Lunga vita agli alberi di Natale

E adesso cosa fare con abeti, veri o di plastica? L'esempio di Spelacchio e Vittorio

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L’Epifania tutte le feste si porta via. E, oltre alle feste, si porta via anche alberi di Natale, luci e addobbi colorati che per qualche settimana ci hanno fatto compagnia in casa e sui balconi. Molti sono già tornati nelle loro scatole o in cantina, i più ritardatari vi faranno ritorno nei prossimi giorni. È questo il momento di valutare se c’è un modo più sostenibile di riciclare alberi e addobbi.
Cominciamo l’albero, uno dei simboli più amati del Natale. Per quanto riguarda gli alberi veri, secondo Coldiretti ne sono stati addobbati 3,8 milioni in aumento rispetto agli anni precedenti.
Quelli senza radici, non più trapiantabili, ad esempio possono essere trasformati in fertilizzante da riutilizzare in agricoltura. Gli altri devono essere conferiti presso la stazione ecologica. In molti comuni è attivo un servizio di ritiro gratuito a domicilio dei rifiuti verdi. Se presenti, gli alberi possono essere conferiti nei cassonetti dei rifiuti vegetali (sfalci e potature), basta ridurli prima in tronchetti per limitarne il volume.
Chi ha optato per un albero sintetico, e cioè circa 7 famiglie su 10, sempre secondo l’indagine di Coldiretti, quando deciderà di non poterlo più riutilizzare dovrà portarlo alla stazione ecologica. Naturalmente in nessun caso vanno abbandonati vicino ai cassonetti.

ABETI SUPERSTAR – Alcuni alberi diventati celebri durante queste feste ci sono d’esempio per un destino di riciclo e sostenibilità. È il caso di Vittorio, l’abete rosso di Piazza Duomo a Milano. Il Comune ha annunciato che rimarrà a disposizione dei cittadini. Gli studenti della scuola di Design del Politecnico di Milano progetteranno gli arredi urbani realizzati con il legno riciclato dell’albero. Una giuria voterà le idee più convincenti e selezionerà i finalisti: tra di loro i 4mila iscritti del Politecnico sceglieranno i vincitori. I progetti saranno presentati durante la Design Week milanese, ad aprile, mentre le opere saranno installate entro l’estate nel quartiere di Rogoredo.
Anche Spelacchio, l’abete della Val di Fiemme, posizionato a Roma in Piazza Venezia e tanto criticato per la sua chima un po’ provata dal trasloco (ma che si era guadagnato per questo l’attenzione dei social diventando una sorta di star) ha meritato una seconda vita. I suoi due metri cubi di legno potranno essere utilizzati per realizzare souvenir di Roma ma anche matite per la scuola. “Sarà fatto a pezzi – ha spiegato l’assessora all’ambiente Pinuccia Montanarie verrà trasformato in gadget e in una casetta di legno con fasciatoio per le mamme, una baby little home. L’intesa raggiunta tra il Campidoglio e la Comunità della Val di Fiemme consentirà di riutilizzare il legno dell’albero, opportunamente lavorato, per qualcosa di utile alla città e senza alcun costo aggiuntivo. L’albero sarà tagliato in blocchi che verranno inviati in Val di Fiemme per la lavorazione. Un blocco resterà, invece, a Roma per una realizzazione artistica”. Un futuro all’insegna del riciclo insomma: “Vogliamo fare di questa star internazionale un esempio concreto di riuso creativo – ha aggiunto la sindaca Raggi perché tutto può tornare a nuova vita».
E anche l’albero di Natale allestito in Vaticano, un abete arrivato dalla Polonia, si sta dirigendo verso la sua nuova vita: il suo destino sarà quello di essere devoluto in beneficenza e servirà per costruire giocattoli per bambini.

Luci spente – Le luci utilizzate per gli addobbi natalizi, quando non funzionano più, diventano RAEE (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e devono essere portate negli appositi centri di raccolta differenziata, che ci sono in tutti i comuni italiani o nei consorzi sovracomunali che li gestiscono. Per trovare quello più vicino si può consultare il sito del Consorzio Ecolamp. I negozianti che hanno punti vendita dedicati alle apparecchiature elettriche maggiori di 400 metri quadri sono tenuti, per legge, al ritiro di piccoli oggetti elettronici senza alcun obbligo di acquisto, né altri oneri, per il consumatore, gratuitamente. La misura può essere applicata anche da altri commercianti, ma facoltativamente.

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