Cibo avanzato? Ci pensa l’app Olio

Olio è l'app per condividere il cibo in più ed evitare gli sprechi alimentari

0 285

Yogurt vicini alla scadenza, pacchi di pasta e di biscotti formato famiglia destinati ad invecchiare nello scaffale. Quante volte abbiamo guardato nel frigo o nella dispensa pensando: “questa volta ho proprio esagerato, e adesso cosa faccio con tutto questo cibo in più? Mica lo posso buttare via, sarebbe un peccato…” La risposta è Olio un’app progettata per ridurre lo spreco di cibo tramite i social network. Dopo aver creato un account, gli utenti di Olio possono caricare foto e descrizioni di alimenti, come verdure extra, prodotti in scatola in eccesso o pasti avanzati, che desiderano condividere. Dal suo avvio, nel Regno Unito, all’inizio del 2016, Olio ha riunito oltre 260.000 utenti, con oltre 400.000 transazioni alimentari effettuate sull’app. Un terzo degli utenti regolari di Olio proviene da famiglie a basso reddito. In Italia, secondo la Fondazione Barilla, il consumatore finale arriva a gettare una media di 110,5 chilogrammi di cibo all’anno.Una quantità spaventosa. Il problema dello spreco alimentare è assolutamente fastidioso e deve essere risolto” ha detto la co-fondatrice di Olio Tessa Cook, e per farlo creato l’app per affrontare quello che lei descrive come “uno dei maggiori problemi che l’umanità deve affrontare oggi”.
Cook ha preso spunto da un episodio in cui ha cercato di condividere gli avanzi del suo cibo, ma non è riuscita a trovare nessuno disponibile. “Ho pensato, questo è cibo assolutamente delizioso. Sono sicura che ci sia qualcuno nel raggio di 100 metri che lo vorrrebbe. Il problema è che non lo sanno!” Quindi, quando si è resa conto che mancava un’app per la condivisione del cibo, lei e Saasha Celestial-One (entrambe nella foto), ex banchiere di investimenti americana, hanno co-fondato Olio, dopo aver raccolto 1,65 milioni di sterline di finanziamenti.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

CIRCOLO VIRTUOSO – Da allora Olio sta ora collaborando con bar e supermercati per ridurre gli sprechi alimentari, e contemporaneamente influisce positivamente sul comportamento di utenti e consumatori. Il funzionamento è semplice: si prende l’alimento che non si vuole più, lo si fotografa e lo si posta dando istruzioni per il recupero. Si vengono così a creare anche dei legami con la comunità circostante. “Hanno reso visibile un’opportunità che è presente intorno a noi, questo genere di azione e di condivisione attraverso i social può essere davvero potente”, ha dichiarato Joe Iles, caporedattore di Circulate, rivista che promuove l’idea di un’economia circolare, in cui cioè i materiali e i prodotti vengono riutilizzati e reimmessi nel sistema economico invece di diventare rifiuti.
Olio funziona molto bene negli Stati Uniti, in Svezia e a Londra, e ha collaborato anche con le catene inglesi di supermarket Sainsbury’s e Morrison’s e in iniziative per ridurre lo spreco alimentare.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.