Balene, i giapponesi ne hanno uccise 333, di cui 122 erano gravide

Il governo giapponese continua a definirla "ricerca scientifica', ma si tratta di un massacro deliberato che porta alla estinzione.

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Balene, un nuovo massacro ‘scientifico’ nonostante la moratoria internazionale. Durante la scorsa estate antartica, le baleniere giapponesi hanno abbattuto 333 balenottere minori: 181 erano femmine e 122 di queste erano gravide. Lo hanno reso noto gli stessi ricercatori giapponesi in una relazione alla International Whaling Commission (IWC), l’organismo internazionale che regola la caccia ai cetacei.

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UN MASSACRO – Centoventidue balene gravide sono state uccise la scorsa estate antartica, all’8 dicembre al 28 febbraio, dalle baleniere giapponesi, durante la consueta stagione di caccia nell’Antartico, che il governo giapponese definisce “ricerca scientifica”. Le cifre sono ufficiali.

(AP Photo/Institute of Cetacean Research, File)

GIAPPONE E NORVEGIA – Nel 1986 la IWC ha istituito una moratoria internazionale della caccia commerciale, ma Norvegia e Giappone non l’hanno mai rispettata. Il Giappone in particolare ha continuato a cacciare le balene, sostenendo di farlo per scopi scientifici. Nel 2014 la Corte internazionale di giustizia aveva imposto ai giapponesi di fermare la caccia, stabilendo che non aveva motivazioni scientifiche. Il Giappone aveva ripreso a cacciare due anni dopo con un nuovo programma, riducendo di un terzo la quota di animali da abbattere.

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L’uccisione di 122 balene gravide è un dato scioccante e un triste atto d’accusa della crudeltà della caccia giapponese – ha commentato un dirigente della ong Humane Society International, Alexia Wellbelove -. È un’ulteriore dimostrazione, caso mai servisse, della natura raccapricciante e inutile di queste operazioni, specialmente quando ricerche non letali si sono dimostrate sufficienti per le necessità scientifiche.

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