La silenziosità dei veicoli elettrici: vantaggio o pericolo?

Caratteristica dei veicoli elettrici, con l’aumentare della loro diffusione si va rivelando un problema per la sicurezza di pedoni e ciclisti. In arrivo la legge ad hoc.

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La silenziosità dei veicoli da vantaggio diventa oggi un pericolo. Come descritto in un articolo da VeicoliElettriciNews, la non rumorosità – ovvero la caratteristica distintiva dei veicoli elettrici – con l’aumentare della loro diffusione, si rivela un problema per la sicurezza di pedoni e ciclisti, al punto da stimolare un’azione legislativa e le contromisure delle case automobilistiche. La graduale diffusione di veicoli a trazione elettrica o ibridi rappresenta certamente un contributo alla riduzione della rumorosità dovuta al traffico soprattutto cittadino, aiutando a prevenire disturbi alla salute; potrebbe sembrare quindi un controsenso il problema sollevato da ricercatori e associazioni, che pongono l’accento sul fatto che la silenziosità di tali veicoli non sia priva di pericoli.

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SILENZIOSITà, QUANDO ERA UN VANTAGGIO – La silenziosità all’origine era un plus, assieme al conclamato concetto di zero emissioni, da sempre bandiera dei ZEV; era considerata il modo più efficace per combattere l’inquinamento acustico, considerato dannoso per le persone. Per anni molti studi hanno denunciato le ripercussioni sulla salute di una vita esposta ad alti livelli di inquinamento sonoro, mostrando come il rumore possa incidere su fisico e mente provocando danni sia all’udito sia alle facoltà mentali e al sistema cardiovascolare. Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, il 13,5% degli europei è esposto a oltre 55 dB a fronte di un valore limite di pericolosità fissato per l’uomo in 50 dB, con punte di negatività superiori in alcuni paesi, tra cui l’Italia.

SILENZIOSITà, I RISCHI – Qual è il problema, allora? L’assenza di rumore dei veicoli elettrici o ibridi potrebbe impedire a pedoni e ciclisti di percepire la loro presenza, soprattutto alle basse velocità, se non solo quando è troppo tardi per evitarli. Il livello di rischio aumenta poi notevolmente con le persone ipovedenti o non vedenti. Secondo “The Guardian”, il pericolo che un pedone non si accorga del sopraggiungere di un’auto elettrica o ibrida e ne venga travolto, è superiore del 40% rispetto al caso di un’auto con motore non elettrico. Il rischio sale al 93% nel caso di persone con problemi alla vista, non vedenti o ipovedenti. Secondo lo studio dell’Università della California un veicolo elettrico, o ibrido in modalità elettrica, viene percepito da un pedone solamente quando si trova a due metri di distanza contro i 9 metri circa di un veicolo tradizionale. Ricordiamo il famoso incidente avvenuto alcuni anni fa in Giappone, in cui un non vedente e il suo cane guida sono stati investiti da un’auto elettrica in retromarcia, con il dispositivo di emissione sonora disattivato.

LA LEGGE AD HOC DAL 2019 – La necessità di garantire la massima sicurezza sulle strade ha spinto alla stesura di nuove disposizioni legislative. La United Nations Economic Commission for Europe sta ultimando la normativa UN 138, che imporrà l’obbligo per ogni auto elettrica, ibrida e ibrida plug-in di emettere una frequenza standard quando il veicolo viaggia a una velocità inferiore ai 20 km/h, per consentirne la percezione uditiva. Al di sopra di questa velocità si è ritenuto che il rumore degli pneumatici in movimento sia sufficiente ad avvertire della presenza del veicolo. La normativa sarà operativa in tutti i paesi Eu da luglio 2019 per i veicoli di nuova produzione, mentre le auto già in circolazione dovranno essere adeguate entro il 1° gennaio 2021. Ciò avverrà attraverso l’installazione di un dispositivo detto Acoustic Vehicle Alerting System (AVAS), impossibile da disattivare sino alla velocità di 20 km/h, in grado di emettere un rumore “bianco”, ovvero una emissione sonora in grado di coprire tutte le frequenze e di ampiezza costante. Viene paragonata allo scroscio della pioggia o al fruscio del vento con un effetto, definito dai tecnici, rilassante e piacevole. Per le case automobilistiche esisterà la possibilità di personalizzarlo senza però superare i 75 dB misurati alla distanza di due metri.

