L’Arabia Saudita ospiterà il più grande progetto solare del mondo

Il progetto creerà 100mila posti di lavoro e produrrà 200 gigawatt di energia entro il 2030, 100 volte l'attuale progetto più grande: l'impianto solare Solar Choice Bulli Creek in Australia.

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L’Arabia Saudita, la nazione del deserto, il cui piano d’azione per l’accordo di Parigi è stato giudicato “criticamente insufficiente” da Climate Action Tracker nel novembre 2017, sta per passare da zero a eroe sulla scala verde. Secondo i più recenti dati disponibili dalla US Energy Administration Administration (EIA), l’Arabia Saudita è il secondo produttore di petrolio al mondo: produce il 13 percento del petrolio mondiale e ottiene il 60 percento della propria energia elettrica deriva dal petrolio. E adesso è l’ora della svolta.

IL PROGETTO SOLARE PIU’ GRANDE DEL MONDO – Martedì, ha annunciato che collaborerà con il conglomerato tecnologico giapponese SoftBank per costruire il più grande progetto di energia solare del mondo, ha riferito Bloomberg. Tutto corretto, tranne che la definizione “il più grande del mondo” non rende abbastanza bene le dimensioni dell’ambizioso progetto. Secondo Bloomberg, il progetto, che sarà costruito nel deserto saudita, è progettato per generare 100mila posti di lavoro e produrre 200 gigawatt di energia entro il 2030, 100 volte l’attuale progetto più grande: l’impianto solare Solar Choice Bulli Creek in Australia.

LA LOGICA DELL’ENERGIA SOLARE – “È un grande passo nella storia umana“, ha detto a Bloomberg il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman. “È audace, rischioso e speriamo di riuscire a concretizzarlo“. L’energia solare è una scelta logica per l’Arabia Saudita. La capitale, Riyadh, ha una media di 8, 9 ore di sole al giorno, e si prevede che il paese subirà gravi conseguenze se i cambiamenti climatici aumenteranno le temperature globali oltre 1,5 gradi Celsius. Secondo Climate Action Tracker, se le temperature globali salgono di tre o quattro gradi Celsius, il 75% del paese diventerà eccessivamente arido entro la fine del secolo. “Il regno ha una grande esposizione al sole, grandi dimensioni di terra disponibile e grandi ingegneri, grande lavoro, ma soprattutto, la migliore e più grande visione“, ha detto il fondatore di SoftBank Masayoshi Son riguardo al nuovo progetto, come riportato da Bloomberg.

L’ATTUALE PRODUZIONE – Per fornire un contesto più ampio su questa visione, Fortune ha sottolineato che la capacità totale di tutti gli impianti solari esistenti è di circa 400 gigawatt, che è solo il doppio di quanto il progetto Saudi / SoftBank prevede di produrre da solo. Il parco solare cinese Tengger Desert, la più grande installazione attualmente in funzione, genera poco più di 1,5 gigawatt. Dal momento che il progetto saudita stima una produzione di 7,2 gigawatt entro il 2019, sarà come quadruplicare l’output dell’attuale leader della classifica in un solo anno.

I COSTI – Il progetto dovrebbe costare complessivamente 200 miliardi di dollari. L’Arabia Saudita dovrà prima importare i pannelli e dovrà anche accumulare la capacità della batteria per immagazzinare l’energia solare. La prima fase avrà un costo di 5 miliardi di dollari, di cui 1 miliardo proveniente dal Fondo Vision, di cui Arabia Saudita e SoftBank sono investitori comuni. Son ha dichiarato a Fortune che pensa che l’investimento ne valga la pena: “Il progetto finanzierà la propria espansione“, ha affermato.

E GLI STATI UNITI? – Gli audaci investimenti dell’Arabia Saudita nel settore dell’energia solare sminuiscono gli Stati Uniti, che, secondo i dati EIA, sono attualmente il paese che guida la classifica come no. 1 nella lotta all’abbandono di energie fossili. Tuttavia, invece di incoraggiare l’industria solare al fine di ridurre la produzione di combustibili fossili, l’amministrazione Trump ha creato nervosismo annunciando una tariffa del 30 percento in più sui pannelli solari importati a partire dallo scorso gennaio.

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