Biometano agricolo: intesa Coldiretti-Eni per la prima rete di rifornimento entro il 2030

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Biometano agricolo, accordo sancito tra Coldiretti e Eni. L’obiettivo è di raggiungere una produzione di 8 miliardi di metri cubi di biometano agricolo per l’autotrazione entro il 2030. La nuova alleanza punta a sviluppare una filiera del biometano avanzato, come spiega Rinnovabili.itdal campo alla pompa”, ossia che parta dal valorizzare gli scarti dell’agricoltura e degli allevamenti per finire nei serbatoi della mobilità sostenibile italiana, grazie alla creazione della prima rete di rifornimento per il gas “verde”. In pratica, saranno realizzati nuovi impianti produttivi di piccola taglia tra le aziende associate alla Coldiretti, mentre la società energetica si occuperà del trasporto e dell’immissione sia nella rete di vendita territoriale sia in reti dedicate alle stesse imprese associate. L’accordo prevede anche un’offerta Eni dedicata agli associati di Coldiretti per l’uso di carburanti alternativi a basse emissioni nei mezzi agricoli.

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DAGLI SCARTI AGRICOLI AL BIOMETANO – Il progetto permetterà di raggiungere una produzione di 8 miliardi di metri cubi di biometano agricolo entro il 2030. “Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti i mini impianti per il biometano possono arrivare a coprire fino al 12 percento del consumo di gas in Italia”.

ECONOMIA CIRCOLARE – “È necessario  – prosegue Prandini – passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento verso un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con un’evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente”.

IMPIANTI DI BIOMETANO IN ITALIA – Dalla prima centrale italiana messa in funzione nel 2017 a Bergamo, alle ultime unità produttive, gli impianti di biometano in Italia entro la fine del 2018 sono otto, tutte strutture alimentate a FORSU, ossia il materiale raccolto dalla differenziata dell’organico. A dare il via alla produzione dal trattamento dei rifiuti organici urbani è stato l’impianto di Montello Spa. Una seconda struttura, la prima del Centro-Sud Italia connessa alla rete nazionale del gas, è stata inaugurata a settembre 2018 dalla Calabra Maceri. Quasi contemporaneamente è stato tagliato il nastro dell’impianto SESA di Este (Padova) con l’apertura del primo distributore di biometano proveniente dalla trasformazione del rifiuto organico e della centrale del Polo Ecologico Acea a Pinerolo (TO) dove il metano prodotto viene impiegato in via sperimentale sui veicoli aziendali per la raccolta i mezzi della raccolta dei rifiuti. A questi impianti si sono aggiunti quello di Sant’Agata Bolognese (BO) e di Finale Emilia (MO), mentre altri due hanno avviato la produzione alla fine del 2018. “Il biometano da FORSU rappresenta uno degli assi portanti del futuro dell’economia circolare: l’Italia è pronta a cogliere questa innovazione con gli otto impianti consorziati CIC”, ha spiegato Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori.

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