Adidas e Reebok nuovamente al top della trasparenza ambientale

Per Fashion Revolution, i due brand hanno raggiunto ancora il vertice della classifica della trasparenza nelle pratiche sociali e ambientali tra tutti i marchi globali.

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Adidas e Reebok hanno nuovamente raggiunto il livello superiore della trasparenza nelle pratiche sociali e ambientali tra tutti i marchi globali analizzati. Sono quindi al top della Fashion Revolution’s Fashion Transparency Index, ovvero la classifica annuale dei 150 grandi marchi e rivenditori globali. Fashion Revolution, che si occupa di stilarla, ha riscontrato miglioramenti in tutto il settore, sottolineando però che la maggior parte delle aziende tessili continua a funzionare nello stesso modo che ha causato il disastro del Rana Plaza cinque anni fa in cui morirono 1.129 lavoratori. Oggi, 24 aprile, a cinque anni di distanza da quel disastro, cosa è cambiato?

FASHION REVOLUTION – Solo il 55% di marchi e dettaglianti ha pubblicato obiettivi misurabili e tempestivi per migliorare il proprio impatto ambientale e solo il 37% ha pubblicato obiettivi sul miglioramento dei diritti umani dei lavoratori. La classifica, lanciata per segnare l’inizio della Fashion Revolution Week, che segna l’anniversario del crollo della fabbrica Rana Plaza, avvenuto il 24 aprile del 2013 in Bangladesh, in cui morirono 1.129 lavoratori, punta ad aiutare i consumatori a prendere decisioni informate sulle aziende che lavorano con una maggiore trasparenza.

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LA SITUAZIONE DEI GRANDI BRANDPuma, H & M, Esprit, Banana Republic, Gap, Old Navy, C & A e Marks & Spencer seguono Adidas e Reebok nella classifica, tutti con punteggi compresi tra il 51% e il 60% su un massimo di 250 punti. Asos si è classificato a breve distanza dai primi 10, grazie alla campagna che dichiarava che la società aveva aumentato significativamente il proprio livello di divulgazione rispetto l’anno scorso. Levi Strauss, The North Face, Timberland, Vans, Wrangler, G-Star, Tchibo e Bershka, Massimo Dutti, Pull & Bear, Stradivarius e Zara hanno totalizzato un punteggio compreso tra il 41% e il 50%. E gli altri grandi brand?

Fashion Revolution

MIGLIORAMENTI DAL 2017 – I grandi marchi, controllati nel 2017 e di nuovo nel 2018, mostrano un miglioramento complessivo del 5% dei livelli di trasparenza. Secondo Fashion Revolution, la percentuale di marchi e dettaglianti che hanno pubblicato l’elenco dei luoghi in cui sono stati tagliati i vestiti, cuciti e completati è aumentata dal 12,5% di due anni fa al 37% di quest’anno. Il direttore e fondatore delle operazioni globali di Fashion Revolution, Carry Somers, ha dichiarato: “Negli ultimi cinque anni milioni di consumatori hanno richiesto un’industria più equa, sicura e pulita. Sta funzionando. Possiamo vedere che i marchi stanno ascoltando e l’industria della moda sta iniziando a cambiare. Stiamo invitando il settore della moda globale a trasformare il suo impegno in sourcing responsabile per dare vita ad azioni efficaci. Troppe persone che lavorano nel settore della moda, per lo più donne, sono ancora sottopagate, lavorano in situazioni non salubri e pericolose e sono maltrattate. È tempo di cambiare“.

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