Six Flags Great Adventure sarà alimentato a energia solare

Il primo parco a tema a energia solare del mondo sta arrivando nel New Jersey, Stati Uniti. Sarà il primo di una lunga serie?

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Six Flags Adventure alimentato dal sole, ma la strada è in salita. Compiere un grande passo per salvare il pianeta nella giusta direzione talvolta può rivelarsi infido, paradossale. A volte, si rischia di compiere un grave danno nel tentativo di cercare di ottenere un risultato molto positivo.

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SIX FLAGS GREAT ADVENTURE – È questo il caso di Six Flags Great Adventure, il parco a tema situato a un’ora a nord est da Philadelphia, nel New Jersey, che presto potrà vantarsi di essere il primo parco a tema a energia solare del mondo. Calcolando l’adiacente safari 350, Great Adventure si classifica come il secondo parco a tema più grande del mondo in 510: solo Animal Kingdom della Disney a Orlando è più grande.

L’IDEA – Il parco a tema era quindi già enorme quando, nel 2015, la società texana del Six Flags ha annunciato il piano di costruire un grande impianto solare su un vicino terreno di proprietà. L’obiettivo della società, di alimentare il parco con energia pulita, è stato annunciato come un grandioso vantaggio. E l’impianto solare sarebbe stato il più grande dello Stato. Una splendida idea, importanti investimenti e tutto per aiutare a ridurre drasticamente l’emissione di carbonio di una grande attrazione regionale presa d’assalto ogni anno da oltre 3 milioni di ospiti, amanti delle montagne russe.

La ‘New Jersey Pinelands National Reserve’, patrimonio dell’UNESCO.

I PROBLEMI – Poi il progetto ha iniziato a franare. Il problema? Per costruire l’impianto da 23 megawatt di energia solare, Six Flags e lo sviluppatore del progetto KDC Solar avrebbero avuto bisogno di abbattere oltre 18mila alberi sui terreni di proprietà della Flags, una porzione di foresta costiera legata alla Pinelands National Reserve. E l’idea, ottima sulla carta, si rivelò non così buono nella realtà. Definita Riserva della Biosfera dall’UNESCO, è una delle attrazioni naturalistiche più famose d’America. Per Six Flags, l’annuncio della rimozione di 90 acri di foresta costiera diventò un boomerang mediatico. Dopo l’annuncio, il portavoce di Six Flags Kristin Siebeneicher ha spiegato che gran parte degli alberi versava in cattive condizioni. Comunque, per togliersi d’impiccio, aggiunse che 25mila alberi – quindi ben di più di quelli da tagliare – sarebbero stati ripiantati.

GLI AMBIENTALISTI – Ma la riserva Pinelands è un posto speciale e ferocemente protetto. Per i gruppi ambientalisti locali, ‘deturpare’ le foreste per far spazio a un grande impianto solare non è stato un semplice problema, bensì un totale out-out. Per bloccare l’avanzamento del progetto, la coalizione di sei gruppi ambientalisti locali – la sezione di New Jersey del Sierra Club, New Jersey Conservation Foundation, Save Barnegat Bay, Ambiente New Jersey, Clean Water Action e il Crosswicks-Doctor Creek Watershed Association – trascinò in tribunale Six Flags, KDC Solar e Jackson Township.

Quando Six Flags Great Adventure ha annunciato nel 2015 che stava eliminando un’area di foresta costiera per costruire un impianto solare, gli ambientalisti hanno trascinato il parco a tema in tribunale. Ora, si è giunti a un accordo che accontenta tutti. (Foto: Jeremy Thompson / flickr)

LE PREOCCUPAZIONI – Le preoccupazioni sollevate dalla coalizione di ambientalisti erano numerose. Si temeva che il progetto avrebbe messo in pericolo la varietà in via di estinzione di specie selvatiche protette, insieme a circa 1.500 specie comuni di fauna selvatica. Oltre a distruggere l’area boschiva, preoccupava l’impatto sulle zone circostanti residenziali per l’aria, l’acqua e l’inquinamento acustico generato dall’impianto solare. Sarebbe aumentato il deflusso delle acque piovane. E, secondo coloro che si sono schierati contro il progetto, la perdita di alberi e il rumore della costruzione avrebbero influito sugli animali esotici all’interno del vicino parco safari. Nonostante le buone intenzioni di Six Flags, l’impianto solare avrebbe comportato più danni che benefici.

