Smart city: i 10 punti chiave che rendono una città davvero “intelligente”

Dai parcheggi alle aree verde, passando dai rifiuti, le rinnovabili e il car sharing: ecco tutto ciò che non può mancare in una città intelligente.

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Smart city, ovvero le “città intelligente”, nelle quali i suoi cittadini sfruttano in maniera consapevole tutte le risorse ambientali e tecnologiche. Tutti vorremmo vivere in una smart city. E come siamo messi in Italia? Sul podio di ICity Rate 2018, il rapporto annuale di FPA che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso per diventare smart, ci sono Milano, Firenze e Bologna. È Milano la città più smart d’Italia, ovvero la più vicina ai bisogni dei cittadini, la più vivibile e la più inclusiva lungo tutto lo stivale. Lo rivela Icity Rate 2018 nel rapporto di FPA (società del gruppo Digital360) che ogni anno mette in classifica le città italiane nel loro percorso per diventare smart. 107 i comuni capoluogo finiti nella classifica di ICity Rate 2018 in base alle 15 dimensioni urbane individuate da FPA – occupazione, ricerca e innovazione, solidità economica, trasformazione digitale, energia, partecipazione civile, inclusione sociale, istruzione, attrattività turistico-culturale, rifiuti, sicurezza e legalità, mobilità sostenibile, verde urbano, suolo e territorio, acqua e aria – e agli obiettivi di sostenibilità introdotti dall’Agenda 2030 dell’ONU. Ma quali sono i requisiti che fanno diventare una città intelligente? Stando all’analisi della società Seedwind, che si occupa di ingegneria ambientale e telecomunicazioni, sono 10 i punti chiave che una città dovrebbe assicurare per essere considerata “smart“: dai parcheggi alle aree verde, passando per i rifiuti, le energie rinnovabili e il car sharing: ecco tutto ciò che non può mancare.

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1. PARCHEGGI PUBBLICI INTELLIGENTI – Uno dei principali problemi di tutte le grandi città sono i parcheggi, che mancano sempre. Molte volte i parcheggi pubblici costruiti dalle amministrazioni non sono in grado di rispondere alle richieste effettive della città, deturpando il paesaggio, con scarsi risultati funzionali. Una città intelligente deve invece essere dotata di “parcheggi intelligenti” situati all’esterno della città e ben collegati tramite il trasporto pubblico. Si tratta di luoghi in Hub per la mobilità sostenibile, che riducono notevolmente il traffico in città e con esso l’inquinamento, e i servizi diventano molto più economici.

2. BIOGAS DAI RIFIUTI – I rifiuti si producono per forza in tutte le città, spesso in gran quantità. Una smart city deve essere in grado di recuperare il biogas dalle discariche cittadine per trasformarlo in una fonte di energia elettrica verde, tagliando le emissioni di CO2 e riducendo notevolmente l’inquinamento.

3. EDIFICI DI DESIGN SOSTENIBILE – Tutte le città “smart” devono costruire immobili a basso impatto ambientale, meglio ancora certificati secondo gli standard di efficienza energetica. Questo perché gli immobili ad alta efficienza energetica consentono una riduzione del 40-70% della spesa per acqua, tagliano le emissione di CO2 del 70% e diminuiscono i rifiuti fino al 90%. Tutto questo genera un ritorno sugli investimenti pari al 40% che si ammortizzano in meno di 5 anni. E non solo: SosTariffe.it in Osservatorio Classificazione Energetica in Italia ha dimostrato di recente che riscaldare una casa a bassa efficienza energetica costa 10 volte in più rispetto una classe A.

4. AREE VERDI – Naturalmente sono un pilastro per una città che si ritenga “smart”. Secondo Seedwind, la gestione delle aree verdi più consigliata impiega soprattutto essenze autoctone per consentire l’integrazione ideale nell’ambiente circostante e diminuire al minimo le esigenze idriche.

