Sila Sharing Festival, in corsa per il riconoscimento Unesco

Il Parco Nazionale della Sila, in Calabria si candida a patrimonio dell'Umanità, un progetto da sostenere

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Si chiama “Insieme per l’Unesco” ed è la campagna del Parco Nazionale della Sila per entrare a far parte della “World Heritage List”, la lista di luoghi o beni culturali considerati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.
L’incontro “Futuri modelli di sviluppo sostenibile, condiviso e partecipato”, che si è svolto giovedì 21 dicembre nel Salone degli Stemmi della Provincia di Cosenza è stato il momento di avvio dell’evento itinerante “Sila Sharing Festival”, dove la montagna calabrese e la candidatura Unesco sono stati al centro di incontri basati sulla condivisione e lo sviluppo sostenibile. Tra i temi trattati: natura, ambiente, biodiversità, centri storici, agricoltura, economia circolare, green jobs, business sostenibile, sostenibilità ambientale, tutela dei consumatori, cambiamenti climatici, impronta ambientale e turismo responsabile.

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Nei primi giorni del 2018 l’Unesco deciderà sulla candidatura del Parco e la comunità calabrese si è attivata per fornire le motivazioni per cui la Sila deve diventare Patrimonio dell’Umanità.
Tutti possonno contribuire al sostegno della campagna, come? Partecipando agli incontri che verranno effettuati nei Comuni del Parco; inviando un video o una foto con l’hashtag “Insieme per l’UNESCO”; raccontando con le proprie parole o con una immagine ciò che rappresenta la Sila e perché sia giusto considerarla Patrimonio dell’Umanità sottoscrivendo la petizione sul sito ufficiale del Parco.

Basta inviare il proprio contributo all’indirizzo email silastorytelling@gmail o sulla pagina Facebook Sila Sharing Festival oppure visitando il sito qui.

OBIETTIVO AMBIZIOSO

«È una sfida difficile, inutile nasconderlo. Ma gli obiettivi ambiziosi lo sono sempre» fa notare Sonia Ferrari, commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale della Sila – «Noi siamo convinti che solo lavorando tutti insieme sia possibile raggiungere questo traguardo che, attenzione, non rappresenterebbe una ‘medaglia’ in più, ma piuttosto una reale spinta propulsiva per lo sviluppo sostenibile di tutto l’altopiano».

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