Fahrenheit 11/9: ultimo giorno di programmazione nei The Space Cinema

Il nuovo documentario del regista premio Oscar Michael Moore racconta tutta la verità su quello che sta per accadere.

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Fahrenheit 11/9, il nuovo documentario del regista Michael Moore, presentato al Festival del Cinema di Roma, è un affresco liberale e anticonservatore che prende di mira oltre che l’amministrazione degli Stati Uniti, anche le politiche di Democratici e Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica americana. Punto di partenza del film è la data del 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Una fotografia provocatoria e sarcastica dell’epoca in cui viviamo. Gli spettatori avranno ancora tempo fino a oggi, 24 ottobre, per assistere in tutte le sale del circuito The Space Cinema all’atteso documentario che unisce filmati autentici alternando scomode interviste e dati giornalistici alla presentazione di documenti ufficiali.

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Dopo Fahrenheit 9/11 che raccontava il dramma dell’attentato alle Torri Gemelle e l’amministrazione Bush, il vincitore della Palma d’Oro – era il 2004 – sposta la sua attenzione su un’altra significativa data, il 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Fahrenheit 11/9 è un film dove c’è poco spazio per l’ironia e che colpisce al cuore, un invito ad aprire la mente e a scendere in campo per salvare i nostri valori democratici e il mondo in cui viviamo. Michael Moore sa confezionare i suoi documentari politici con un mestiere ineccepibile, filmati autentici si alternano a interviste diritte al punto, dati giornalistici riportati con precisa informazione e presentazione di documenti ufficiali con funzionali sottolineature. Se poi ci aggiungiamo le sue provocazioni nei confronti dei politici indagati e le sue interviste condotte con una mimica che non fa che arricchire di contenuti, il risultato è garantito: 126 minuti di godibilissimo show. Non tutto il film è incentrato su Trump, Moore, ha affermato, “voglio rappresentare una visione provocatoria e tragicomica dei tempi in cui viviamo“. Molta della sua attenzione è rivolta verso una politica corrotta e non curante degli interessi sociali della popolazione, quindi la sua denuncia è diretta verso gli esponenti repubblicani tanto quanto verso quelli democratici.

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