorrono nelle falde acquifere è inferiore alla media. È la triste fotografica emersa dal rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) sullo stato delle acque 2018. In Italia il 41% dei bacini monitorati presenta uno status ecologico buono o elevato, contro il 39% della media europea. Nell’Ue il 74% delle acque sotterranee è in buono stato dal punto di vista chimico, ma appena il 58% in Italia. L’inquinamento, strutture come le dighe e l’eccessiva estrazione restano tra le principali minacce per la salute nel lungo termine dei corpi idrici.

IL RAPPORTO DELL’AEA – Il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) fornisce una valutazione aggiornata dello stato di salute di oltre 130mila corpi idrici superficiali e sotterranei monitorati dagli Stati membri dell’Ue, sulla base dei dati acquisiti e riportati da oltre 160 piani di gestione dei bacini idrografici 2010-15. Secondo il rapporto, nonostante i progressi osservati negli ultimi decenni in termini di miglioramento della qualità ambientale per molti laghi, fiumi, acque costiere e sorgenti sotterranee d’Europa, l’inquinamento, strutture come le dighe e l’eccessiva estrazione restano tra le principali minacce per la salute nel lungo termine dei corpi idrici. La stragrande maggioranza di essi non raggiunge ancora il traguardo minimo UE del «buono stato».

Acqua, la mappa dell’Europa.

LAGHI, FIUMI E ACQUE COSTIERE ITALIANE PROMOSSE – Secondo il rapporto dell’Aea, solo il 39% dei laghi, fiumi, acque costiere ed estuari europei raggiunge uno stato ecologico ‘buono’ o ‘elevato’, con particolari problemi nelle aree densamente popolate del centro-nord Europa (Benelux e Germania settentrionale) e del Regno Unito. In Italia il 41% dei bacini monitorati presenta uno status ecologico buono o elevato, il 14% è ‘povero’ (11%) o ‘cattivo’ (3%), per il 26% lo status è moderato.

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FALDE ACQUIFERE ITALIANE BOCCIATE – Rispetto alle acque di superficie, la situazione di quelle di falda si presenta generalmente migliore in Europa, ma non in Italia. Nell’Ue il 74% delle acque sotterranee è in buono stato dal punto di vista chimico, il 58% in Italia, dove è classificato come ‘povero’ il 34% dei corpi idrici monitorati.

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MERCURIO, NEMICO COMUNE – Nella maggioranza degli Stati membri, lo stato chimico scarso è dovuto ad alcune sostanze, più frequentemente al mercurio. Un tempo ampiamente utilizzato nei termometri, nelle batterie e nelle vernici, il mercurio è presente tuttora nei campioni di acqua e in questa graduatoria è seguito dal cadmio, utilizzato nei concimi a base di fosforo e nella produzione dei metalli.

«Dobbiamo incrementare gli sforzi per garantire che le nostre acque siano pulite e resilienti come dovrebbero essere: il nostro benessere e la salute dei nostri ecosistemi idrici e marini vitali dipendono da questo. Si tratta di un aspetto critico per la sostenibilità delle nostre acque nel lungo periodo e per il raggiungimento dei nostri obiettivi a lungo termine, ossia vivere bene entro i limiti del nostro pianeta» ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA.

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