Montello, da green economy a gold economy

Da industria siderurgica, è diventata in questi anni uno dei principali protagonisti della green economy, in particolare nel settore rifiuti.

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Montello S.P.A., ex azienda siderurgica bergamasca oggi nel settore del riciclo, è un gioiellino che fattura 100 milioni di euro l’anno e ha quasi raddoppiato i dipendenti, diventando leader sia in Italia sia in Europa del settore. Qual è la ricetta di quest’azienda all’avanguardia? Produrre biogas dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani e utilizzare il calore e l’elettricità prodotta per alimentare il proprio impianto di trattamento rifiuti. Il tutto senza l’impiego di combustibili fossili, che impattano sui cambiamenti climatici e l’inquinamento dell’aria, e senza la necessità di entrare in competizione con le colture alimentari per la produzione del biocombustibile.

MONTELLO S.P.A. – Sorge su un’area industriale di circa 450mila mq, di cui 120mila coperti. Fino alla fine del 1995 era un’azienda siderurgica per la produzione di acciaio e tondo per cemento armato. Nel 1996, dopo ripetute crisi del settore siderurgico nazionale, si decide la chiusura dell’attività siderurgica riconvertendo lo stabilimento in recupero e riciclo dei rifiuti di imballaggi in plastica post consumo e dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata che, in quel periodo, cominciava a diffondersi in Lombardia. Inizia in tal modo il concetto di rifiuto/risorsa verso una Economia Circolare.
Con tale riconversione produttiva oggi la Montello S.p.A., dà occupazione a 650 addetti (contro i 320 che erano al momento della chiusura dell’attività siderurgica). Attualmente nello stabilimento di Montello, in provincia di Bergamo, vengono riciclate 200mila ton/anno di imballaggi in plastica post-consumo, da cui si ricavano nuovi manufatti, e 600mila ton/anno di frazione organica FORSU provenienti dalla raccolta differenziata da cui si ricava biogas utilizzato per produrre sia energia elettrica e termica sia biometano, recuperando contestualmente anche l’anidride carbonica CO2 per uso tecnico industriale e producendo un fertilizzante organico di elevata qualità. Con un fatturato di circa 100 milioni di euro, è un punto di riferimento per il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi di plastica Coreplà. Ora la Montello ricicla plastica da imballaggio e rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata. Grazie al trattamento della frazione umida dei rifiuti produce energia elettrica e termica, oltre che compost di qualità.

IMPIANTO INNOVATIVO – L’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato, perfezionate negli anni grazie a continue sperimentazioni, rendono questo impianto innovativo. Capace di trattare il rifiuto organico da raccolta differenziata con un sistema di pretrattamento e di miscelazione della sostanza organica nei digestori, migliora la produzione di biogas e di compost di qualità. L’impianto è dotato di un ciclo completo di riutilizzo del biogas prodotto che viene impiegato per produrre energia elettrica, termica e per depurare le acque di scarico. Questo consente l’autosufficienza energetica, sia elettrica sia termica, di tutto il sito produttivo. Il surplus di produzione elettrica viene ceduta alla rete.

I PRODOTTI TRATTATI – Gli imballaggi, provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, nell’impianto sono lavorati e trasformati. Tramite macinatura, lavaggio, flottazione per eliminare materiali estranei e centrifugazione, bottiglie, vaschette e contenitori vari sono ridotti in scaglie e granuli. Questi vengono impiegati da altre aziende in particolare nel settore edile e per la produzione di vasi da fiori, contenitori e vari manufatti per l’arredo urbano. L’impianto di Montello riceve e tratta 150mila tonnellate anno di plastica da imballaggio proveniente solo da raccolta differenziata domestica e 369mila tonnellate all’anno di rifiuti organici, corrispondenti alla produzione di 5 milioni di abitanti. Il materiale organico è convertito in energia, contribuendo alla riduzione delle emissioni di Co2 con una riduzione di emissioni stimata in 90mila tonnellate/anno.

Il nuovo impianto della Montello S.P.A. (Cortesi of AdnKronos)

IL NUOVO IMPIANTO – Lo scorso giugno è entrato in funzione un nuovo impianto di biometano con una produzione annua prevista di circa 32 mln di standard metri cubi, l’equivalente quantitativo di biocarburante per una percorrenza di circa 640 mln di chilometri da parte di autoveicoli bio. Il nuovo impianto, che recupera l’umido organico, prodotto da circa 6 milioni di abitanti (equivalente al 60% dell’intera Lombardia) non emetterà emissioni in atmosfera. Inoltre è anche il primo impianto in Italia “Carbon Negative”: recupererà, infatti, dal biogas generato (composto da circa il 60% dei metano e circa il 40% di Co2) anche 38mila ton/anno di anidride carbonica (Co2 liquida) destinata a uso tecnico e alimentare. Grazie alla fattiva collaborazione di tecnici e dirigenti di Snam Rete Gas, Montello è anche il primo impianto ad immettere biometano nella rete di trasporto nazionale. L’impatto ambientale dell’impianto è contenuto. Il processo di lavorazione è automatizzato e avviene all’interno di capannoni mantenuti in depressione, con serbatoi e tubazioni ermeticamente chiusi, eliminando eventuali emissioni di odori all’esterno e all’interno dell’impianto e mantenendo condizioni ottimali nell’ambiente di lavoro. L’utilizzo di biofiltri per trattare l’aria esausta dell’impianto consente di abbattere le emissioni in atmosfera. Si tratta quindi di un ottimo esempio di ciclo chiuso che gli scarti di produzione e non sottrae prezioso terreno agricolo.

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