Moda sostenibile, la pelle vegetale dall’uva

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La storia dei tessuti si è arricchita di un materiale: una pelle vegetale ricavata dai semi e dalle bucce dell’uva scartati durante la produzione del vino. Il biomateriale è a marchio Vegea, start-up insediata presso Progetto Manifattura – incubatore clean tech di Trentino Sviluppo e polo dell’economia circolare – che ha affidato alla direzione creativa dell’eco-designer Tiziano Guardini la realizzazione di una collezione composta di abiti, borse e scarpe.

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Il processo produttivo inizia dalla spremitura dell’uva e dalla separazione delle vinacce, fasi che sono alla base della produzione del vino e sono eseguite dalle aziende vinicole. La vinaccia viene essiccata e in questo modo si conserva a lungo (fino a tre anni), poi vengono eseguiti dei trattamenti fisici e meccanici brevettati. Si realizza così una miscela da cui si ricavano veri e propri teli. Infine, ulteriori trattamenti di finitura danno a Vegea gradazioni di peso, spessore, elasticità, goffratura e colore differenti in base alle diverse applicazioni.
Dunque un biomateriale sostenibile, visto che da ogni 10 di litri di vino prodotti si ricavano 2,5 kg di vinaccia, con i quali si può produrre un metro quadro di Vegea.

La Redazione

 

 

 

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