Sea Sorrow dal 20 giugno al cinema, in occasione della giornata mondiale del rifugiato

Un film di Vanessa Redgrave, con la stessa Redgrave assieme a Lord Alf Dubs, Ralph Fiennes, Emma Thompson. Con il patrocinio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

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Sea Sorrow – Il Dolore Del Mare segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave e rappresenta una riflessione molto personale sull’odierna situazione di crisi che vivono i rifugiati. Gli occhi sono quelli degli attivisti e dei rifugiati che raccontano il loro passato e il loro presente in un documentario dalle tinte drammatiche che ci spinge a riflettere sull’importanza dei diritti umani. Il film debutta nelle sale cinematografiche il 20 giugno 2018, in occasione della giornata mondiale del rifugiato. Con il patrocinio dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)

VANESSA REDGRAVE REGISTA – Sguardo al passato per non dimenticare. Vanessa Redgrave debutta alla regia con Sea Sorrow – Il Dolore Del Mare, una riflessione molto personale sull’odierna situazione di crisi che vivono i rifugiati. Il tema dei rifugiati torna a essere al centro del documentario dell’atrice, alla sua prima esperienza come regista ma con alle spalle una carriera straordinaria come attrice, interpretando ruoli in Blow-Up di Michelangelo Antonioni, Assassinio Sull’Orient Express di Sidney Lumet, e conquistando l’Oscar per la migliore attrice non protagonista in Giulia di Fred Zinnemann. Nel corso del tempo Redgrave ha ricevuto ben cinque nomination agli Academy Awards, ottenute grazie a film come Morgan matto da legare e Isadora (nei quali ottenne rispettivamente due Palme d’Oro al 19° e al 22° Festival di Cannes), e a racconti come I bostoniani e Casa Howard, diretti dall’autore James Ivory. Il talento di attrice non è quindi messo in discussione, ma la scelta di mettersi dietro la macchina da presa e dirigere un film dai contenuti coraggiosi e allo stesso tempo complicati da mettere in scena sembra derivare da un bisogno di esternare un pensiero forte su quello che è accaduto e sta avvenendo in Europa.

IL FILM – Sea Sorrow – Il Dolore Del Mare, presentato in anteprima italiana alla Festa del cinema di Roma dopo essere passato per la kermesse francese di Cannes, rappresenta un debutto insolito ma estremamente potente nelle immagini utilizzate, che partono dal passato del secondo conflitto mondiale e si concludono con il presente, viaggiando nei punti nevralgici della migrazione odierna, dalla Grecia, all’Italia passando per Calais, Libano fino a toccare la capitale inglese.

L’IDEA – Il motivo che l’ha spinta a intraprendere questa nuova avventura cinematografica sta proprio nei suoi ricordi d’infanzia, quando in giovane età fu costretta a fuggire da Londra in seguito a numerosi attacchi da parte delle milizie tedesche, e a quelli recenti, dalla sua testimonianza attiva come ambasciatrice UNICEF e all’incontro intrattenuto con un rifugiato palestinese in Libano. Non si può mettere la testa sotto la sabbia di fronte alle ingiustizie e alle stragi che stanno ancora capitando in Siria, Afghanistan e Iraq, i principali territori martoriati da una guerra che non sembra più avere fine. Vanessa Redgrave non si ferma solo alla rappresentazione pura del reale. In mezzo a un repertorio d’immagini storiche e recenti, inserisce una serie di dialoghi compiuti da attori come Emma Thompson. Il motivo del titolo di questo racconto sta proprio nel monologo di Ralph Fiennes de La Tempesta di William Shakespeare. Nel primo atto il legittimo Duca di Milano Prospero utilizza proprio l’espressione “Our sea sorrow” nel momento in cui si rivolge a Miranda, descrivendo il dolore patito nel tentativo di salvare se stesso e la vita della sorella, dopo la decisione del fratello Antonio di abbandonarli in mezzo al mare a bordo di una barca seriamente danneggiata. Anche lì è presente l’esilio forzato dalla propria terra d’origine, una situazione che accomuna gli stessi migranti che si trovano a dover affrontare una serie di ostacoli prima di raggiungere un luogo sereno e pacifico.

SGUARDO CRITICO – La regista non nasconde la sua critica politica nei confronti delle istituzioni europee, responsabili di non agire correttamente di fronte alla tragedia, e lo fa anche attraverso la storia di Alfred Dubs, parlamentare inglese dalle origini cecoslovacche salvato dagli orrori del nazismo grazie al progetto Kindertransport, che portò in Inghilterra oltre 10 mila bambini di origini ebraiche.

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