Codice delle uova, come si legge

Ecco cosa significa il codice alfanumerico stampato sulle uova e come riconoscere quelle giuste per noi.

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Codice delle uova: quale confezione è meglio prendere? 257 a testa, 36,5 milioni consumate in totale ogni anno fra fresche o contenute in dolci e cibi preparati. Quali sono le migliori e quali rispettano la salute degli animali? La reale differenza tra le varie tipologie è visibile nel codice di cui tutte sono marchiate, un esempio: 1IT032TV040. Questa è la carta d’identità delle uova. Ogni codice presenta un numero iniziale che può andare da 0 a 3, ed è proprio con questo che si identificano le modalità di allevamento delle galline. È possibile sapere come e dove sia stata allevata una gallina leggendo il codice alfanumerico stampato su ciascun uovo.

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Il primo numero del codice determina il tipo di allevamento:

0 – allevamento all’aperto con vegetazione e mangime biologico (1 gallina/10 mq)

1 – allevamento all’aperto con vegetazione (1 gallina/2,5 mq)

2 -allevamento a terra (7-9 galline/1 mq)

3 -allevamento in gabbia (25 galline/ 1 mq)

CODICE 0, ALLEVAMENTO DI TIPO BIOLOGICO: identifica la migliore tipologia di uova che si possano trovare sul mercato: le galline sono allevate in spazi aperti all’esterno per almeno un terzo della loro vita, ogni gallina ha a disposizione circa quattro metri quadrati e all’interno circa un metro quadrato ogni sei galline. In questi allevamenti le galline crescono con mangimi e foraggi provenienti da agricoltura biologica, ovvero con prodotti alimentari non coltivati con concimi chimici di sintesi e trattamenti fitosanitari, integrabili fino al 20% con mangimi tradizionali.

CODICE 1, ALLEVAMENTO ALL’APERTO: le galline giornalmente hanno accesso all’esterno, in cui lo spazio a disposizione per ogni ovaiola è di due metri e mezzo quadrati. All’interno lo spazio a disposizione è di un metro quadrato ogni 12 galline.

CODICE 2, ALLEVAMENTO A TERRA: le galline che, come nel caso precedente, hanno a disposizione un metro quadrato ogni 12 volatili, ma in questo caso sono chiuse in capannoni che non hanno accesso all’esterno, con luci perennemente accese. Gli animali depongono le uova nei nidi o all’interno di lettiere.

Galline allevate in gabbia.

CODICE 3, ALLEVAMENTO IN GABBIA: in questa tipologia le galline sono ‘allevate in gabbia’, fino al 1° gennaio dell’anno 2012 lo spazio a disposizione era inferiore di un foglio A4, ad oggi è obbligatorio utilizzare le cosiddette ‘gabbie arricchite’, poco più grandi e dotate di un nido e un bagno di sabbia. Gli animali non hanno alcuna libertà di movimento ma sono stipati all’interno di gabbie con una stima di 25 galline per metro quadro. Le lettiere o posatoi in cui depongono le uova hanno una larghezza di 15 centimetri. Negli allevamenti in gabbia o a batteria, le gabbie sono impilate fino a un numero massimo di 6. Il cibo e l’acqua sono a volontà.

Negli allevamenti di tipo 0, 1 e 2 le uova sono raccolte manualmente dagli addetti ai lavori mentre nel caso degli allevamenti a batteria o in gabbia, le uova vengono convogliate ai macchinari di confezionamento mediante un nastro trasportatore posto sotto alle gabbie.

Da dove arriva l’uovo della gallina. Il grafico spiega come come capirlo.

LE ALTRE SIGLEOltre al codice alfanumerico – per comprendere come e dove sono state allevate la galline – sull’uovo compaiono la data di scadenza, la denominazione dell’azienda di origine, la categoria di qualità e il peso delle uova. La seconda sigla è quella che individua il Paese di produzione (es: IT) la terza (composta da 3 cifre) il codice Istat del comune di produzione. La quarta sigla comunica il codice Istat della provincia in cui è stato prodotto l’uovo mentre le ultime tre cifre rappresentano il codice dell’allevamento. Quest’ultimo dato è importante perché consente di risalire immediatamente all’azienda agricola qualora si verificassero problemi di tipo sanitario.

