Leoni ed elefanti come trofeo di caccia, il sì degli Stati Uniti

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Amarezza. È questo lo stato d’animo per l’annullamento negli Stati Uniti del bando introdotto da Barack Obama che vietava l’importazione di resti di elefanti dallo Zimbabwe. Ora con l’amminstrazione Trump i trofei di caccia possono entrare legalmente.
L’importazione di teste, zampe e altri parti del corpo del felino – si legge sul sito del Fish and Wildlife Service, l’agenzia del governo Usa per la conservazione della fauna selvatica – è consentita per esemplari cacciati in Zambia e Zimbabwe, gli stessi due Stati africani da cui ora è possibile importare anche parti di elefante.
Un portavoce del dipartimento ha motivato la decisione affermando che la caccia può essere inclusa nei piani di gestione della popolazione di elefanti dei due stati africani, “fornendo incentivi alle comunità locali per conservare la specie e portando denaro utile alla sua conservazione”, grazie alle tasse pagate dai cacciatori.
Ma non tutti sono concordi. Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra. Ad esempio, Wayne Pacelle, presidente dell Humane Society, una delle più importanti associazioni americane per la tutela dei diritti degli animali, ha dichiarato: “Non possiamo avere il controllo su ciò che accade all’estero, ma quello che possiamo controllare è una restrizione sulle importazioni di resti animali”.
Il bando sull’importazione di trofei di caccia sugli elefanti era stato imposto nel 2014, durante l’amministrazione Obama. Poi nel 2015 erano state introdotte restrizioni molto dure per i cacciatori statunitensi di leoni africani. Nel 2017 si torna indietro.

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La Redazione

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