Cares Green, la piattaforma di Stella McCartney per l’ambiente

La fashion house inglese, che ha registrato nel 2017 un fatturato di 47,6 milioni di euro, l'ha lanciata per sensibilizzare sul tema della sostenibilità.

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Stella McCartney Cares Green è la piattaforma digitale di beneficenza non profit registrata di recente nel Regno Unito. L’iniziativa sottolinea l’impegno del brand a sensibilizzare e incoraggiare i dipendenti del fashion individui, studenti, professionisti e imprese sui temi della sostenibilità. Dopo aver presentato lo scorso ottobre Cares Pink, progetto solidale per la lotta contro il cancro al seno, la designer britannica ora cambia colore con un’iniziativa che mira a colmare il divario tra l’industria della moda e il mondo green, al preciso scopo di risvegliare le coscienze di intere generazioni, raccogliendo fondi e proponendo iniziative per la tutela del pianeta. La fondazione lavorerà con gli esperti del settore per sostenere sul campo gli sforzi per proteggere l’ambiente e offrirà borse di studio per sviluppare dei progetti. Nel video, l’annuncio ufficiale:

GLI OBIETTIVI – Stella McCartney Cares Green punta a proteggere l’ambiente attraverso il sostegno economico alle Ong e la costituzione di un fondo speciale che possa permettere a politici e avvocati di incrementare le leggi in questo senso. Ma anche promuovere i cambiamenti e le innovazioni all’interno del fashion system, e in particolare nel settore dei materiali e della loro lavorazione – come il design sostenibile, l’economia circolare e la produzione cruelty-free – fino ad arrivare a quello che è forse il tassello più importante: educare i futuri designer a prediligere unicamente attività eco-friendly.

“Sono molto emozionata per il nostro progetto per la sostenibilità: siamo solo all’inizio con Stella McCartney cares e non vediamo l’ora di mostrare al mondo cosa stiamo immaginando, questa nuova piattaforma mi permetterà di realizzare un sogno – ha spiegato Stella McCartney – quello di creare una vera fonte “aperta” e dare più potere agli stilisti del futuro di portare i valori di sostenibilità nelle loro attività”.

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