La rivista di stile, vita, benessere e cultura green a 360 gradi

Bicicletta: tutti in sella per una mobilità più sostenibile

E ora c'è anche la legge, tra ciclovie, corsie ad hoc e riscoperta del turismo slow

188

Pedala, pedala… e finalmente la legge per favorire l’uso delle biciclette è arrivata. Approvata in Senato pochi giorni prima di Natale, la legge è certamente un regalo gradito per tutti coloro che da anni erano in attesa di uno documento che promuovesse la mobilità sostenibile in Italia. E la nuova legge si apre proprio con l’indicazione di voler “promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative”. È un punto di svolta, già da queste poche parole dimostra l’obiettivo ambizioso di far diventare la bicicletta un’opportunità per innovare l’Italia e il concetto stesso di mobilità. Si esce dall’idea di un uso circoscritto allo svago e si avvia una politica nazionale della mobilità ciclistica, capace di produrre effetti positivi per la collettività, definendo strumenti e opportunità di sviluppo. Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non ha dubbi sulla direzione intrapresa, dopo l’approvazione della Legge sulla Mobilità Ciclistica: “La Cenerentola della mobilità, la bicicletta, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici, rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa”.

CICLOVIE E BICIPLAN – Il provvedimento riconosce le ciclovie di interesse nazionale, lunghe arterie di traffico destinate alle sole biciclette. Inoltre introduce misure per la tutela della sicurezza per i ciclisti e per favorire l’accesso alle stazioni dei treni, agli aeroporti e ai parcheggi pubblici.
I Comuni dovranno dotarsi di un biciplan, ossia un piano municipale per chi si muove con la bicicletta.
Entro la prossima estate il Ministero dei Trasposti dovrà approvare il piano della mobilità ciclistica, che copre un arco di tre anni e si occuperà sia dei trasporti nelle città sia di altri percorsi a livello locale e nazionale. Ma già gli obiettivi si cominciano a concretizzare in programmi di investimento: ciclovia, rete cicloviaria, via verde ciclabile o greenway, sentiero ciclabile, strada senza traffico, strada a basso traffico e strada 30, sono parole che rappresentano una prospettiva nuova per immaginare il futuro di un’Italia su due ruote.

TURISMO SLOW E INNOVAZIONE – La bicicletta non è più solo un affare per gli appassionati, ma un’occasione di innovazione sociale, capace di restituire spazio nelle città e di promuovere il turismo lungo i cammini e i borghi italiani. Nuovi percorsi turistici che porteranno risorse e innovazioni sostenibili in un’Italia lontana dagli itinerari più battuti ma, forse proprio per questo, più ricca di sorprese. Il turismo a due ruote diventa un’opportunità di rilancio dell’Italia dei parchi e dei paesaggi che sono lo scenario ideale in cui  pedalare e ammirare i colori e il silenzio.Qualche esempio? La Via Silente, tra il Cilento e il Vallo di Diano; la ciclovia Alpe Adria , lungo la vecchia ferrovia in Friuli; la Marmilla, in Sardegna; la Lunigiana.

BICITALIA – La rete ciclabile nazionale “Bicitalia” è integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea “EuroVelo”, con l’obiettivo di creare uno sviluppo complessivo non inferiore a 20.000 chilometri, da Nord a Sud, collegati in modo trasversale, da Est a Ovest. Viene classifica come un’infrastruttura “di interesse strategico nazionale” e al momento conta ventidue itinerari. Dalla ciclovia del Sole, che dal Brennero arriva a Palermo, alla Francigena, da Como a Brindisi, dalla Svizzera-mare (da Domodossola a Imperia) a quella dei tre mari (Otranto-Sapri).

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.