Diesel, c’è un italiano dietro lo stop della Germania

In Germania ogni Comune potrà decidere grazie all'impegno dell'avvocato italiano Ugo Taddei. E in Italia? "Dal 2024 stop ai veicoli diesel nel centro di Roma" annuncia il sindaco Virginia Raggi.

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Diesel, in Germania ogni Comune potrà decidere di vietare i veicoli a gasolio nelle città. La decisione della Corte federale dopo un ricorso. E dietro alla lotta delle municipalità tedesche c’è un italiano, Ugo Taddei, avvocato dell’associazione ambientalista ClientEarth che ha promosso le azioni legali insieme a Deutsche Umwelthilfe. Taddei è responsabile del progetto qualità dell’aria di ClientEarth e parla di un possibile “effetto domino” immediato, almeno in Germania. E in Italia? “Dal 2024 stop ai veicoli diesel nel centro di Roma” è l’annuncio del sindaco Virginia Raggi, che ha parlato della misura lunedì durante la riunione del C40 a Città del Messico.

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Virginia Raggi, sindaca di Roma

IL POST DI VIRGINIA RAGGI – “Le nostre città rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia. Per questo dobbiamo agire velocemente. Insieme alle altre grandi capitali mondiali, Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico. Se vogliamo intervenire seriamente dobbiamo avere il coraggio di adottare misure forti. Bisogna agire sulle cause e non soltanto sugli effetti“, ha aggiunto nel post il sindaco di Roma Virginia Raggi.

Photo Credit WashingtonPost

LA SVOLTA IN GERMANIA – Come spiega Il Sole 24 Ore, intanto i Comuni tedeschi potranno imporre il divieto alla circolazione dei veicoli diesel più inquinanti. Le autorità dei Land si erano rivolte al tribunale federale contestando che le municipalità avessero il potere di intervenire autonomamente: nei mesi scorsi, infatti, le corti di primo grado di Stoccarda e Düsseldorf, su ricorso di associazioni ambientaliste, avevano chiesto alle autorità cittadine di introdurre divieti di circolazione come unica misura efficace a contenere le emissioni di ossido di azoto. Dando tempo, a Stoccarda, fino al gennaio 2018. I magistrati amministrativi hanno stabilito che lo stop alla circolazione di tutti i diesel esclusi i più nuovi Euro6 è l’unico modo di per garantire il rispetto dei limiti imposti dalla normativa europea. Sia a Stoccarda sia a Düsseldorf le sentenze erano però state impugnate davanti al tribunale federale. E ieri la più alta istanza amministrativa tedesca ha sostenuto le decisioni di primo grado.

Ugo Taddei, avvocato italiano, avora nell’ufficio di Bruxelles di ClientEarth all’interno del programma di Strategic Litigation e si occupa di inquinamento atmosferico.

UGO TADDEI – “È un risultato estremamente importante per la Germania che potrà avere ripercussioni anche in altre città europee costituendo un modello di azione per la tutela della salute dei cittadini” commenta Ugo Taddei, avvocato dell’associazione ambientalista ClientEarth che ha promosso le azioni legali insieme a Deutsche Umwelthilfe. Taddei, italiano, è responsabile del progetto qualità dell’aria di ClientEarth e parla di un possibile effetto domino immediato, almeno in Germania. “Imporre restrizioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti è il modo più veloce ed efficace di proteggere la salute” sostiene. Il tribunale di Lipsia, spiega il legale, ha detto che nelle città di Stoccarda e Düsseldorf il divieto per gli Euro4 potrà scattare da subito mentre per gli Euro5 si dovrà attendere fino a settembre 2019. Chi è l’uomo del momento? Ugo Taddei dal 2014 lavora nell’ufficio di Bruxelles di ClientEarth all’interno del programma di Strategic Litigation e si occupa di inquinamento atmosferico. Il suo lavoro mira a far rispettare le leggi sulla qualità dell’aria dell’UE attraverso azioni legali portate avanti di fronte ai tribunali nazionali degli Stati membri dell’UE. Lavora anche per migliorare la normativa UE sull’inquinamento atmosferico, con particolare attenzione alle normative sulle emissioni dei veicoli. Prima di entrare in ClientEarth, ha lavorato come avvocato per lo studio legale italiano SLCG a Firenze e Milano.

DIESELGATE – Il futuro dell’auto diesel sarà uno dei principali problemi di politica industriale che dovrà essere affrontato dal prossimo Governo di Grande Coalizione. La piena è montata da quando nel 2015 è esploso il Dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate delle auto di Volkswagen. I motori alimentati a gasolio sono finiti nel mirino in tutta Europa. La lobby ambientalista ha così avviato una serie di azioni legali in molte città tedesche.

EPA/CLEMENS BILAN

15 MILIONI DI AUTO DIESEL – In Germania sono circa 15 milioni i motori diesel Euro4 e Euro5 cui presto potrebbe essere vietato entrare nelle città che adotteranno divieti in seguito ai ricorsi ai giudici. Solo 2,7 milioni di auto sono invece dotate della tecnologia Euro6, quella di ultima generazione, esclusa dal divieto. L’industria dell’auto è fondamentale per l’economia della Germania: oltre a dare lavoro a 800mila persone, garantisce la metà del colossale surplus commerciale (in totale 253 miliardi di euro).

BRUXELLES CHE FA? – Da anni, diverse città tedesche non rispettano i limiti dell’inquinamento atmosferico. Anche l’Ue ha minacciato la Germania di un procedimento davanti alla Corte europea in materia. Berlino ha recentemente reagito, inviando una lettera a Bruxelles, con la quale si lanciava la proposta di test in cinque città sui trasporti pubblici gratuiti, proprio per evitare il veto sul diesel.

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