UOVA CATEGORIA A – Sono uova fresche da consumare così come sono senza sottoporle a trattamenti o operazioni di lavaggio e pulizia. Qualora fossero state lavate porteranno da dicitura “uova lavate”. La camera d’aria delle uova di categoria A non deve superare i 6 mm di altezza e i 4 mm di altezza per quelle “extra”.

UOVA CATEGORIA B – Non sono destinate alla grande distribuzione bensì alle industrie di trasformazione o alimentari che le useranno nei propri processi di lavorazione solo previa pastorizzazione. Per le uova di categoria B non esiste obbligo di etichettatura ma i lotti devono essere ben distinguibili con etichetta o fasce di colore rosso.

CATEGORIE DI PESO – Sono quattro e determinano le dimensioni dell’uovo:

S – uova piccole che pesano meno di 53 grammi

M – uova medie che pesano dai 53 ai 63 grammi

L – uova grandi che pesano dai 63 ai 73 grammi

XL – uova grandissime che pesano più di 73 grammi

Alcuni produttori appongono sul guscio dell’uovo la data di deposizione, di imballaggio e la tipologia di alimentazione dell’animale.

QUALI SONO LE MIGLIORI – Sono stati effettuati vari per comprendere la qualità delle uova sia dal punto di vista commerciale sia nutrizionale, InNaturale ne riporta due: uno della dottoressa Laura Rizzi la quale ha preso in esame campioni di galline allevate e nutrite nei diversi modi; il secondo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Milano, ha esaminato uova sul mercato di tipo 0, 1, 2 e 3. Nel primo studio si sono riscontrate delle differenze sullo spessore del guscio, più fragile per le uova derivanti da ‘un’allevamento in gabbia’. Queste ultime inoltre presentavano una percentuale di albume maggiore rispetto alle biologiche, ma minore nel tuorlo. Le tipo 3 presentavano anche una compattezza maggiore dell’albume, molto più apprezzato dal consumatore rispetto all’albume più ‘liquido’ delle biologiche ma, per preparazioni che richiedono una montatura dell’albume, le seconde mostrano parametri più adatti in quanto rivelano quantità superiori di schiuma e una consistenza più elevata. Nel secondo studio si sono concentrati maggiormente sulla freschezza, relazionata alla grandezza della sacca d’aria nelle uova, maggiore nelle tipo 0 e 1. Per quanto riguarda la qualità dell’albume i risultati sono stati uguali allo studio precedente, invece dal punto di vista nutrizionale non sono state riscontrate differenze significative.

Galline allevate all’aperto. Le loro uova costano di più.

LA QUESTIONE ETICA – Quindi, quale tipologia di uova è consigliabile comprare? Per garantire un migliore trattamento degli animali è preferibile spendere qualche centesimo in più per le uova prodotte all’aperto (tipo 1 e 0). In particolare le galline che hanno la possibilità di stare all’esterno in spazi adeguati mostrano un comportamento più naturale per la specie, come razzolare, impossibile da compiere negli allevamenti in gabbia. D’altra parte negli allevamenti ‘liberi’ la mortalità e il tasso di cannibalismo sono più elevati, nonché vi è una maggiore incidenza di parassiti essendo le galline libere di mangiare erba, insetti e ingerire sassolini che possono essere contaminati. Insomma scegliere le uova non è semplice, Dario Bressanini, chimico e ricercatore presso il dipartimento di scienze chimiche e ambientali dell’Università degli studi di Insubria a Como confessa: “[…] ogni volta che devo comprare delle uova ci rimugino sopra. Il mio ‘algoritmo’ di spesa solitamente cerca di comprare uova di tipo 1 (allevate all’aperto), tuttavia […] cerco se possibile di comprare l’uovo deposto dal minor numero di giorni”.

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