Rifiuti di plastica, la Gran Bretagna si impegna a ridurli drasticamente

Da Buckingham Palace alla BBC, le istituzioni britanniche stanno mettendo al bando la plastica monouso.

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Rifiuti di plastica, la Gran Bretagna ha deciso di metterli al bando. E lo fa partendo ufficialmente dalla cerimonia di nozze del Prince Harry e Meghan Markle alla St. George’s Chapel, dove non ci sarà plastica. E non solo: probabilmente spinti dall’impatto emotivo suscitato dalla serie tv One Blue Planet, la BBC stessa, nonché la Chiesa Anglicana, il Governo Federale di Theresa May e il Governo Scozzese hanno deciso di agire immediatamente per una drastica riduzione all’uso di plastica monouso. Perché la sensibilizzazione serve, ma non basta: bisogna agire dando l’esempio per primi.

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La regina Elisabetta è la promotrice di una campagna anti-plastica in tutte le residenze reali e nei ristoranti e caffè ospitati in alcune di esse.

Come ha spiegato Mother Nature Network in un lungo articolo, divieto assoluto di utilizzare plastica monouso – in particolare cannucce, bottiglie e piatti usa e getta – in tutte le proprietà reali tra cui il Castello di Windsor, Buckingham Palace e il Palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo. È stata la regina Elisabetta II a lanciare questa campagna anti-plastica, la quale, oltre a mettere fuori legge alcuni oggetti usa e getta nelle sale da pranzo del personale, richiede l’uso di contenitori da asporto biodegradabili e compostabili nei caffè situati nelle proprietà mantenute dal Royal Collection Trust. L’uso di piatti e bicchieri di porcellana sarà di rigore anche nei ristoranti reali aperti al pubblico, tra cui il vivace tè pomeridiano di Buckingham Palace, al Garden Café.

BLUE PLANET II – Non è dato per certo se la regina si sia unita agli oltre 14 milioni di spettatori che hanno visto la popolare serie della BBC One Blue Planet II, classificatasi come il programma televisivo più visto del Regno Unito del 2017. Ma considerando sia l’amicizia della regina con il conduttore David Attenborough sia le nuove campagne anti-spreco nelle residenze reali, è difficile immaginare che il messaggio appassionato di gestione ambientale nel cuore di Blue Planet II non sia stato recepito dalla Casa di Windsor. Come riportato dal Telegraph, si ritiene che il naturalista Sir David Attenborough abbia dato una mano a ispirare la regina, sua amica, ad agire. Tra le altre cose, la più recente serie di documentari naturalistici Blue Planet II di Attenborough ha messo in luce la devastazione provocata dai rifiuti di plastica negli oceani del mondo.

WINDSOR: “NO AGLI SPRECHI” – “La Royal Household è impegnata a ridurre il suo impatto ambientale“, ha detto al Telegraph un portavoce di Buckingham Palace. “Abbiamo adottato una serie di misure pratiche per ridurre l’uso della plastica; a tutti i livelli vi è un forte desiderio di affrontare questo problema“. Oltre ad essere al centro di una campagna di contenimento dei rifiuti di plastica, Buckingham Palace ha anche l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica della residenza reale del 40% installando pannelli solari sul tetto, aggiornando sistemi di riscaldamento antiquati e altre misure di risparmio energetico.

Sir David Attemborough, naturalista e conduttore della serie tv della BBC Blue Planet, è amico personale della regina Elisabetta II.

LA BBC NON SCHERZA – Blue Planet II non ha solo spinto la regina d’Inghilterra ad agire. Altre istituzioni britanniche stanno prendendo posizione contro i rifiuti di plastica che inquinano gli oceani. Incluso la stessa BBC. All’inizio di febbraio, la BBC ha annunciato un piano per eliminare gradualmente l’uso di tutti gli articoli di plastica per alimenti usa e getta entro la fine dell’anno. Le tazze e le posate di plastica spariranno dalle caffetterie entro la fine dell’anno. La BBC è la più grande compagnia pubblica al mondo con oltre 21mila impiegati laboriosi e probabilmente molto appassionati di caffè. In totale, 2 milioni di bicchieri di plastica monouso vengono utilizzati e smaltiti ogni anno dai dipendenti e dagli ospiti della BBC.
Come milioni di persone che guardano Blue Planet II, sono rimasto scioccato nel vedere gli sprechi evitabili e i danni creati dalla plastica monouso“, spiega Lord Tony Hall, della BBC. “Abbiamo tutti bisogno di fare la nostra parte per affrontare questo problema, e voglio che la BBC faccia da apripista. Rottamare tazze di plastica e posate usa e getta è il primo passo, e con il nostro piano spero che potremo avere una BBC completamente senza plastica“.

