Finanza sostenibile, la strategia dell’Unione Europea

La Commissione Europea ha pubblicato il report redatto dal gruppo di esperti sulla finanza sostenibile. Necessari 180 miliardi di investimenti pubblici e privati.

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La Commissione Europea ha pubblicato il report redatto dal gruppo di esperti sulla finanza sostenibile. Identificati i modi in cui il settore finanziario può riconnettersi con l’economia reale per sostenere la transizione energetica. Creare un marchio per identificare gli investimenti green e dare vita a un nuovo sistema di classificazione per le operazioni sostenibili, evitando la “bolla verde”. Un nuovo sistema di classificazione per le operazioni “sostenibili”, standard condivisi per il mercato dei green bond, un marchio europeo per i fondi di investimento verdi. Queste sono solo alcune delle proposte su cui la Commissione Europea lavorerà nei prossimi mesi per realizzare la prima strategia comunitaria in materia di finanza sostenibile. Il documento mostra opportunità e sfide da fronteggiare per arrivare a una politica di finanza sostenibile e illustra i modi in cui il settore finanziario può accompagnare la transizione verso un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse e più circolare. Nel rapporto si legge «Riorientare i flussi di investimento verso progetti sostenibili a lungo termine migliorerà anche la stabilità del sistema finanziario». Ecco cosa prevede la strategia di Bruxelles. 

OBIETTIVOCreare un quadro regolatorio all’interno del quale il sistema finanziario europeo migliori il sostegno ai progetti ambientali, evitando il rischio delle speculazioni. Spiega Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea per il lavoro, la crescita, gli investimenti “Creare un quadro favorevole per gli investitori privati ​​è cruciale per riuscire ad attuare la transizione verso un’economia circolare più pulita e più efficiente in termini di risorse”.

LA TABELLA DI MARCIA – La relazione degli esperti economici serve a fornire una tabella di marcia per realizzare tutto ciò. Per raggiungere gli obiettivi 2030 con cui l’Unione Europea ha aderito all’Accordo sul clima di Parigi, tra cui un taglio del 40% delle emissioni di gas serra, occorrono circa 180 miliardi di euro di investimenti l’anno. La maggior parte di questa spesa è affidata agli investitori privati, che devono quindi poter contare su un quadro regolatorio che li faciliti e al tempo stesso li indirizzi.

GREEN BOND – Tra i punti principali della relazione sulla finanza sostenibile, c’è la creazione di uno standard europeo per le obbligazioni verdi o green bond. Come riportato da Rinnovabili.it, secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s, il mercato obbligazionario legato ai progetti ambientali dovrebbe aumentare di oltre il 30% quest’anno e raggiungere i 200 miliardi di dollari. In questo trend di crescita, l’Europa occuperà un ruolo di primo piano. Basti pensare che, nel 2017, la maggior parte delle emissioni di obbligazioni verdi (circa 60 miliardi di dollari) proveniva proprio dal Vecchio Continente. Poiché l’appetito per i prodotti di investimento “verdi” in Europa è in crescita, il gruppo ha raccomandato alla Commissione di sviluppare criteri e marchi di sostenibilità ufficiali per garantire che i fondi contribuiscano realmente al raggiungimento degli obiettivi ambientali.

MARCHIO EUROPEO – Come primo passo, gli esperti propongono l’introduzione di un “EU Green Bond Standard”, cui far seguire un marchio che identifichi le operazioni in base a una nuova e univoca definizione di sostenibilità. Il rapporto propone anche di chiarire i doveri degli investitori quando si tratta di realizzare un sistema finanziario più sostenibile.

CHI SONO GLIE ESPERTI – La High-Level Expert Group on Sustainable Finance (Hleg) è stata istituita dalla Commissione Ue a dicembre 2016 con l’obiettivo di costruire un sistema finanziario che supporti la crescita sostenibile ed è costituita da 20 esperti della società civile, del settore finanziario, del mondo accademico e da osservatori di istituzioni europee e internazionali ed è presieduto da Christian Thimann.

LA ROADMAP SOSTENIBILE – Il documento identifica anche i modi in cui il settore finanziario può riconnettersi con l’economia reale per sostenere la transizione verso un sistema più efficiente e circolare. Come riportato da Fasi.bz, “Ci stiamo muovendo verso una società a basse emissioni, in cui le energie rinnovabili e le tecnologie intelligenti migliorano la qualità della vita, stimolando la creazione di posti di lavoro e la crescita, senza danneggiare il nostro pianeta” e in tal senso “la finanza svolge un grande ruolo nel finanziamento di un futuro sostenibile”, ha dichiarato Valdis Dombrovskis, vicepresidente dell’Esecutivo UE responsabile per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali.

Gli esperti propongono di agire su 6 direttrici principali:

 

  • creare una classificazione chiara che permetta di identificare cos’è sostenibile;
  • chiarire gli obblighi degli investitori per realizzare un sistema finanziario più sostenibile;
  • migliorare la divulgazione da parte delle istituzioni finanziarie e delle imprese su come la sostenibilità viene presa in considerazione nel loro processo decisionale;
  • creare un marchio UE per identificare gli investimenti green;
  • introdurre la sostenibilità nei mandati delle autorità di vigilanza europea;
  • stabilire standard condivisi per il mercato dei green bond.

180 MILIARDI DI INVESTIMENTO – A preoccupare Bruxelles non sono soltanto le questioni ambientali. La Brexit rende l’Unione europea priva del maggiore centro finanziario europeo. Si tratta quindi di far sì che gli investimenti green contribuiscano ad ampliare e migliorare il mercato finanziario europeo. “Per limitare il riscaldamento globale sotto ai 2 gradi, l’Europa avrà bisogno di investimenti annui pari a 180 miliardi di euro. Il denaro pubblico non sarà sufficiente. Dovremo ridirigere gli investimenti privati verso progetti che siano verdi e sostenibili”, ha sottolineato Dombrovskis annunciando che la Commissione proporrà misure per facilitare gli investimenti finanziari sostenibili nel mese di marzo.

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