5. ENERGIE RINNOVABILI – Il quinto fattore in assoluto di cui una città intelligente non ne può proprio fare a meno è l’energia rinnovabile. Le smart cities devono obbligatoriamente diminuire la dipendenza dalle fonti fossili e dalle reti esterne. L’energia pulita deve essere sfruttata anche all’interno del centro urbano, coprendo la maggior parte del proprio fabbisogno energetico.

6. TELECOMUNICAZIONI DIGITALI – Se tutti gli smartphone e i tablet fossero dotati di apposite applicazioni per il controllo e la gestione anticipata del traffico cittadino, dei percorsi da eseguire e della disponibilità dei parcheggi, le emissioni di CO2 dovute all’inquinamento automobilistico sarebbero molto più basse, e si eviterebbero le classiche stressanti code. Per questo motivo, quanto maggiore sia il numero di cittadini che gestiscono traffico e parcheggi, ma anche la raccolta differenziata, l’efficienza e i consumi energetici della propria abitazione e tanto altro tramite app, più intelligente sarà la città in questione.

7. SISTEMI INFORMATICI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA – Una smart city deve avere molteplici “cervelli” informatici, capaci di monitorare in tempo reale i consumi energetici per ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza energetica di ogni abitazione. Nel settore dell’edilizia, ad esempio, questo sistema informatico consente di efficientare al massimo l’energia elettrica impiegata, per riscaldare unicamente le aree effettivamente occupate, spegnere le luci quando non sono in utilizzo o gestire la temperatura interna di ogni stanza a seconda delle preferenze dell’utente.

8. CAR SHARINGLa condivisione dell’auto tra amici, colleghi e anche sconosciuti tramite appositi portali web, è ormai una delle pratiche più impiegate in una smart city. In effetti, anche solo per raggiungere il posto di lavoro, è una soluzione notevolmente efficiente sia dal punto di vista economico che ambientale. Tutte le città che vogliono essere ritenute “smart” devono indubbiamente essere dotate di siti web efficienti, non solo globali ma anche locali e regionali, dove gli utenti possano offrire e usufruire di questo servizio in maniera sicura. Inoltre, una smart city deve sempre mettere a disposizione dei cittadini servizi di noleggi auto, meglio ancora se sono veicoli a basse emissioni ed ecologici, che siano ben collegati con le stazioni ferroviarie e gli aeroporti, come il servizio di car sharing ecologico della Lombardia e altre Regioni italiane.

9. PARCHEGGI ONLINE – Tutto ciò che si può gestire in anticipo è “smart”. Secondo Seewind, se fosse possibile prenotare il posto auto già da casa tramite Internet, si potrebbero evitare inutili code e, fondamentalmente, l’inquinamento calerebbe in maniera evidente.

10. IMPEGNO CONDIVISO – Senza l’impegno di tutti i cittadini è impossibile parlare di una smart city.  Molto frequentemente, tutte queste alternative e altre ancora, richiedono un minimo di sacrificio e un certo grado di rinuncia. Tuttavia, si tratta di un impegno che si trasforma in benessere molto velocemente, migliorando la qualità di vita di tutti i cittadini.

MILANO, SMART CITY MIGLIORE D’ITALIAIl capoluogo lombardo si guadagna il primo posto in classifica per il quinto anno consecutivo e si conferma una realtà fuori categoria e difficilmente replicabile altrove, ai vertici nella maggior parte delle dimensioni analizzate. Secondo e terzo posto rispettivamente per Firenze e Bologna, la prima per i risultati eccellenti ottenuti nell’ambito dell’attrattività turistico-culturale e perché è fra le prime città per mobilità sostenibile, stabilità economica, istruzione, lavoro, partecipazione civile ed energia, la seconda, invece, per la sua leadership negli ambiti del lavoro, dell’energia, della governance e della partecipazione civile e per gli ottimi posizionamenti ottenuti in materia di ttrasformazione digitale, istruzione, ricerca e innovazione e inclusione sociale. A seguire, nella top ten un gruppo di città medie che hanno ottenuto ottime performance (Trento, Bergamo, Torino, Venezia, Parma, Pisa e Reggio Emilia).

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