Giornata Mondiale del Pinguino, Greenpeace lancia un appello per salvarli dall’estinzione

Si celebra il 25 aprile la loro giornata mondiale, data in cui questi affascinanti uccelli marini iniziano la migrazione verso Nord. Potrebbero estinguersi in soli dieci anni.

0 528

Giornata mondiale del pinguino, si celebra come ogni anno il 25 aprile, data in cui questi magnifici uccelli marini cominciano la migrazione verso Nord. Ne esistono 17 specie e tutte vivono nell’emisfero sud della terra: fra i ghiacci dell’Antartide sino alle acque della Nuova Zelanda, fra Africa australe e Sud America dove possono trovarsi ad affrontare anche alte temperature, fra Australia e Nuova Zelanda. I pinguini sono a rischio estinzione: in appena dieci anni potrebbero non essercene più. L’indagine condotta da Greenpeace rivela la pesca sta saccheggiando le riserve di grill, il gamberetto dal ruolo chiave nella catena alimentare antartica, poiché è cibo per le balene azzurre e i pinguini (leggi il report Licence to Krill: the little-known world of Antarcticfishing). Così l’associazione ambientalista ha lanciato un appello per proteggere l’Antartide.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

A RISCHIO D’ESTINZIONE – I pinguini sono una specie da tutelare perché secondo gli esperti potrebbero estinguersi entro i prossimi dieci anni a causa dell’inquinamento, della riduzione di cibo e del cambiamento climatico accelerato dal comportamento umano. L’esplosione della pesca industriale in Antartide, con pescherecci battenti bandiera norvegese, cinese e sudcoreana che operano sempre più vicino alle coste per catturare krill, sta saccheggiando le riserve di questo piccolo gamberetto nei mari del Polo Sud, togliendo cibo a pinguini, come anche a foche e balene, avverte Greenpeace, che rinnova l’appello per istituire una rete globale di santuari marini, tra cui quello nell’Oceano Antartico, in grado di racchiudere il 30% dei mari mondiali entro il 2030.

LEGGI ANCHE: GREENPEACE, DIMEZZARE CARNE E LATTICINI PER SALVARE IL CLIMA

IL RAPPORTO DI GREENPEACE – Il rapporto è stato pubblicato nell’ambito di una spedizione di tre mesi in Antartide, durante le quali l’organizzazione ambientalista ha compiuto ricerche scientifiche per mostrare quanto sia necessaria la creazione di santuari marini in Antartide, a cominciare dalla proposta di protezione per 1,8 milioni di chilometri quadrati nel Mare di Weddel.

Una famiglia di Pygoscelid Papua (Ph. Liam Quinn)

GREENPEACE LANCIA UN APPELLO – L’organizzazione ambientalista chiede all’industria della pesca al krill di fermare immediatamente ogni attività nelle aree in cui la Commissione per l’Oceano Antartico sta valutando la creazione di Aree Protette, e alle imprese che acquistano krill e prodotti derivati di non rifornirsi più da pescherecci che continuano a pescare in questi mari. «L’industria della pesca al krill in Antartide si presenta con una faccia pulita ma la realtà è diversa, alquanto torbida», dichiara Frida Bengtsson, della campagna di Greenpeace per la protezione dell’Antartide. «La pesca avviene nei pressi delle aree di alimentazione di balene, pinguini e altri animali a rischio. È una lotta all’ultimo sangue per il cibo con specie che vivono in un’area incontaminata ma soggetta a pericolosi mutamenti. Come se non bastasse i cambiamenti climatici stanno riducendo il krill, la fauna antartica non dovrebbe dunque competere direttamente con attività di pesca che servono a produrre pillole e mangimi che si vendono dall’altra parte del mondo». Oltre un milione di persone ha già firmato la petizione di Greenpeace a sostegno di questo santuario marino.

LEGGI ANCHE: CAMBIAMENTO CLIMATICO, COSA CI ASPETTA

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.