Auto elettriche, inquinano davvero di più?

La reale compatibilità ambientale delle e-car viene periodicamente messa in discussione. Che cosa c'è di vero? L'obiettivo di Pure Green Italia è capire.

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L’auto elettrica è davvero a emissioni zero? La reale compatibilità ambientale delle e-car viene periodicamente messa in discussione da studi che valutano la CO2 emessa per la produzione delle batterie. Che cosa c’è di vero? Se si considera il rapporto con il contesto urbano, l’auto elettrica produce infatti meno inquinamento e meno rumore dell’auto tradizionale. Ma occorre anche domandarsi se questa tecnologia non sposti l’inquinamento in altre aree geografiche, dove l’energia viene appunto prodotta. Secondo il recentissimo studio ‘Comparative Environmental Life Cycle Assessment of Conventional and Electric Vehicles‘, in Italia le emissioni hanno un valore equivalente di 170 g/km di CO2. I Paesi migliori sono tra 70 e 93, i peggiori oltre 300. Ma l’obiettivo di Pure Green non è di accusare qualcuno e neppure di difendere una tecnologia o spingerne un’altra. L’obiettivo è solo quello di cercare di capire, nella loro interezza, la portata dei problemi.

La copertina del Journal of Industrial Ecology con lo studio sull’auto elettrica.

IL NUOVO STUDIO – Pubblicato il primo marzo sul Journal of Industrial Ecology, dallo studio è emerso che solo in pochissime nazioni al mondo (Paraguay, Islanda, Svezia, Brasile e Francia) il livello di CO2 equivalente in g/km resta compreso tra 70 e 93 – per effetto della tipologia di produzione dell’elettricità: idroelettrica, geotermica o nucleare – mentre già nel Canada si sale per gli EV a 115 g/km di CO2, con Spagna a 146 e Russia a 155. L’Italia si colloca in una zona intermedia, con un valore equivalente di 170 g/km di CO2 che è comunque molto più alto rispetto ai diesel e ai benzina. La Germania sale a 179, la Gran Bretagna a 189 e gli Stati Uniti ‘sforano’ in zona rossa (si utilizza ancora il carbone) a 202 g/km. Male anche Messico (203) e Turchia (204) ma le cose peggiorano, e non di poco, per Cina (258), Indonesia (270), Australia (292), Sudafrica (318) e India (370) tutti Paesi che sono fortemente dipendenti dal carbone per produrre elettricità.

LO STUDIO SVEDESE – Secondo la rivista Focus, a valutare seriamente la questione è lo Swedish Environmental Research Institute di Stoccolma, che in un paper pubblicato la scorsa settimana analizza il ciclo di vita (life cycle assessment, valutazione del ciclo di vita) delle grandi batterie agli ioni di litio utilizzate per i veicoli elettrici. Secondo Lisbeth Dahllöf e Mia Romare, autrici dello studio, la produzione di questi accumulatori genera l’immissione in atmosfera di enormi quantità di CO2 (diretta ed equivalente): dai 150 ai 200 kg per ogni kWh di potenza.

IBRIDO VS ELETTRICO – Inquina di più un’auto ibrida o un’elettrica pura? Verrebbe da dire la prima e invece no, stando ai risultati di un recente studio pubblicato su Scientific Reports. Prendendo in considerazione l’intero ciclo produttivo e una percorrenza annuale non superiore ai 15mila chilometri, le auto ibride ed elettriche attuali avrebbero emissioni equivalenti. Il lavoro, svolto da un team formato da ricercatori del Fraunhofer Institute e del Karlsruhe Institute of Technology, rappresenta la prima panoramica sistematica dei risultati empirici sui chilometri percorsi in modalità elettrica dei veicoli ibridi plug-in (PHEV) ed elettrici puri (BEV), sia in USA sia Germania, con un campione pari rispettivamente a 73mila e 49mila autovetture. Ma come mai? Perché le più alte emissioni del motore a combustione presente in un’auto ibrida, sono compensate da quelle più basse legate al ciclo produttivo rispetto a un’auto elettrica e questo è dovuto soprattutto alle batterie. Quelle utilizzate sulle elettriche infatti sono più grandi e produrle produrrebbe più inquinamento rispetto alle più piccole batterie delle auto ibride.

