Pellicce, il loro commercio conquisterà i Millennial?

L'industria della pelliccia, che vale 40 miliardi di dollari, sta lottando per conquistare la generazione dei trentenni. Riuscirà in questa impresa?

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I megabrand del millennio come Gucci, Armani e Versace hanno dichiarato il loro stop, ma l’industria della pelliccia, che a livello globale ha un giro d’affari di 40 miliardi di dollari, lavorando duramente per reinventarsi per una nuova generazione di consumatori, i Millennial. Riusciranno in questa operazione o la generazione dei trentenni non vuole più indossare pellicce di animali?

TOP MODEL A CONFRONTO – Vent’anni fa, le top model Naomi Campbell, Cindy Crawford, Christy Turlington e Claudia Schiffer dichiararono che preferivano girare nude piuttosto che indossare la pelliccia, che consideravano come sinonimo di crudeltà sugli animali. Al contrario, le più famose Insta-models di oggi, da Kendall Jenner e Bella Hadid a Cara Delevigne e Adwoa Aboah, hanno tutte camminato negli haute fourrure show di Fendi, veri e propri spettacoli di fur-mania, dove la pelliccia abbonda come se fosse un’ossessione.

LA SCELTA DI GUCCI – Eppure lo scorso ottobre, Gucci aveva annunciato che sarebbe uscito dal mondo della pellicceria: “Non è moderno … è un po antiquato“, aveva dichiarato Marco Bizzarri, amministratore delegato del marchio italiano. Nei giorni scorsi hanno fatto un annuncio analogo anche Versace e Furla, che si uniscono a grandi brand come Armani e Tommy Hilfinger che hanno bandito la pelliccia dalle proprie collezioni. “Non si tratta di una scelta per andare in contro ai gusti dei Millennial o della nuova generazione“, aveva precisato Bizzarri. E invece questa scelta potrebbe far crescere i dividendi proprio grazie alla giovane base di clienti di Gucci.

Una pelliccia ecologica di Shrimps.

L’ETICA DEI MILLENNIAL – Secondo gli analisti della Mainfirst Bank, i Millennial, che Deloitte descrive come più etici delle precedenti generazioni, rappresentano più della metà degli acquirenti Gucci, rispetto al 40% di due anni fa. I millennial identificano costantemente la sostenibilità come fattore chiave nei modelli di acquisto. “Penso che le persone oggi siano molto più consapevoli di ciò che stanno comprando, mangiando e indossando rispetto a 10 o 15 anni fa“, ha detto Yvonne Taylor, senior manager di progetti aziendali al PETA (People for Ethical Treatment of Animals) nel Regno Unito. “Gli oggetti che una volta erano uno status symbol stanno rapidamente diventando un marchio di vergogna“. Ma i giovani di oggi sono anche influenzati da celebrità come Rihanna, Kim Kardashian West e Beyoncé, che indossano regolarmente pellicce e fanno circolare le loro immagini sugli account Instagram.

I PRODUTTORI DI PELLICCE – “Il nostro futuro è brillante grazie ai Millennial“, sostiene Charlie Ross, responsabile del marketing e della sostenibilità internazionale presso Saga Furs, un fornitore di pellicce, che ha gli occhi puntati sulla prossima generazione di consumatori. “La categoria in più rapida crescita nell’uso della pelliccia sono gli inserti su tutta la linea. Il consumatore più giovane si è informato sulla sostenibilità e ha preso la sua decisione considerando che noi alleviamo responsabilmente. Oggi comprano una giacca Moncler, che spero che in seguito si trasformi in una pelliccia“. “Le Millennial sono le figlie di quella che ci piace chiamare ‘la generazione perduta, – aggiunge Ross – le loro madri – le baby boomer – non comprarono la pelliccia, ma le loro nonne sì. Lo hanno capito da Harrods o Harvey Nichols, e la pelliccia nel commercio online è aumentata del 30 percento rispetto all’anno scorso“.

Una delle Bag Bug di Fendi realizzate con pelliccia.