I NUMERI400 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno e circa il 40% sono prodotti usa e getta. Ogni anno, più di 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica entrano negli oceani e nei corsi d’acqua del nostro pianeta, dove avvelenano, mutano, strangolano e soffocano un’ampia varietà di vita marina.

LA CHIESA ANGLICANA – Anche la Chiesa anglicana vuole agire contro la plastica, implorando i seguaci – e chiunque, in realtà – di rinunciare ai prodotti in plastica proprio come farebbero carne rossa, cioccolato, alcol o Twitter durante la quaresima. Come riporta il New York Times, questa iniziativa episcopale si applica specificatamente agli imballaggi in plastica e agli oggetti monouso. Per dare una mano utile al devoto, il Programma Ambientale della Chiesa d’Inghilterra ha persino creato un calendario quaresimale che mescola i passaggi biblici con utili suggerimenti quotidiani, anche se piuttosto basilari, su come evitare o limitare il consumo di plastica. Per esempio, per il 28 febbraio incarica i membri della chiesa di controllare le etichette dei loro prodotti per la cura personale per vedere se contengano microsfere di polietilene esfolianti e, idealmente, astenersi dall’acquistare o utilizzare questi prodotti in futuro. L’11 marzo, il calendario chiede ai fedeli di prendere in considerazione la possibilità di portare da casa le proprie tazze ai ricevimenti del caffè della domenica mattina (ricordiamo che i britannici amano acquistare il caffè in bicchieroni usa e getta). Altre cose evitabili quotidianamente includono alimenti “convenienti” confezionati, contenitori di plastica da cucina, posate usa e getta, prodotti non riutilizzabili e borse per la spesa, acqua in bottiglia e salviettine umidificate, che contengono fibre di plastica e di solito non sono biodegradabili come pubblicizzato.

Le cannucce di plastica restano nell’ambiente per circa 200 anni.

IL GOVERNO FEDERALE DI THERESA MAY – Il primo ministro Theresa May – così appassionata di Blue Planet II che ha regalato al presidente cinese Xi Jinping un cofanetto della serie completo di un messaggio di David Attenborough – ha quasi intrapreso una guerra totale contro la plastica con un piano di battaglia ambientale a lungo termine che, tra le altre cose, vedrebbe tutti i rifiuti di plastica evitabili scomparire dal Regno Unito entro il 2042. Le iniziative delineate nel piano includono una tassa potenziale su tutti i contenitori di plastica da asporto e la creazione di corsie senza plastica nei supermercati britannici. May si è anche impegnata a fornire ai Paesi in via di sviluppo aiuti destinati a programmi di riduzione dell’inquinamento plastico e finanziamenti governativi per gli sforzi di innovazione bio-plastica.

Le spiagge della Scozia soffrono una grave presenza di rifiuti di plastica, in particolare cannucce e cotton fioc.

LA SCOZIA CONTRO LE CANNUCCE – Su scala nazionale, la Scozia è emersa come crociato contro uno specifico oggetto di plastica monouso particolarmente dannoso: la cannuccia. Pronto per diventare il primo Paese europeo a vietare le cannucce di plastica, la Scozia ha dato il via alla loro eliminazione graduale. Il Segretario Ambientale Scozzese Cunningham spera di vedere la proposta di divieto, che ha ricevuto qualche contrattempo dai gruppi di difesa della disabilità, diventare legge entro la fine del 2019. Il governo prevede inoltre di eliminare gradualmente la vendita di bastoncini di cotone con bastoncini di plastica entro la fine di quest’anno. I resti non biodegradabili dei cotton fioc sono tra le forme più diffuse di inquinamento plastico presenti sulle spiagge scozzesi. “Ci sono ovviamente un certo numero di questioni legislative, finanziarie e di accessibilità da considerare quando si tratta di vietare le cannucce di plastica, tuttavia è nostra intenzione essere in grado di confermare i piani definitivi nei prossimi mesi“, ha dichiarato all’Independant un portavoce del governo scozzese.

 

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1 Commento
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