Grano sostenibile: Barilla e Mulino Bianco varano le regole con il WWF

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Grano sostenibile, anche i grandi marchi della grande distribuzione si piegano alla richiesta di certificazione. Con il preciso obiettivo di incentivare un’agricoltura sostenibile e una produzione sempre più di qualità, Mulino Bianco ha varato la ‘Carta del Mulino’, un disciplinare realizzato con il Wwf per la coltivazione e la conservazione del grano tenero. Adottato per la semina 2018-2019 e realizzata in collaborazione con il Wwf, l’Università di Bologna e l’Univeristà della Tuscia, l’ente di controllo RINA e ISCC PLUS,  la “Carta del Mulino”  è “un insieme di 10 regole per la coltivazione sostenibile del grano tenero”, con cui Barilla intende sia portare qualità nei prodotti sia supportare il lavoro delle comunità degli agricoltori e favorire la biodiversità salvaguardando gli insetti impollinatori. Si va quindi dall’obbligo di dedicare almeno il 3% dell’area coltivata ai fiori per garantire la biodiversità, alla rotazione delle coltivazioni, al divieto di usare neocotinoidi per i semi (proteggendo così le api), alla richiesta di certificazione. Ricordiamo che Mulino Bianco, il marchio del gruppo Barilla leader nel segmento dei prodotti da forno, è il principale acquirente di grano tenero in Italia, con 240mila tonnellate all’anno, per metà di origine italiana e per metà provenienti da Paesi europei come Francia e Germania. Ora l’ambizione è rendere sostenibile la produzione di tutta la farina ed eliminare i pesticidi più dannosi. Tra le sostanze chimiche vietate dal disciplinare spicca il glifosato, oltre agli insetticidi neocotinoidi che mettono a rischio la sopravvivenza degli insetti impollinatori. Barilla in questo modo punta ad aprire la strada a un nuovo modello produttivo che accanto alla qualità tenga conto anche dell’impatto che la produzione di questa qualità ha sulla Terra.

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Buongrano e La Carta del Mulino

NON SOLO BARILLA – Sono già 500 le imprese agricole che hanno aderito (anche grazie agli incentivi dedicati loro dal Gruppo Barilla, di cui Mulino Bianco fa parte) e con le loro farine sono già realizzati al 100% i biscotti Buongrano. Anche per questo la presentazione del disciplinare è stata fatta nell’impianto di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, il più grande stabilimento di biscotti d’Europa, che con le sue 11 linee di produzione ogni anno sforna 108 mila tonnellate di biscotti. La “Carta del Mulino” è rivolta ai coltivatori di grano tenero,  mulini e  stoccatori e la sua applicazione corretta  è verificata tramite un ente di controllo indipendente (RINA), e la certificazione all’ISCC PLUS (International Sustainability and Carbon Certification).

Roberto Begnoni all’interno del campo dedicato al progetto della Barilla

MULINO BIANCO E WWF – L’obiettivo di Mulino Bianco è quello di utilizzare solo farine sostenibile. Un obiettivo impegnativo considerando che si parla di 240mila tonnellate all’anno. Il direttore generale del WWF, Gaetano Benedetto, è convinto che il disciplinare sia un “significativo passo verso un’agricoltura sostenibile. Riducendo l’uso delle sostanze chimiche e restituendo spazio alla natura – ha spiegato – sarà possibile riportare nelle campagne fiori selvatici, indispensabili per l’alimentazione degli insetti impollinatori“. È “un impegno dal campo alla tavola – ha aggiunto Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo – per offrire ai consumatori prodotti ancora più buoni, amici dell’ambiente e della biodiversità in linea con la nostra missione ‘Buono per te, Buono per il Pianeta’“.

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