Fashioned from Nature: la mostra tra moda e natura con abiti dal 1600 a Emma Watson

Al Victoria and Albert Museum di Londra dal 21 aprile 2018 al 27 gennaio 2019 è in mostra una riflessione molto attuale sul rapporto tra moda e natura, fino ai nuovi materiali che indagano la possibilità di una moda sostenibile.

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Fashioned from Nature apre ai visitatori dal 21 aprile 2018 al 27 gennaio 2019, presso il Victoria and Albert Museum di Londra. La sostenibilità sociale e ambientale è la grande sfida che il fashion system è chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Purtroppo, sul fronte della sostenibilità l’attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica non procede altrettanto spedita. Per questo, la riflessione sul rapporto tra moda e natura proposta dall’esposizione del V&A è estremamente attuale, seppure un po’ generica, se si vuole pensare al futuro dell’industria della moda. Fashioned from Nature abbraccia un periodo dal 1600 a oggi, ma è uno spettacolo molto diverso rispetto a quello che sarebbe stato anche un decennio fa. È cresciuta in modo esponenziale la consapevolezza sull’impatto ambientale dell’industria della moda, che produce 1,2 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra l’anno, molto di più di quelle sommate dei voli internazionali e delle spedizioni di merci nel mondo.

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UN’ALTRA MODA È POSSIBILE – Nel 2016 l’attrice Emma Watson si presentò al Met Gala davanti ai flash dei fotografi con uno splendido abito di Calvin Klein realizzato in plastica riciclata, proveniente da bottiglie usate e progettato in tre moduli per essere riutilizzato con diversi abbinamenti. Quell’abito, nato dalla collaborazione tra Calvin Klein e Eco Age, uno studio di consulenza e marketing per soluzioni sostenibili, e dalla sensibilità dell’attrice stessa, è uno dei pezzi forti tra gli oltre 300 oggetti esposti. Nella sezione della mostra dedicata ai nuovi materiali, spiccano altri articoli curiosi come una clutch in fibra di ananas, un abito di Vegea fatto con gli scarti dell’uva provenienti dalle aziende vinicole, un completo di Ferragamo in fibra d’arancia o i capi della collezione H&M Conscious realizzati con i rifiuti plastici raccolti sulle spiagge.

COM’ERA LA MODA PRIMA? – I curatori della mostra hanno analizzato il rapporto tra moda e natura dal 1600 a oggi. Con esempi significativi che oggi solleverebbero parecchie critiche, come un abito in mussola degli anni ’60 del XIX secolo decorato con le elitre cangianti dei coleotteri o come un paio di orecchini risalenti al 1875 creati utilizzando le teste di due uccellini hawaiani di una specie all’epoca molto venduta.

L’IMPORTANZA DEI MOVIMENTI DI PROTESTA – L’allestimento sottolinea anche l’importanza che i movimenti di protesta hanno avuto nell’attirare l’attenzione sui problemi ambientali: manifesti, vestiti con slogan cuciti o stampati e opere d’arte a tema circondano gli oggetti esposti. E un omaggio alla figura di Vivienne Westwood e alla filosofia dell’omonimo marchio in difesa del pianeta, esponendo un abito indossato dalla stilista britannica durante una protesta contro il cambiamento climatico.

 

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