IL PARCHEGGIO SOLARE – Oggi, tre anni dopo, l’impianto solare è in costruzione. Ormai è certo: le avventure da brivido come Kingda Ka, Nitro e Great Adventure saranno alimentate dal sole entro la fine del 2019 se le stime di costruzione saranno rispettate. Ma, grazie alla tenacia dei gruppi ambientalisti e alla volontà di trovare compromessi da parte di Six Flags e KDC Solar, la dimensione dell’impianto solare sarà grande la metà. È stata trovata una brillate soluzione. Unendo i pannelli fotovoltaici montati a terra, saranno i carport solari che si estenderanno sopra alcuni dei parcheggi esterni del parco, che vantano considerevoli dimensioni, riuscendo così a fare un buon uso secondario di un terreno boscoso, pavimentato molto tempo fa. Il concetto di parcheggio solare è stato proposto per la prima volta dalla coalizione di opposizione, un’idea che Six Flags inizialmente aveva respinto.

PIU’ PINELANDS PER TUTTI – E, come riportato da NJ.com, la restante porzione di foresta che non farà parte dell’impianto solare sarà ceduta alla Riserva Pinelands da Six Flags. Questa fascia protetta di inestimabile valore naturalistico sarà l’area di gestione della fauna selvatica di Colliers Mills e di Francis Mills. Se per qualunque motivo i piani dell’impianto solare dovessero fallire, l’intera porzione di foresta diventerà automaticamente un’area di conservazione ancora più ampia.

Un dettaglio di alcune delle montagne russe più alte, veloci e veloci del mondo, la Six Flags Great Adventure sarà presto quasi interamente alimentata da energia solare. (Foto: Jim, the Photographer / flickr)

IL LIETO FINE – In sintesi, la foresta sarà ampliata, il grande impianto solare si farà (anche se ridimensionato) e il parco a tema avrà la sua energia solare che gli permetterà di non inquinare più. Come Janet Tauro ha scritto nell’editoriale del Asbury Park Press, il processo legale durato tre anni è stata una “battaglia conquistata a fatica” che non avrebbe portato un esito così buono se i sei gruppi ambientalisti non avessero lavorato insieme in modo produttivo. Riguardo alla porzione ridimensionata di foresta che sarà abbattuta per far posto ai pannelli solari montati a terra, Tauro avverte che altre grandi aziende “non dovrebbero accettare questo accordo come un invito a usare la foresta per il solare“. Tauro osserva inoltre che la questione degli habitat selvatici che vengono distrutti per far spazio a progetti di energia rinnovabile su larga scala non è unica nel New Jersey.

I RISCHI – La coalizione di ambientalisti, fin dall’inizio ha elogiato l’intenzione alla base del piano solare di fare del cambiamento climatico il focus della gestione e delle pratiche commerciali, ma non a discapito della foresta e dell’ambiente circostante. Questo è il paradosso di combattere il cambiamento climatico attraverso l’energia rinnovabile per allontanarsi dal carbonio emesso dai combustibili fossili impiegando una vasta area necessaria per le grandi installazioni solari.

IL MERITO – L’ex CEO di Great Adventure, Neil Thurman, merita rispetto per essersi seduto al tavolo e aver ascoltato gli impatti ambientali del piano originale. Un accordo non avrebbe potuto essere raggiunto senza questa disponibilità all’ascolto, culminando infine nella modifica del progetto che ha trovato una soluzione nei parcheggi solari, riducendo ulteriormente l’inquinamento da gas serra mediante l’utilizzo di pensiline solari che raffredderanno l’asfalto dei parcheggi.

IL FUTURO – Questo potrebbe essere un modello da adottare da parte degli imprenditori. Mentre proseguiamo sulla strada verso un futuro di energia rinnovabile, le imprese e l’industria traggono vantaggio dall’impegno con la comunità ambientale.

 

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