E NEI PAESI EXTRA CE? – Negli Stati Uniti la NHTSA, National Highway Traffic Safety Administration, ha imposto che tutte le auto elettriche e ibride dal 1° settembre 2019 dovranno emettere, sino alla velocità di 18 miglia all’ora, circa 28 km/h, uno specifico rumore udibile da pedoni e ciclisti nei centri urbani. La norma, fortemente voluta dalle associazioni in difesa degli ipovedenti, è abbastanza simile a quella prevista in Europa e interesserà tutti i veicoli elettrici, ibridi e ibridi plug-in, a quattro ruote, con peso lordo fino a 4,5 tonnellate.

IL RUMORE E LA SILENZIOSITà, TRA MARKETING E SICUREZZA – La normativa approvata sia in Europa sia negli Stati Uniti, inizialmente è stata osteggiata da alcune case costruttrici per motivi legati all’incremento dei costi o alla perdita di uno dei plus di comunicazione dei veicoli elettrici in contrapposizione alla congestione e alle problematiche legate al traffico cittadino. Per una determinata fascia di veicoli sportivi e di fascia alta, il rumore del motore è una componente emotiva irrinunciabile. Il rombo sottolinea le prestazioni del mezzo e ne diventa un tratto distintivo, rafforzandone l’immagine di potenza. Per questo, la possibilità di riprodurre suoni personalizzati al variare della pressione sull’acceleratore è diventato un nuovo ambito di ricerca, come per Harman HALOsonic, azienda leader nello sviluppo non solo di tecnologie acustiche per l’industria dell’automotive, avanguardie che non sono sfuggite a una delle aziende che fa della tecnologia il prioprio credo: la Tesla. Infatti la Tesla Model S monta il sistema HALOsonic su una demo car, non strettamente legata però all’attività di ricerca nel’ambito di rumore e silenziosità, che viene condotta indipendentemente dagli OEM. Harman, che possiede brand noti nel settore dell’acustica quali Bang & Olufsen, Harman Kardon, JBL, Infinity etc., e ha acquisito notorietà nell’elaborazione di sofisticate tecniche digitali per la cancellazione del rumore al fine di esaltare l’ascolto della musica nell’abitacolo, ha saputo mettere a punto anche le tecnologie opposte (Internal Electronic Sound Syntesis e External Sound Syntesys) con l’obiettivo di creare il suono all’interno e all’esterno della vettura nei casi in cui esso è scarso. Il mondo della personalizzazione sonora offre quindi enormi possibilità ed apre a terreni sino ad oggi inesplorati. Mercedes collabora coi i Linkin Park per studiare un suono coinvolgente ed emozionale per la sua AMG elettrica che debutterà nel 2020. Renault e Audi si sono affidate a compositori e professionisti per sviluppare “rumorosità” in linea con i loro brand, mentre già oggi Smart è dotata di dispositivi di segnalazione sonora così come la Nissan Leaf da tempo dotata di VSP – Vehicle Sound for Pedestrian – che avvisa i pedoni dell’arrivo della vettura. Anche Jaguar per la sua I-Pace ha allo studio una serie di test per determinare i suoni che possano garantire il giusto livello di sicurezza alle sue auto unitamente al necessario grado di riconoscibilità del brand. La Jaguar I-Pace, oltre a essere già dotata dell’allarme acustico Avas previsto dalla nuova normativa europea, collabora con l’associazione “Guide dogs for the blind” che si occupa di addestrare cani per non vedenti, per valutare l’efficacia del sistema.

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