Ora legale, serve ancora il ritorno all’ora solare?

La Commissione europea si esprimerà sull’estensione dell’ora legale a tutto l’anno. Quindi è l'ora solare a essere a rischio, e non il contrario.

0 450

Ora legale tutto l’anno, su questo si interroga la Commissione europea. Introducendo l’ora legale, si dorme un’ora in meno, ma le giornate si allungano e i risparmi energetico sono notevoli. Poi però a ottobre ogni anno bisogna tornare all’ora solare e di colpo le giornate si accorciano, con un effetto traumatico soprattutto per gli abitanti dei Paesi del Nord Europa. Così la Commissione europea, dopo un sondaggio tra i cittadini, ha annunciato che proporrà l’abolizione del ritorno all’ora solare. Già lo scorso febbraio il Parlamento europeo aveva affrontato il tema senza però trovare un accordo sull’ipotesi di abolizione del doppio orario. La Commissione europea infatti deve fare i conti con i 4,6 milioni di persone che hanno votato la consultazione pubblica. Nella storia di Bruxelles questa è stata la consultazione con maggiore interazione e che ha portato Jean-Claude Juncker ad esprimersi sull’accaduto. e dichiarazioni di Juncker non mettono però in luce questo, ma si parla di estensione dell’ora legale. Se vi state chiedendo: verrà abolita l’ora solare o la legale? La risposta è la solare, dal momento che si parla di summertime. Quindi la Commissione europea si esprimerà sull’estensione dell’ora legale a tutto l’anno e non il contrario.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

ORA LEGALE TUTTO L’ANNO – La proposta sembra essere portata avanti da Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia, Germania e in generale dagli altri paesi settentrionali dell’Unione. Le problematiche sarebbero legate alla salute; il passaggio di orario porterebbe a sbalzi di umore, problemi cardiaci, disturbi del sonno. Lo spostamento delle lancette inciderebbe anche sugli incidenti sul lavoro e stradali, oltre che sul benessere cardiaco. Una serie di istanze che hanno portato così l’84% di 4,6 milioni di persone a richiedere l’abolizione dello spostamento. Mantenendo le lancette sull’orario estivo, quella che in Italia viene chiamata ora legale, i paesi del Nord Europa potrebbero beneficiare di un’ora di luce in più, portando quindi anche un risparmio economico. Per l’Italia si avrebbe il vantaggio di beneficiare di serate più lunghe e luminose, con lo svantaggio però di dover sopportare l’arrivo dell’alba un’ora più tardi. I benefici sarebbe quindi, in base agli studi effettuati, sia per la salute delle persone che per il portafogli, dato che si potrebbe sfruttare meglio la luce del sole per le normali attività diurne.

Ora legale, i benefici per il risparmio energetico.

BENEFICI ECONOMICI DELL’ORA LEGALE SULL’ENERGIA – Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica anzionale, si stimano risparmi per energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, ossia il quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200mila famiglie. La stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a 116 milioni di euro. Sempre secondo Terna, dal 2004 al 2017, il minor consumo di elettricità per il nostro Paese grazie all’ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro.

PERCHé ESISTE L’ORA LEGALE – L’idea di spostare le lancette per sfruttare le ore di luce estive viene spesso attribuita a Benjamin Franklin per un articolo satirico pubblicato sul quotidiano francese ‘Journal de Paris’ nel 1784 riguardante il risparmio energetico. Tuttavia la maggioranza degli storici ritiene che il primo ad aver teorizzato l’ora legale sia stato il biologo George Vernon Hudson che nel 1895, alla Royal Society della Nuova Zelanda, propose di spostare le lancette dell’orologio in avanti durante l’estate per usufruire di ore di luce in più. La sua idea ricevette poco consenso e fu accantonata fino a quando, nel 1907, il costruttore inglese William Willet la propose come soluzione alla crisi energetica europea durante la Prima guerra mondiale. Così, nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all’applicazione del progetto, intitolato ‘British Summer Time’ (‘Ora estiva inglese’), basato sullo spostamento delle lancette dell’orologio un’ora in avanti nel periodo estivo. Da lì, in breve tempo, la maggior parte delle nazioni adottò il nuovo ‘sistema’ fino a quando venne definitivamente regolamentato dalla normativa europea. La direttiva 2000/84/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001 stabilisce che in tutti i Paesi dell’Unione europea l’ora legale inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.

ORA LEGALE IN ITALIA – In Italia l’ora legale è in vigore dal 1966. In precedenza era stata usata per la prima volta nel 1916. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico aumentava di continuo.

ORA LEGALE NEL MONDO – I Paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno è minima. Nell’emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all’emisfero boreale, anche l’ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio. In Africa l’ora legale è scarsamente usata e in Russia dal 2011 è stata abolita l’ora solare.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.