Il luna park che funziona senza corrente

A Nervesa della Battaglia, Treviso, le attrazioni sono circa 40, interamente costruite a mano, omologate, non a motore e in continua espansione.

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Un luogo magico che sembra uscito direttamente da una fiaba. Siamo in un paese vicino a Treviso, a Nervesa della Battaglia. Tutto inizia nel 1969, quando Bruno Ferrin costruisce un’altalena dietro alla sua locanda, tra gli alberi. Oggi, quel luogo nato per caso, è un parco giochi gratuito, che si sviluppa su un’area in continua evoluzione a elettricità zero, costruito da lui utilizzando materiali reperiti qua e là, su un’area di circa 30mila metri quadri, di cui circa 8/10mila dedicati al parco e il resto alle altre strutture. Il racconto di Bruno e della sua vita, a distanza di 46 anni da quell’inaugurazione, un luogo a metà via tra il sogno e la realtà. Gestito oggi da tutta la famiglia, nipoti compresi, il luna park funziona con pochissima corrente elettrica e accoglie ogni anno circa 50 mila persone, tra adulti e bambini. Il parco giochi Ai Pioppi è inserito all’interno di un complesso che comprende un’osteria e un ristorante. Le giostre hanno uno stile retrò: gli scivoli, il pendolo, le altalene, una teleferica, una ruota ispirata all’uomo vitruviano, il tirapugni, le gabbie, le catenelle… Il pendolo è l’unica attrazione dotata di motore, che spinge un carrello per fargli raggiungere la velocità di 100 km/h. “Ma attenzione,” spiega Bruno “il pendolo funziona sì con l’elettricità, ma la corrente serve solo per spingere in alto il carrello, che però poi scende da solo!”.

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LA STORIA – Tutto inizia con delle salsicce e del vino, una griglia, qualche tavolo e un’altalena. Visto l’inatteso successo iniziale, Bruno decide di costruire un punto di ritrovo per accogliere i numerosi nuovi clienti. Cominciando a lavorare i metalli scopre una passione che lo porta a forgiare svariate attrazioni. Da più di 45 anni, Bruno Ferrin e Marisa Zaghis sono i fondatori e proprietari dell’Osteria ai Pioppi. Dopo l’apertura, il 15 giugno 1969, Bruno ha dedicato la sua vita alla costruzione di giostre nel boschetto di pioppi da lui acquistato. Oggi è presente un’osteria con molti posti a sedere, al coperto e non, che offre buon vino, carne alla griglia, formaggio cotto, baccalà ed altri piatti tipici del territorio veneto. All’esterno si estende il parco giochi gratuito (per i clienti dell’osteria) con circa 40 attrazioni, interamente costruite a mano, omologate, non a motore e in continua espansione.

PARCO GIOCHI – Il parco giochi, costruito da Bruno in oltre 40 anni, si estende quasi per tutta l’area dell’Osteria ai Pioppi, le giostre sono adatte sia per bambini, sia per adulti. Il luna park è gratuito e a disposizione esclusivamente per i clienti dell’osteria e del ristorante. Le attrazioni sono circa 40, interamente costruite a mano, sono omologate da un ingegnere e sono sottoposte a una continua manutenzione da parte dello staff dei Pioppi, per garantire un’esperienza di gioco in completa sicurezza. L’osteria e il parco giochi apriranno l’ultima domenica di marzo. Dopo l’apertura sono attivi tutti i sabati e tutte le domeniche, comprese le feste infrasettimanali, e tutto il mese di agosto dalle 10.30 fino a sera inoltrata.

L’IDEA – “La nostra filosofia è quella di risparmiare sulla corrente elettrica e quasi tutte le giostre funzionano manualmente, dall’altalena al tirapugni. Nel corso degli anni ci siamo specializzati e abbiamo imparato a lavorare il ferro. Quella di creare Ai Poppi non è stata una decisione ma una conseguenza. Dopo le prime giostre siamo andati avanti», ha spiegato Bruno a Terranuova.

SICUREZZA – Come spiegato da eHabitat, le idee geniali di Bruno, prima di essere messe in pratica, passano da un doppio vaglio tecnico, per capirne la fattibilità e la sicurezza: prima dal disegnatore tecnico Paolo Schiavetto di Nervesa e poi dall’ingegnere Roberto Scandiuzzi di Treviso. “Non esistono giostre pericolose, ma solo giostre usate male”: Bruno invita alla prudenza e a non andare oltre le proprie capacità, segnalando eventuali disfunzioni o anomalie nelle strutture; dice che le giostre non sono pericolose, perché altrimenti cesserebbe il loro scopo di divertire.

Per le foto si ringrazia Veneto For Kids.

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