Raccolta differenziata, come va in Italia

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Nel Belpaese la percentuale di raccolta differenziata è pari al 52,5% della produzione nazionale, il dato emerge dal recente “Rapporto rifiuti urbani 2017” dell’Ispra. Numeri che dipingono un quadro molto dettagliato, con discrepanze tra il nord, il centro e il sud del Paese.
In valore assoluto, ci sono buone notizie perché la raccolta differenziata si attesta a circa 15,8 milioni di tonnellate, con una crescita di 1,8 milioni di tonnellate (+12,8%) rispetto al 2015.

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Nello specifico il 64,2% per le regioni settentrionali, il 48,6% per quelle del Centro e il 37,6% per le regioni del Mezzogiorno.
La frazione cellulosica e quella organica rappresentano, nel loro insieme, il 61% del totale della raccolta differenziata. Inoltre, queste due frazioni, insieme ai rifiuti tessili e al legno, costituiscono i cosiddetti rifiuti urbani biodegradabili, il cui quantitativo raccolto in modo differenziato è pari, nel 2016, a 10,6 milioni di tonnellate.
La raccolta differenziata del vetro è arrivata a quasi 1,9 milioni di tonnellate, con una crescita del 6% rispetto al 2015, mentre quella della plastica a oltre 1,2 milioni di tonnellate, (+4,8%). Per il vetro e la plastica gli imballaggi costituiscono, in base ai dati disponibili, la tipologia prevalente di rifiuto, con incidenze percentuali sul dato complessivo di raccolta differenziata delle due frazioni merceologiche, rispettivamente, pari all’86% e al 92%.
Per i rifiuti in legno, l’aumento della raccolta è pari al 6,3%. I quantitativi di questa frazione intercettati in modo differenziato sono, nel 2016, pari a circa 740 mila tonnellate, costituite per il 15% circa da rifiuti di imballaggio.La raccolta dei rifiuti metallici, infine, supera le 290 mila tonnellate, facendo segnare un incremento del 12,3% rispetto al 2015.

La Redazione

 

 

 

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