L’USO DELLA PELLICCIA OGGI – Negli ultimi anni, il concetto di pelliccia si è spostata ben oltre il classico visone, spuntando in luoghi più accessibili e socialmente accettabili, dai parka militari ai pon-pon sui cappellini ai rivestimenti delle scarpe. Prendiamo per esempio le, che hanno attirato critiche quando sono state lanciati per la prima volta a causa dei loro prezzi alti. Tuttavia, le borsette charms a forma di sacchetto simili ai Muppet hanno creato liste d’attesa lunghe mesi. Sono piccoli ma bizzarri, più “carini” che “mortali” e descritti clamorosamente come “divertenti”.

Karlito, di Fendi.

Nel frattempo, i portachiavi “Karlito” del marchio italiano – realizzati a immagine di Karl Lagerfeld, direttore creativo di Fendi – costano il doppio dei suoi Bag Bug e sono esauriti prima ancora di raggiungere i negozi. Altrove, Anya Hindmarch e Charlotte Simone hanno creato solide imprese producendo ciondoli e sciarpe di pelliccia a prezzi accessibili. “Sicuramente troviamo un rinnovato interesse, e forse è perché le preferenze di stile di [una giovane generazione] stanno finalmente prendendo in considerazione la pelliccia“, dicono Barbara Potts e Cathrine Saks, la coppia di designer dietro a Saks Potts, il brand di Copenaghen, ora nella sua ottava stagione, nota per i suoi capispalla di shearling colorato, visone e pelliccia di volpe. “La vera pelliccia è rimasta in ibernazione per molto tempo“, aggiungono le giovani designer. “Era, e fino a un certo punto è, caratterizzata come costosa e vecchio stile, ma nulla potrebbe essere più sbagliato. Nella nostra esperienza, sia la nostra generazione (ventenne) sia le generazioni precedenti sono interessate alla pelliccia“.

PELLICCE SINTETICHE – I millennial si stanno anche interessando alla pelliccia sintetica. Negli Stati Uniti, per esempio, il mercato è cresciuto del 2% dal 2012 al 2016 e ora vale 114,6 milioni di dollari. “La pelliccia sintetica è ora morbida e lussuosa come la vera pelliccia, e può anche essere più versatile quando si tratta di design“, dice Hannah Weiland, la designer inglese di Shrimps, che ha iniziato a produrre cappotti ecologici colorati di alta qualità nel 2013. “L’industria della pelliccia ama criticare l’eco-pelliccia in ogni modo possibile, ma i lati positivi della eco-pelliccia superano enormemente qualsiasi cosa negativa dicano su di essa… Ci sono degli sviluppi così eccitanti, come l’ecopelle fatta con l’ananas e i tessuti di eco-pelliccia fatti da riciclati plastica“. La designer londinese ha aggiunto che, in generale, i prodotti animal-friendly stanno diventando una parte sempre più importante della vita dei giovani.

Parka “Army” di Yves Salomon foderato di pelliccia.

SINTETICO VS PELLICCIA – Alcuni produttori di pellicce sostengono però che la pelliccia sintetica sia peggiore per l’ambiente rispetto a quella vera. “La pelliccia sintetica è il prodotto meno ecologico, fatto con materiali plastici e non rinnovabili“, afferma Thomas Salomon, direttore generale di Yves Salomon, l’azienda di famiglia che produce pellicce dal 1920 per case come Christian Dior, Yves Saint Laurent e Jean Paul Gaultier. “Quando si afferma che la pelliccia non è moderna, basta guardare tutte le ragazze come Rihanna che la indossano oggi, che si tratti di scarpe da ginnastica o di una borsa, di una felpa con cappuccio o di un parka“. I parka “Army” di Yves Salomon foderati di pelliccia – realizzati con un twill verde e foderati con pelliccia di coniglio abbottonata e colletto di coyote – che costano circa 1.950 dollari, sono stati enormemente apprezzati dai clienti più giovani, contribuendo alla crescita a doppia cifra del marchio negli ultimi anni. Il brand afferma che l’età media dei suoi clienti è di 30 anni e sta continuando a spendere molti dei suoi sforzi per attirare una clientela più giovane e attenta alla moda, e continuerà a farlo introducendo nuovi prodotti come sneaker con pelliccia di visone.

Se i millennial continueranno a pensare prima all’ambiente e al benessere animale piuttosto che a un inserto di pelliccia superfluo, resta da vedere.

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