Equity crowdfunding italiano: “Un 2018 a gonfie vele” secondo CrowdFundMe

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Sempre più società in Italia hanno creduto nell’equity crowdfunding come strumento per raccogliere capitali, andando a far decollare il mercato: nel 2018 sono stati raccolti 36 milioni di euro, +200% rispetto al 2017, contribuendo così a finanziare 114 tra startup, PMI e progetti immobiliari, come riportano anche i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano e il recentissimo articolo di Crowdfunding Buzz. A darne notizia è CrowdFundMe: “Il dato più evidente è il capitale raccolto nel 2018, che ha superato gli 8.700.000 euro (contro i 3.500.000 euro del 2017, +149%) – spiega Tommaso Baldissera Pacchetti, Fondatore e Presidente del consiglio di amministrazione CrowdFundMe S.p.A. – Questo dato è frutto del nostro grande lavoro, a partire dal numero progetti lanciati, 30 (rispetto ai 23 del 2017), con tanto di record per la più grande campagna conclusa con successo in Italia, con una raccolta di 2.250.000 euro e 495 investitori“. L’equity crowdfunding sta diventando uno strumento che permette a investitori, più o meno sofisticati, di investire in società ad alto potenziale di crescita altrimenti inaccessibili, soprattutto agli investitori retail. Il 2018 è stato anche l’anno in cui molti investitori hanno capito le potenzialità di questo strumento finanziario in ottica di diversificazione del portafoglio e potenziale di remunerazione dell’investimento.

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L’EQUITY CROWDFUNDING CHE PIACE – Si è inoltre rafforzata la dinamica già vista nel 2017, quando abbiamo iniziato a conquistare le prime posizioni nel mercato: sono sempre di più le società emittenti che si propongono per una campagna e che hanno le idee chiare riguardo all’equity crowdfunding. “Questo fa sì che la nostra attività di recruiting delle società sia molto più scalabile: già oggi riceviamo circa 80 contatti al mese da parte di startup e PMI intenzionate a svolgere una campagna con noi.

IL CASO GLASS TO POWER – Il numero degli investimenti su questa piattaforma è più che raddoppiato, dai circa 1.700 nel 2017 agli oltre 4.200 del 2018, per un totale di oltre 5.800. “Gli investimenti sottoscritti direttamente tramite la nostra piattaforma da parte di società interessate alla tecnologia o al servizio offerto dalle startup e PMI presenti sul nostro portale, dei quali l’esempio più rilevante è l’investimento di oltre 600mila euro di Industrie De Nora SpA in Glass to Power, dimostrano anche che l’equity crowdfunding può essere un utile strumento a disposizione delle grandi imprese per fare open innovation.

IL FUTURO DI CROWDFUNDME – Anche gli investitori retail più facoltosi hanno iniziato a utilizzare l’equity crowdfunding per differenziare il portafoglio. “Lo si evince dal numero sempre maggiore di investimenti superiori ai 10mila euro che riceviamo, più di 210 nel 2018 (+160%). Spesso l’investimento non viene fatto solo in ottica di guadagno, ma anche per potere apportare le proprie conoscenze ed esperienze nel team, spesso giovani, e che hanno sicuramente bisogno di far crescere il loro progetto anche attraverso il know how dei loro investitori” spiega Baldissera Pacchetti. Forti di questo quadro, per il 2019 CrowFundMe ha obiettivi ancora più ambiziosi: 

  • Affermare CrowdFundMe come principale piattaforma di equity crowdfunding italiana 
  • Coinvolgere sempre di più gli investitori italiani attraverso l’educazionesull’equity crowdfunding.

“Contiamo che un grande impulso verso il raggiungimento di questi obiettivi venga dal nostro collocamento nel mercato AIM di Borsa Italiana: siamo la prima società fintech italiana e il primo portale di equity crowdfunding al mondo ad avviare il processo per la quotazione” concludeBaldissera Pacchetti.


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