Due Tesla a confronto, S e X. (Photo Credit Steve Jurvetson, Flickr)

AUTO ELETTRICHE VS TERMICHE – La Nissan Leaf e la Tesla Model S, due delle e-car più vendute, montano accumulatori rispettivamente da 30 e 100 kWh: secondo i calcoli delle due ricercatrici la loro produzione genererebbe quindi 5,3 tonnellate di CO2 per la batteria della Nissan e 17,5 per quella della Tesla. Una moderna utilitaria equipaggiata con un motore a benzina da 1200 cc per produrre le stesse quantità di CO2 dovrebbe percorrere rispettivamente 42.000 e 154.000 km. I numeri sembrano quindi suggerire che le auto elettriche, soprattutto quelle molto potenti come la Tesla, siano in realtà inquinanti come quelle a benzina.

ATTENZIONE AI DATI – Circa metà delle emissioni di CO2 legate alla produzione delle batterie è generato dalla lavorazione dei materiali grezzi utilizzati per costruzione degli accumulatori, mentre il 20% è imputabile alle attività minerarie. Si tratta quindi di immissioni indirette, da ascrivere nella “colonna” della CO2 equivalente. Metà dell’energia utilizzata nel processo produttivo proviene da combustibili fossili. Ciò significa anche – ed è importante – che spostando la catena industriale verso l’utilizzo di fonti rinnovabili e a bassa emissione di CO2 si innescherebbe un circolo virtuoso del quale tutti i settori potrebbero beneficiare.
QUANTO INQUINA LA BENZINA – Anche la raffinazione del petrolio per produrre benzina e gasolio ha un impatto ambientale non trascurabile. Secondo lo US Energy Information Administration la produzione di un litro di benzina richiede circa 1kWh di energia: a seconda di come questa viene prodotta, può portare all’immissione nell’atmosfera di circa 530 grammi di CO2 (valore medio Italia per tutte le fonti). In qualunque modo venga poi consumato quel litro di benzina, la CO2 indiretta va aggiunta a quella prodotta nella combustione.
Auto elettriche inquinanti se energia non è verde (Photo Credit Ansa)

FACCIAMO DUE CONTI – Un pieno da 50 litri di benzina porta con sé oltre 26 kg di CO2 prima ancora di aver acceso l’auto. Ipotizzando che la nostra utilitaria percorra 15 km con un litro di benzina e abbia una vita utile di 150mila km, otteniamo che nel corso della sua vita avrà bisogno di 200 pieni da 50 litri, equivalenti a un’emissione totale di 5,2 tonnellate di CO2. Oltre, naturalmente, alle emissioni prodotte dalla combustione della benzina nel motore. Dal punto di vista ambientale, quindi, l’elettrico vince sempre.

VERSO IL FUTURO – In questo settore le tecnologie si stanno evolvendo molto rapidamente e lo studio fotografa la situazione attuale. Nel giro di qualche anno la produzione delle batterie potrebbe causare emissioni molto più basse rispetto a quelle di oggi. L’auto elettrica ha enormi vantaggi, ovvio. E il primo è quello che consente di “spostare” le emissioni di CO2, allontanandole dalle grandi città. Non è un caso che la sua ascesa sia inarrestabile. O che in Borsa le aziende specializzate in vetture a batteria volino.

ENRICO DE VITA – Per migliorare la qualità dell’aria andrebbero messe in atto altre soluzioni, come suggerisce l’ingegner Enrico de Vita, giornalista esperto di auto. “Le città vanno dotate di efficienti sistemi di trasporto collettivo con mezzi che siano caratterizzati da inquinamento vicino a zero per creare dove possibile più ampie zone pedonali, chiuse a tutto il traffico dei veicoli privati” e non solo ai diesel. “Il fatto che le auto a gasolio emettano meno PM10 nel funzionamento rispetto a quelle elettriche – conclude – è legato al fatto che, essendo più pesanti per la presenza delle batterie, sollevano più polveri nella circolazione su strada. Va ricordato al riguardo che il particolato che giace al suolo è oltre 10 volte di più rispetto a quello emesso dagli scarichi“.

 

 

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