Giornata della Terra: 10 consigli per ridurre la produzione di rifiuti

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Giornata della Terra, SOS Ricambi svela il decalogo ideale per ridurre la produzione di rifiuti e adottare stili di vita più consapevoli e sostenibili per la salvaguardia del nostro ambiente. In occasione della Giornata Mondiale della Terra, promossa dall’ONU e celebrata il 22 aprile, SOS Ricambi – la piattaforma del fai da te e della riparazione di piccoli e grandi elettrodomestici – ha raccolto 10 abitudini da adottare per ridurre la produzione di rifiuti e mettere i nostri bidoni a dieta. La plastica è una vera calamità per il nostro pianeta: è nelle confezioni dei prodotti alimentari e igienici, nel telefono, nelle auto, negli elettrodomestici e in tutti quegli imballaggi e packaging spesso eccessivi e inutili. È urgente cambiare i nostri comportamenti per salvare il nostro pianeta.

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Compost domestico

A TUTTO COMPOST – Il compostaggio domestico permette di ridurre la quantità dei rifiuti domestici di 40 kg per persona all’anno. Inoltre, molti comuni in Italia hanno avviato misure amministrative di agevolazioni fiscali e distribuzioni gratuite di compostiere per incrementare la responsabilizzazione degli abitanti e la crescita della coscienza ambientale. Per chi ha un giardino e magari coltiva qualche verdura, lo smaltimento corretto dei rifiuti organici è assolutamente raccomandato per generare un fertilizzante naturale al 100% per le colture riducendo al tempo stesso la spazzatura.

Seanik, shampoo solido di Lush.

ECO-RICARICHE – Abitudine facile da adottare e gesto estremamente utile per l’ambiente. Per gli articoli per la pulizia e igiene personale, come il sapone liquido, il bagnoschiuma lo shampoo o il detersivo per lavatrice, scegliete quei marchi che offrono il formato eco-ricarica. Questa scelta non solo permette di ridurre i rifiuti in termini di imballaggi e packaging di plastica di circa 1kg per persona all’anno ma garantisce anche una quantità di prodotto maggiore! Basterà dotarsi di un contenitore con il dosatore per riempirlo con le ricariche.

Il vetro è considerato dai consumatori il materiale ideale per contenere anche i cosmetici.

BARATTOLI DI VETRO!Oggi esistono diversi negozi, come quelli Bio, che permettono di acquistare gli alimenti sfusi, quindi senza packaging e contenitori: riso, pasta, frutta, noci, cereali, muesli, ecc. Basta riutilizzare vecchi sacchetti di carta (o bag in cotone) e riempirli con la quantità necessaria. Facendo così, si eviterà sia il consumo eccessivo di imballaggi sia eventuali sovradosaggi di cibo che poi andrà buttato via. In alcuni punti vendita è possibile utilizzare direttamente i propri contenitori (barattoli, bottiglie, bag in cotone) il cui peso sarà detratto al momento del pagamento. E una volta a casa? Perché non riutilizzare i bei vecchi barattoli di vetro per conservare gli alimenti e mettere così al bando tutti i contenitori di plastica?  La vostra cucina acquisterà anche un tocco di stile shabby chic!

Stampiamo solo quando è strettamente necessario.

MENO CARTA STAMPATA – Secondo l’Istat, quasi 8 famiglie italiane su 10 riciclano la cartaQuesta buona abitudine permette una riduzione di 6kg di rifiuti l’anno circa. Nell’era dei canali digitali, l’archiviazione dei dati è ormai dematerializzata. I documenti stampati presentano molti svantaggi: occupano spazio, pesano negli spostamenti e sono costosi in termini di inchiostro e carta. Prima di stampare un documento, quindi, è meglio chiedersi: è davvero necessario stampare questo documento? Se la risposta è sì, optate per la stampa fronte-retro.

I divieti introdotti da Coles e Woolworths la scorsa estate hanno comportato una riduzione dell’80% nell’uso dei sacchetti monouso.

SHOPPING CONSAPEVOLE – Tutti amiamo lo shopping, ma i sacchetti di plastica non amano il nostro pianeta! Oltre a impiegare svariati anni a degradarsi, minacciano ogni giorno la natura e la vita di tanti esseri viventi, con conseguenze catastrofiche per la fauna e la flora. Per gli acquisti, iniziate a utilizzare sacche di materiali naturali come canapa, tela o cotone. Un consiglio? Tenete sempre in borsa o in macchina delle borse riutilizzabili pieghevoli o tascabili, così da averne sempre una a portata di mano!

