Sciopero globale: il 15 marzo in tutto il mondo studenti in marcia per il clima

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Sciopero globale della scuola: il 15 marzo, in tutto il mondo gli studenti manifestano per il clima. E non sarà il solito sciopero: sarà il “climate strike“, la mobilitazione per chiedere ai governi azioni concrete contro il riscaldamento climatico. Ispirati da Greta Thunberg (che è stata proposta per il Nobel per la Pace) i venerdì verdi sono già un movimento globale. Gli studenti dalla Svezia all’Australia domani marciano nelle piazze per chiedere ai governanti provvedimenti seri contro il riscaldamento globale, per correre ai ripari prima che sia davvero troppo tardi. La manifestazione coinvolgerà decine di migliaia di studenti, e non solo, in tutto il mondo. Solo in Italia sono previsti 189 appuntamenti; 76 in Francia; 141 in Germania, 81 nel Regno Unito. Non solo: sono annunciate manifestazioni anche in Belgio, Australia, Francia, Germania, Irlanda, Uganda, Thailandia, Colombia, Polonia. In tutto sono state annunciate marce in 95 Paesi di tutti i continenti. Sul sito dell’iniziativa si può consultare una mappa per trovare le città e i luoghi dove saranno organizzate manifestazioni. In Italia gli studenti manifesteranno in circa 180 città e il numero potrebbe essere aumentato nelle ultime ore. L’iniziativa è stata ampiamente ripresa e promossa dal quotidiano Repubblica, con la sua prima pagina di oggi dedicata allo sciopero degli studenti e un invito sul suo sito a partecipare e a mobilitarsi, anche se non si è più studenti.

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I VENERDì PER IL FUTURO – L’idea del “Venerdì per il futuro” (#FridaysforFuture) è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, la studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco. Il 20 agosto del 2018, Thunberg decise di non presentarsi più a scuola fino al 9 settembre seguente, giorno delle elezioni politiche, chiedendo al governo di occuparsi più seriamente del cambiamento climatico, adottando politiche più incisive per ridurre le emissioni di anidride carbonica (tra i principali gas serra). La protesta era nata in seguito a un’estate particolarmente calda in Svezia, che aveva portato a numerosi ed estesi incendi nel paese. Invece di andare a scuola, ogni giorno Thunberg si presentava davanti alla sede del Parlamento svedese a Stoccolma portando con sé il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche, Thunberg tornò a scuola, assentandosi comunque di venerdì per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento. La storia di Thunberg è stata ripresa da alcuni media locali e gradualmente ha superato i confini della Svezia, finendo su giornali e televisioni di mezzo mondo. Mese dopo mese, la sua protesta è diventata la fonte d’ispirazione per altri studenti, che in diversi paesi hanno iniziato a organizzare marce e manifestazioni sul clima, sempre di venerdì. Si stima che negli ultimi mesi ne siano state organizzate circa 300 in varie città del mondo, con la partecipazione di alcune decine di migliaia di studenti. Dopo il suo discorso al vertice sul clima delle Nazioni Unite in Polonia e al forum di Davos, Greta è diventata un esempio per molti giovani in diversi Paesi, che hanno promosso iniziative simili.

RISCALDAMENTO CLIMATICO – Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato a conferma di quanto dicono, e hanno dimostrato, ormai da tempo i ricercatori: la Terra si sta scaldando, anche a causa dell’enorme quantità di anidride carbonica immessa ogni anno nell’atmosfera a causa delle attività umane. Gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi mai registrati nella storia, e 18 dei 19 più caldi si sono verificati a partire dal 2001. Gli adulti agiscano adesso” – Nonostante la mobilitazione giovanile di cui è diventata il “volto”, Greta ritiene che non saranno i giovani a salvare il mondo dall’inquinamento. “Non c’è abbastanza tempo per poter aspettare che noi si diventi adulti con il potere di agire. È necessario che gli adulti di oggi agiscano adesso. Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti e la maggior parte della gente non ha chiare le conseguenze della nostra inerzia“, ha affermato la giovane militante.

IL NOBEL PER LA PACELa candidatura di Greta è portata avanti da un gruppo di deputati socialisti norvegesi al Premio Nobel per la Pace. L’adolescente si è detta, tramite Twitter, “onorata e molto grata”. Tre parlamentari di Oslo, attraverso le parole di Andrè Ovstegard, spiegano la decisione: “Abbiamo indicato Greta perché la minaccia del clima è probabilmente una delle principali cause di guerre e conflitti. Il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace“.

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