Mica, il prezzo della bellezza pagato dai bambini

Il minerale utilizzato soprattutto dalle grandi aziende cosmetiche per la produzione di ombretti, viene raccolto in India dai bambini.

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Mica, il prezzo della bellezza e a pagarlo non siamo noi donne occidentali, ma soprattutto i bambini di alcune aree dell’India. La mica è infatti un ingrediente molto utilizzato nella produzione dei cosmetici, soprattutto per quanto riguarda gli ombretti. Dona quel tono luccicante e luminoso ai rossetti, ai fondotinta e a molti dei prodotti per il trucco comunemente in vendita. Ma sappiamo davvero da dove proviene questo ingrediente e cosa si nasconde dietro la sua produzione? Purtroppo la sua origine ci viene ‘nascosta’, nel senso che ci viene mostrato solamente il lato glamour dei cosmetici, la loro qualità in quanto noi donne ‘valiamo’, ma non ci dicono dove le grandi multinazionali della bellezza vanno ad acquistarlo.

LA MICA, COS’È – È un minerale appartenente alla famiglia dei silicati complessi, caratterizzati da una facile sfaldabilità in lamelle trasparenti, estratto dalla terra in fogli sottili. Fa parte di un gruppo molto numeroso di fillosilicati di alluminio, magnesio e ferro, con associati metalli alcalini quali potassio e litio. I tipi di mica sono numerosi e molto diversi fra loro, i principali sono la biotite e la muscovite. Si presentano in lamine da minutissime a notevolmente grandi, flessibili, lucenti, di facile sfaldabilità, di colore assai vario, da bianco-traslucido a nero-intenso. Sono presenti in tutte le rocce metamorfiche e quindi sono molto frequenti. Le biotiti sono chiamate miche nere, mentre le muscoviti sono chiamate miche bianche. Conosciuto sin dai tempi remoti dell’umanità, il suo nome deriva dal latino “micare (luccicare) o dal latino “mica (briciola).

DA DOVE VIENE ESTRATTA? – La maggior parte della mica utilizzata al mondo proviene dall’India, che ne esporta tonnellate di alta qualità estratta da miniere illegali e gran parte di essa grazie al lavoro dei minatori-bambino. The Sidney Morning Herlad, un quotidiano australiano, ha iniziato a indagare, dato che la maggior parte della produzione è illegale e altrettanto lo è lo sfruttamento del lavoro minorile.
CHI LA ESTRAE – Secondo The Sidney Morning Herlad bambini dell’età di 12 anni, o inferiore, lavorano per giornate intere occupandosi dell’estrazione della mica, esposti agli attacchi dei serpenti e ai morsi degli scorpioni. Le cave da cui viene estratta la mica risultano di frequente soggette a crolli. I bambini che dovrebbero frequentare la scuola sono costretti a lavorare sotto sfruttamento. Le grandi aziende produttrici di cosmetici continuano la loro produzione e si rifiutano di rispondere a domande riguardanti la provenienza della mica (qui il video integrale dell’inchiesta).
CHI CI GUADAGNAPer ogni chilogrammo estratto un bambino guadagna 5 rupie (circa 6 centesimi di euro). A seconda della sua qualità, la mica sul mercato internazionale può essere venduta ovunque da diversi dollari al chilogrammo fino a raggiungerne 1000 dollari, ma le 50 rupie (62 centesimi) che un bambino guadagna ogni giorno è una parte vitale del reddito dei suoi genitori.
UN LAVORO PERICOLOSO –  Il lavoro è duro e pericoloso. I bambini rischiano morsi di serpenti e scorpioni e devono infilarsi in cavità pericolose. Inoltre soffrono di tagli e infezioni della pelle, nonché di malattie respiratorie, come bronchiti, silicosi e asma. Ma per quanto difficile e pericoloso, il lavoro di questi bambini, almeno ufficialmente, non esiste (per vedere il video qui).
E IL GOVERNO INDIANO? – L’India produce ufficialmente circa 15mila tonnellate di mica di grezzo l’anno, secondo il Bureau of Mines del governo. Ha poche centinaia di tonnellate stoccate. Eppure ne ha esportato oltre 130mila tonnellate – più di otto volte la cifra ufficiale – nel 2011-12 volte più della metà rispetto alla Cina. “Al momento, la maggior parte delle miniere e del commercio di mica sono illegali“, ha commentato seccamente il segretario del settore indiano, Singh Singh, in merito alla grande discrepanza. La maggior parte delle esportazioni indiane di scaglie di mica di alta qualità proviene da miniere illegali e gran parte dal lavoro di bambini minatori. Ma dove vanno i camion carichi di mica e per quale scopo sono tenuti nascosti dai fornitori, che sono all’inizio di una catena di approvvigionamento complessa e clandestina?
I GRANDI MARCHI DI COSMETICI – Estee Lauder Companies, proprietaria dei marchi MAC, Clinique, Bobbi Brown ed Estee Lauder, afferma di aver acquistato meno del 10% della mica dall’India, e ha lavorato con un’organizzazione locale per eliminare il lavoro minorile. Heritage Brands, proprietaria dei marchi Australis, Innoxa e Revlon, afferma che controlla e insiste sull’accreditamento per tutti i fornitori e non acquista alcun prodotto dall’India, ma l’azienda non è in grado di fornire informazioni specifiche sulla “fonte di materie prime utilizzate da tutti i nostri fornitori”. Nel frattempo, il gigante del make-up L’Oreal Group, i cui marchi includono Lancome, L’Oreal, Redken, Maybelline, The Body Shop e Yves Saint Laurent, non ha risposto alle domande inviate da Fairfax.

MICA IN FARMACEUTICA – La mica utilizzata nei cosmetici è stata collegata al lavoro minorile in passato. Nel 2009, l’azienda farmaceutica e chimica tedesca Merck KGaA, che fornisce mica ai marchi di cosmetici di tutto il mondo, è stata accusata di aver usato bambini per estrarre mica in India.
Dal 2011, il gigante farmaceutico afferma di aver implementato un “sistema di tracciamento della mica” e un “approccio a due punte” per garantire il pieno controllo della catena di approvvigionamento.

 

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