Biorfarm, accedere con un click a un’azienda agricola condivisa

Per coltivare il nostro cibo in modo biologico ovunque ci troviamo, per gustare ciò che conosciamo e di cui siamo sicuri, proprio come fa un agricoltore.

0 64

Biorfarm, startup calabrese, è un social-marketplace che mette in contatto diretto chi produce il cibo in modo sostenibile con chi lo porta a tavola. Con qualsiasi dispositivo, accedendo a Biorfarm si possono adottare diversi tipi di alberi da frutto secondo il proprio gusto, creando il proprio campo digitale, ottenere informazioni in tempo reale sullo stato degli alberi tramite foto e video condivisi dagli agricoltori locali e ricevere i prodotti biologici direttamente a casa, secondo la quantità e la frequenza che si preferisce. Vi è anche un risvolto etico: l’idea di Biorfarm, premia sia il produttore sia il consumatore: il primo guadagna di più, il secondo spende di meno.

CONSUMATORI DI CIBO BIO IN CRESCITAIl mercato del biologico è in costante ascesa e soprattutto sono cambiati i consumatori: più responsabili, attenti a mettere nel piatto prodotti freschi e di qualità, sensibili alla sostenibilità sociale ma anche desiderosi di conoscere i sistemi di coltivazione e l’eventuale uso di pesticidi.

Osvaldo De Falco e Giuseppe Cannavale i fondatori di Biorfarm.

L’IDEA – “Non riuscivo ad accettare che mio padre, agricoltore locale in Calabria, vendesse clementine bio a 0,20€ al kilo e che in corso Genova a Milano il fruttivendolo, in una delle tante “gioiellerie della frutta”, le vendesse a 3,90€/kg” ha spiegato Osvaldo De Falco, cofounder e Ceo di Biorfarm in un’intervista a ITraders. “Allo stesso tempo, mi rendevo conto che sempre più persone preferivano acquistare direttamente dai contadini, come dimostravano indagini di mercato che spiegavano come sempre più persone in Italia preferivano rivolgersi direttamente al produttore per gli acquisti di frutta e verdura sia per ragioni di qualità sia per ragioni etiche“. Avreste mai pensato di adottare un albero da frutto e creare un campo digitale seguendo l’andamento della coltivazione dal vostro account? Oggi con Biorfarm – startup dal nome evocativo che suona come be your farm – è possibile. Così De Falco è tornato in Calabria nell’azienda agricola biologica di famiglia a Rossano Calabro, nella Piana di Sibari, portando le sue idee innovative.

AZIENDA AGRICOLA DIGITALE – È nato così il concetto di azienda agricola digitale per cui le persone possono andare sul sito Biorfarm e adottare alberi da frutto: in pratica un’azienda agricola condivisa e diffusa sul territorio italiano che punta a restituire dignità ai piccoli agricoltori, valorizzare le eccellenze locali e difendere la biodiversità, grande ricchezza della nostra agricoltura. Ulteriore ma non ultimo, garantire al consumatore un prodotto migliore. Del circuito Biorfarm fanno parte selezionate aziende agricole biologiche certificate di Calabria, Campania, Sicilia e Trentino. I frutti sono albicocche (Pellecchiella del Vesuvio), clementine, limoni, arance (Naveline), mele (Fuji, Golden e Renette), pere (Buona Luisa).

IL VALORE SOCIALE – Biorfarm, grazie a questo sistema, sostiene i piccoli agricoltori e li incentiva a non abbandonare la terra: infatti, attraverso l’azienda agricola virtuale, il contadino riesce a vendere la frutta a un prezzo migliore, non essendoci filiere intermedie. Basti pensare che con i sistemi di grande distribuzione il contadino ha un guadagno fino a 15 volte inferiore al prezzo di vendita finale. L’idea di Biorfarm, quindi, premia sia il produttore che il consumatore: il primo guadagna di più, il secondo spende di meno. Tra produttore e consumatore si stabilisce una relazione “personale”: può seguire la crescita del proprio albero tramite PC, smartphone o tablet e rimane in contatto con il contadino che, appena i frutti sono maturi, li spedisce direttamente a casa entro 48 ore dalla raccolta. Se poi qualcuno fosse dotato di uno spirito particolarmente green può andare sul posto a raccogliere personalmente i frutti del proprio albero.

PACKAGING RICICLABILE, MA DA MIGLIORARE – È possibile coniugare la freschezza del prodotto con il rispetto dell’ambiente. Le confezioni sono in EPS riciclabile: il polistirolo – un derivato del petrolio composto per il 98% di aria – si è rivelato finora la migliore soluzione di compromesso. Questi imballaggi garantiscono la freschezza per 72 ore, sono riutilizzabili, riciclabili e smaltibili con la plastica. Finora, purtroppo, non è stato trovato un materiale più soddisfacente per il trasporto e la conservazione dei prodotti; tuttavia, poiché l’attenzione all’ambiente è una delle priorità di Biorfarm, è allo studio l’utilizzo di alternative all’EPS, come un materiale derivato da alghe e funghi). Vengono poi utilizzati principalmente contenitori in carta riciclata e riciclabili smaltibili con la carta, chips biodegradabili smaltibili con l’organico e ghiaccio gel riutilizzabile riponendolo nel freezer. “L’ultimo passaggio per la salvaguardia dell’ambiente, – sottolinea De Falco – spetta al consumatore che deve smaltire i pacchi in maniera corretta“.

OBIETTIVI FUTURI – Ampliare l’offerta di frutta e dei suoi derivati, aggiungere le verdure e allargare l’esperienza al mercato estero. In più, rafforzare l’interazione con gli utenti migliorando la app, rendere il packaging sempre più sostenibile e potenziare la logistica. Con il motto“Sostieni la tua terra, scegli la natura” Biorfarm punta a creare un network di 220 aziende di settore in grado di superare i 75mila clienti solo in Italia: le premesse ci sono tutte, perché Biorfarm ha fatto un’ottima campagna di crowdfunding e ha già destato l’interesse di alcuni investitori come H-FARM, Impact Hub e SIT-Innovation Team.

“Abbiamo chiuso da soli due mesi una campagna di crowdfunding che ha riscosso molto successo, dandoci la possibilità di aumentare la visibilità e reperire le risorse necessarie per crescere”.

ALBERI IN REGALO – L’idea è talmente piaciuta che alcune aziende hanno chiesto di adottare alberi per donarli ai loro clienti: un regalo sostenibile come segno tangibile dell’impegno sociale e ambientale dell’azienda.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.