Aquafil trasforma le reti in collezioni di abiti

Le reti saranno ripulite e rigenerate in nylon Econyl, filo infinitamente rigenerabile e utilizzato nelle collezioni di grandi marchi di moda.

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Aquafil in prima linea per il recupero delle reti da pesca finite sui fondali marini. Una rete da pesca di oltre due tonnellate, persa più di dieci anni fa durante una tempesta, insieme con altre reti per un peso totale di oltre 4 tonnellate che erano abbandonate nel mare al largo delle isole Eolie sono state recuperate tra il 6 e l’8 ottobre da un team di subacquei volontari della no profit Healty Seas. Le reti saranno ripulite e combinate con altri materiali di scarto in nylon, trasformate e rigenerate da Aquafil in nylon Econyl, filo infinitamente rigenerabile e utilizzato nelle collezioni di grandi marchi di modaSecondo i rapporti Unep e Fao, ogni anno 640mila tonnellate di reti da pesca sono abbandonate nei mari di tutto il mondo e rappresentano circa il 10% dei rifiuti plastici negli oceani. Diverse specie marine protette come delfini, tartarughe marine e capodogli sono seriamente minacciate da questi rifiuti e sono state trovate intrappolate nel Mar Tirreno, vicino alle Isole Eolie.

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Healthy Seas – l’iniziativa al centro della missione di recupero di reti da pesca “fantasma”, organizzata in cooperazione con Aeolian Islands Preservation Fund, Blue Marine Foundation e Ghost Fishing Foundation – ha riunito i diving locali (Lipari Diving e la Gorgonia Diving Center), pescatori eoliani e Guardia Costiera, spiega una nota. L’iniziativa Healthy Seas opera da cinque anni nel Regno Unito, in Italia, in Grecia, nei Paesi Bassi e in Belgio. Durante questo periodo, in collaborazione con volontari subacquei e pescatori, ha recuperato oltre 375 tonnellate di reti da pesca dai mari. Giulio Bonazzi, presidente e Ceo di Aquafil, ha detto a Ansa.it che “l’iniziativa Healthy Seas promuove il rispetto dell’ecosistema marino e oceanico, organizzando campagne di recupero di rifiuti solidi adagiati sui fondali e principalmente di reti da pesca abbandonate. Per noi proprio questi rifiuti sono ricchezza e materia prima che trasformiamo in Econyl, dando vita a un filo sostenibile apprezzato da grandi marchi di moda, e produttori di tappeti e di moquette“. “Eppure – aggiunge – dobbiamo guardare oltre il semplice schema del recupero e riciclo dei prodotti a fine vita, pensando a design sostenibili che permettano la circolarità compiuta delle diverse fasi di vita dei prodotti e a un sistema industriale più sostenibile“.

AQUAFIL – Da più di 50 anni Aquafil è uno dei principali attori, in Italia e nel mondo, nella produzione di fibre sintetiche, in special modo di quelle in poliammide 6. Il Gruppo è punto di riferimento per qualità, innovazione e nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Una scelta strategica che si concretizza attraverso il rinnovamento costante dei processi e dei prodotti, grazie a continui investimenti di capitali e di know how.

L’OBIETTIVO – La missione di rimozione delle reti da pesca “fantasma” vuole sensibilizzare e responsabilizzare la comunità locale verso la protezione dell’ambiente marino. Veronika Mikos, coordinatrice del progetto di Healthy Seas, ha spiega a Ansa.it: “Il nostro team con passione, duro lavoro e il supporto dei nostri partner ha portato a termine diverse missioni di recupero nei mari europei. Con l’obiettivo di impedire alle reti da pesca di danneggiare questi delicati sistemi ecologici. Collaborando con le comunità costiere e le organizzazioni del settore della pesca, speriamo di prevenire l’abbandono nei mari delle reti e di aumentare la conoscenza che questo è un grave problema globale“.

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