oBike lancia l’abbonamento a punti e controllo serrato

Vandalismo e bike sharing, in Spagna una ricetta anti-scorrettezze grazie all’incrocio delle localizzazioni GPS degli utenti.

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oBike lancia l’abbonamento a punti nelle grandi città spagnole per contrastare il vandalismo. Il bike sharing free floating cresce ma è attanagliato dagli atti vandalici e non solo in Italia: ecco così che a Madrid e Granada oBike propone un sistema di dissuasione sistematico. oBike punta tutto sull’incrocio delle localizzazioni GPS delle bici e degli utenti, che per usare il servizio necessitano dell’app specifica e, dunque, dello smartphone. In questo modo è possibile localizzare nello spazio e nel tempo chi ha fatto cosa e attribuire delle responsabilità.

Biciclette di oBike (Photo Credit Ciclosfera).

FREE FLOATING – Il mercato del free floating, quel tipo di bike sharing, che non prevede punti di rilascio e prelievo fisicamente installati sul territorio ma solo bici sbloccabili grazie a un’app, è promettente ma vede le sue enormi prospettive di crescita vessate dal vandalismo. Un problema che, per la verità, non è nuovo al mondo del bike sharing anche nelle sue forme tradizionali e che molti hanno già tentato – con scarso successo – di contrastare. Lo spiega Ciclosfera in un lungo articolo. Edward Chen, cofondatore della società che gestisce il servizio di noleggio, ha deciso di fare le cose in grande, chiamando in causa anche la collaborazione delle forze dell’ordine.

LA NOVITA DI OBIKE – Gps, RFID e un abbonamento a punti. Un po’ come per la patente in Italia, oBike vuole basare il suo sistema di abbonamento su un meccanismo premiante o penalizzante di punti assegnati in base alla condotta. Partendo da 100 punti, qualora responsabili di comportamenti scorretti, si viene sanzionati con il rischio di finire in una delle fasce critiche: tra i 61 e gli 80 punti residui oBike applicherà infatti tariffe maggiorate fino a 10 volte per l’utilizzo delle sue bici. I più recidivi, invece, vedranno una sospensione del servizio. È prevista anche la cancellazione dell’account, senza recupero del credito, qualora siano confermati atti gravi come il vandalismo o la violazione del codice della strada, casi nei quali scatta la denuncia agli organi di polizia.

I COMPORTAMENTI SCORRETTI – Non solo danneggiamenti volontari alle bici, sono molti anche i comportamenti scorretti nei confronti delle due ruote a pedali. Per oBike il problema principale è dato dall’abbandono in luoghi del tutto casuali o inadatti delle biciclette. Una delle lamentele più grandi associate al bike sharing free floating è proprio legata al modo in cui gli utenti più maleducati lasciano i mezzi, spesso letteralmente abbandonati in mezzo alla strada o sdraiati a intralciare i marciapiedi.

AREE CIRCOSCRITTE – Gli spagnoli hanno così deciso di limitare il concetto di free floating ad aree circoscritte: pur senza installare degli stalli come si fa per i normali bike sharing, oBike ha selezionato una serie di zone entro le quali è ritenuto lecito lasciare la bici, mentre al di fuori di esse scatta la sanzione. Punto cruciale è l’identificazione delle aree lecite per il parcheggio della bici, che avviene tramite una mappa disponibile sull’app del servizio: tramite essa è possibile leggere, come in una sorta di realtà aumentata, i confini previsti, ai quali ci si deve rigorosamente attenere. Quindi, oBike punta tutto sull’incrocio delle localizzazioni GPS delle bici e degli utenti, che per usare il servizio necessitano dell’app specifica e, dunque, dello smartphone. In questo modo è possibile localizzare nello spazio e nel tempo chi ha fatto cosa e attribuire delle responsabilità.

Le bici gettate dal ponte (© Giuliano Girelli)

OBIKE A TORINO – Non c’è limite al peggio: gli atti vandalici verso le bici del bike sharing a flusso libero sono stati molti. Se purtroppo a Torino ci si è ormai abituati a trovare i mezzi di trasporto a due ruote gettati nei posti più disparati, il fatto accaduto a gennaio ha lasciato davvero senza parole: alcuni vandali hanno buttato giù dal ponte della Pellerina le bici arancioni di Obike. I mezzi sono rimasti incastrati nella struttura e non sono quindi finiti nella Dora.

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