Buco nell’ozono, torna ad allargarsi per colpa di gas dall’Asia

Secondo gli esperti del NOAA, probabilmente la causa è una nuova produzione di gas, vietati nel 2010, in Asia orientale.

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Buco nell’ozono, un incubo che credevamo di esserci ormai gettati alle spalle. Sono invece in aumento le emissioni di uno dei gas ritenuto tra i maggiori responsabili dell’ampliamento del buco, e la cui produzione è vietata dal 2010. La scoperta si deve a uno studio della NOAA, l’Agenzia statunitense della meteorologia pubblicato su Nature, secondo cui la causa delle emissioni sarebbe in Asia orientale. I risultati della nuova analisi delle misurazioni atmosferiche NOAA mostrano che, dal 2014 al 2016, le emissioni di CFC-11 sono aumentate dalle 14mila tonnellate all’anno fino a raggiungere le circa 65mila tonnellate all’anno, o, secondo le percentuali, del 25% rispetto alle emissioni medie nel periodo 2002-2012.

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IL GAS BUCA OZONO – Il gas incriminato è il Triclorofluorometano (Cfc 11), il fluido refrigerante, più noto come Freon, con il più alto potenziale di distruzione dell’ozono. Come tutti i clorofluorocarburi, il Protocollo di Montreal lo ha messo al bando nel 1987 e dal 2010 non può più essere prodotto. L’indagine della NOAA documenta un aumento inatteso delle emissioni di questo gas, probabilmente a causa di una nuova produzione non segnalata.

L’ALLARME – “Stiamo allertando la comunità globale, per dire: ‘Questo è quello che sta succedendo, e ci sta allontanando dal recupero tempestivo dello strato di ozono“, spiega Stephen Montzka della Noaa, autore principale dello studio sulla crescita del buco nell’ozono cui hanno preso parte anche scienziati britannici e olandesi. “Sono necessari ulteriori lavori per capire esattamente perché le emissioni di Cfc 11 stanno crescendo e se si può fare qualcosa al più presto“.

DOVE È CONTENUTO IL GAS – Le misurazioni effettuate dalle Hawaii indicano che le fonti delle emissioni sono probabilmente nell’Asia orientale ma occorre lavorare ancora per restringere l’area di provenienza del gas, che risulterebbe essere aumentato a partire dal 2012. Nonostante la produzione di Cfc 11 sia stata progressivamente vietata, sulla Terra esistono ancora grandi riserve di questo gas, spiegano gli esperti. Principalmente sono contenute nella schiuma isolante degli edifici e negli elettrodomestici prodotti prima della metà degli anni Novanta.

 

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