Mica naturale addio: Lush punta all’etica

La trasparenza della filiera è assoluta priorità per il brand inglese che dal 1995 produce cosmetici freschi e fatti a mano.

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Mica, un minerale macchiato di sangue. Proprio così: non solo esistono i cosiddetti ‘bloody diamonds’, ma esiste anche la ‘bloody mica’ e su Pure Green Italia abbiamo recentemente pubblicato un servizio approfondito sul problema che affligge i giovanissimi minatori indiani, costretti a condizioni di lavoro infernali. È con piacere che apprendiamo che il brand inglese Lush ha scelto di diventare completamente natural mica-free. Non solo: qualsiasi pigmento contenente mica naturale verrà donato a strutture, come per esempio gli atelier d’arte, per dare concretamente un segnale e il giusto rispetto alle materie prime e alle persone che le estraggono.

LA MICA NATURALE, COS’È – È un minerale esistente in natura utilizzato per conferire ai cosmetici il classico effetto shimmer. Esistono diversi tipi di mica e l’industria cosmetica ha privilegiato quella  indiana in considerazione della sua qualità. A livello di materia prima, la mica naturale non costituisce un problema. Le problematiche relative all’utilizzo della mica naturale sono di natura etica, principalmente correlate all’approvvigionamento di questo minerale e a motivi legati ai diritti umani, nello specifico al lavoro minorile che può essere collegato all’attività di estrazione. 

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TRASPARENZA DELLA FILIERA – Lush, brand etico di cosmetici freschi e fatti a mano da sempre impegnato a garantire la piena trasparenza della propria filiera produttiva, racconta il lungo viaggio etico che ha portato a eliminare l’utilizzo della mica naturale nel proprio processo produttivo e diventare ufficialmente un’azienda cosmetica completamente natural mica-free. Il viaggio di Lush inizia nel 2012 con l’acquisto dei primi pigmenti contenenti mica naturale; all’epoca l’Ethical Buying Team di Lush – un team di lavoro costantemente alla ricerca di fornitori che condividano l’etica aziendale – si è impegnato nel ricercare fornitori in grado di garantire che non venissero utilizzati bambini nei processi produttivi e che venissero svolti controlli periodici per verificare la veridicità di quanto dichiarato. Il fornitore di pigmenti a base di mica naturale, dal quale si approvvigionava Lush al tempo, lavorava con a una ONG locale chiamata BBA, che collabora con interi villaggi per la costruzione di “villaggi a misura di bambino”. Sfortunatamente la Divisione che si occupava di pigmenti della società di quel fornitore, fu venduta a un’altra azienda.

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Gabbi Leodolff, Ethical Buying Team, commenta: Ci fu comunicato che la società non poteva più offrire lo stesso processo di audit o verifica effettuato da una terza parte esterna. I nuovi fornitori furono categorici nell’affermare che non vi fosse manodopera minorile coinvolta, ma la mancanza delle opportune verifiche da parte di un ente terzo indipendente per noi era una preoccupazione. Quello è stato il momento in cui abbiamo deciso di cambiare tutti i nostri materiali che contenevano mica naturale, sostituendoli con la mica sintetica. Per noi era una questione legata alle pratiche di approvvigionamento della mica naturale. Ci siamo resi conto che non potevamo più ottenere il livello di trasparenza che desideravamo avere nella filiera della mica naturale e abbiamo quindi ritenuto che la mica sintetica fosse per noi l’opzione migliore da un punto di vista etico. 

LA MICA SINTETICA, UNA SCELTA ETICA – Nel 2014, è iniziata così la seconda parte del viaggio per sostituire tutti i pigmenti contenenti mica naturale con l’alternativa sintetica e poter garantire una totale trasparenza nella filiera. La fluoroflogopite sinetica, meglio nota come mica sintetica, replica l’effetto del minerale naturale ma viene prodotta in laboratorio; al pari di quella naturale conferisce un finish glitterato al make-up. Fin dalla sua fondazione, Lush si impegna a individuare i materiali più etici e rispettosi dell’ambiente da utilizzare nei prodotti: la mica sintetica è un’alternativa totalmente rispettosa dell’ambiente anche paragonata ai glitter plastici comunemente utilizzati.

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Million Dollar, solid oil by Lush, ideato da Alessandro Commisso.

ALESSANDRO COMMISSO – I prodotti scintillanti sugli scaffali dei negozi Lush nel mondo raccontano una storia complessa e sono portavoce della trasparenza e dell’etica che contraddistingue il brand. Uno tra tutti porta la firma italiana di Alessandro Commisso, inventore di un olio solido per il viso: “Chi sceglie un prodotto Lush ci affida la propria fiducia compiendo una scelta d’acquisto responsabile. I nostri clienti sanno che tutte le materie prime e gli ingredienti utilizzati nei nostri cosmetici sono di assoluta qualità e rispettano i piu alti standard etici lungo tutta la filiera produttiva. Per noi le parole d’ordine sono trasparenza e rispetto. Con Million Dollar, ho voluto provare a mettere la creatività al servizio dell’etica: così è nato un olio illuminante per il viso totalmente autoconservante, nudo e privo di imballaggio, vegano e formulato con ingredienti dei quali conosciamo con certezza l’origine. I pigmenti a base di mica sintetica di Million Dollar offrono un fantastico effetto illuminante, garantiscono il pieno rispetto dei diritti umani e assicurano una filiera di approvvigionamento controllata e trasparente”.

 

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