FinalStraw, la prima cannuccia pieghevole e riutilizzabile al mondo.

NO ALLA PLASTICA MONOUSOAddio a bicchieri, piatti, tovaglie e posate di carta e plastica! Per i picnic usate contenitori riutilizzabili o piatti biodegradabili, asciugamani lavabili. Scegliete contenitori di vetro per le insalate e del tessuto rivestito in cera per imballare i panini o altri snack! E stop alle cannucce, a meno che non siano… sgranocchiabili! Come regola generale, non utilizzare oggetti quotidiani per uso singolo: tovaglioli, posate, tovaglie, cotone per rimuovere il trucco. Esistono alternative che permettono un notevole risparmio nel lungo termine.

Caricabatterie solare.

SOLO BATTERIE RICARICABILI – Nel 2017, solo il 45% delle famiglie italiane ha dichiarato di aver riciclato batterie e pile. Per i dispositivi di tutti i giorni (telecomando, orologio, radiosveglia, bilance) utilizzate batterie ricaricabili. Anche se un po’ più costose, hanno una vita molto più lunga rispetto alla loro versione monouso. In questo modo il risparmio, nonché la riduzione di materiali inquinanti in circolo, saranno garantiti. Infine, quando possibile, scegliete preferibilmente prodotti che possono essere collegati alla rete o ancora meglio prodotti senza batteria (come le calcolatrici a celle solari).

Pcup, il bicchiere intelligente in silicone. Ha un chip inserito e comunica con la app, e non è usa e getta.

E IN UFFICIO? – Nell’arco di una giornata lavorativa sono due i momenti particolarmente propizi alla produzione di rifiuti: la pausa caffè e la pausa pranzo! Le pause in ufficio fanno spesso rima con prodotti usa e getta: calici, cialde, capsule, posate… per non parlare dei bicchieri di plastica! Iniziate a cambiare queste abitudini regalandovi una bella tazza da personalizzare. Oggi la maggior parte dei distributori automatici di caffè permettono di mettere la propria tazza, provare per credere! E per una pausa pranzo “zero rifiuti“, se non si ha a disposizione una mensa, portate il vostro pranzo al sacco, la famosa “schiscia” per i milanesi, e usate le posate in acciaio. Oggi è ormai possibile optare anche per posate biodegradabili e compostabili.

L’acqua del rubinetto è di ottima qualità ed è a basso impatto ambientale.

Sì ALL’ACQUA DI RUBINETTO – In Italia ogni abitante consuma circa 220 litri di acqua potabile al giorno e 7 famiglie italiane su 10 comprino acqua minerale in bottiglia di plastica. Scegliere di bere l’acqua del rubinetto è un’abitudine molto vantaggiosa per l’ambiente, riducendo significativamente la produzione di rifiuti di plastica, e per il vostro portafogli. Infatti, l’acqua distribuita dalla rete idrica non viene né imballata né trasportata e ha un costo dalle 200 alle 300 volte minore. Eppure, il 29% delle famiglie italiane non si fida di bere l’acqua del rubinetto. Ma anche l’acqua conservata nelle bottiglie di plastica ha destato ultimamente sospetti, dal momento che viene conservata all’interno di un materiale che potrebbe deteriorarsi se non correttamente conservato. Se la riluttanza nel bere acqua del rubinetto è dovuta al gusto, è possibile conservare la caraffa poche ore in frigorifero o a temperatura ambiente, sarà sufficiente per rimuovere l’odore sgradevole del cloro. L’utilizzo di caraffe con i filtri permetterà invece di depurarla al massimo.

Riparare conviene al portafogli e all’ambiente.

RIPARARE, REGALARE, VENDERE… NON BUTTARE! – Ogni anno nel mondo vengono buttate via 600mila tonnellate di oggettipotenzialmente riutilizzabili. Molti di questi dispositivi scartati sono dispositivi elettronici riparabili o che richiederebbero soltanto una buona manutenzione per garantirne un ciclo di vita più lungo. Molte riparazioni sono piuttosto semplici. Uno dei vostri apparecchi non funziona più o non funziona correttamente? Prima di gettare la spugna, sarebbe opportuno capire la gravità del problema e se basta una semplice riparazione. In generale, prima di buttar via un prodotto, è bene porsi le seguenti domande:

  • Questo prodotto può essere riparato? Se è così, e se la riparazione non richiede l’intervento di un tecnico, provate a farlo da soli attraverso i numerosi tutorial disponibili sul web
  • Può servire a un’altra persona? Molti siti online consentono di vendere oggetti usati, persino su Facebook! 

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