Pil, aumento fino al 2,8% investendo sull’ambiente

Lo studio Ocse presentato al G20 invita i Paesi a riflettere e a promuovere un pacchetto di riforme sulla politica climatica che garantirebbe crescita economica.

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Pil, potrebbe aumentare fino al 2,8 percento investendo sull’ambiente. Lo conferma lo studio Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presentato al G20, documento che invita i Paesi membri a riflettere e a promuovere un pacchetto di riforme sulla politica climatica. Crescere più velocemente è possibile per il nostro Paese? Pare proprio di sì grazie a un radicale cambiamento green che preveda riforme fiscali e strutturali e a un investimento politico sostenibile. Come riportato dal Corriere della sera, durante la discussione ai vertici sul clima nel summit Investing in climate, investing in growth si sono invitati i Paesi del G20 a investire nel clima, o meglio nella protezione del Pianeta Terra. Non si tratta più solo di salvaguardia ambientale, bensì può rappresentare una svolta in termini di sviluppo: “Le azioni messe in campo dai governi per stimolare la crescita economica, migliorare la produttività e ridurre le disuguaglianze, non devono necessariamente condannare il mondo a un futuro ad alte emissioni.” I governi sono chiamati a riflettere con l’obiettivo di attuare un pacchetto integrato che, rispetto alle scelte finora attuate, si rivelerebbe vincente per i Paesi del G20. I numeri, infatti, sembrano aprire uno scenario più che possibile con una crescita media – da qui al 2050 – fino al2,8%.

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LA CRESCITA SECONDO LO STUDIO OCSE – Secondo lo studio Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presentato da scienziati ed economisti in occasione del G20, la crescita risiederebbe nel perfetto connubio tra la crescita del Pil e infrastrutture accessibili e avanzate, agricoltura responsabile, decarbonizzazione, meno diseguaglianze, contenimento del riscaldamento globale, eliminazione dei fenomeni di deforestazione e maggiore disponibilità dell’acqua.

Nel prossimo decennio gli investimenti in infrastrutture moderne, intelligenti e pulite saranno un fattore cruciale per una crescita economica sostenibile.

IL PARERE DEGLI SCIENZIATI – Gli scienziati non hanno dubbi: “Nel prossimo decennio gli investimenti in infrastrutture moderne, intelligenti e pulite saranno un fattore cruciale per una crescita economica sostenibile, in particolare tenendo conto della cronicità di sotto-investimenti che ha colpito il settore sin dal periodo precedente la crisi finanziaria”. Sì, ma quanto sarà necessario investire? Secondo l’Ocse stiamo parlando di un investimento “Relativamente limitato e che potrebbe essere nel tempo compensato dai risparmi in combustibili tradizionali derivanti dall’introduzione di tecnologie e infrastrutture a basse emissioni”. Nello specifico si tratterebbe di un incremento di ulteriori 0,6 trilioni annui (2016-2030) che servirebbero a rendere possibile la trasformazione grazie anche alla costituzione di infrastrutture amiche dell’ambiente.

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