Stella McCartney: “Solo l’1% degli abiti viene riciclato. Che cosa stiamo facendo?”

La stilista è stata intervistata dal Guardian, cui si è raccontata e soprattutto ha parlato del suo punto di vista sulla sostenibilità della moda e di quanto poco si faccia.

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Stella McCartney, in una lunga intervista rilasciata al Guardian, ha parlato della sua visione sulla sostenibilità della moda e ha fatto il punto sulla situazione della cosiddetta fast fashion. La posizione etica della stilista l’aveva resa una outsider, ma adesso il settore sta finalmente recuperando terreno. A noi di Pure Green Italia interessa il suo punto di vista sul problema con la moda veloce, la fast fashion.

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CHI È STELLA MCCARTNEY – È una stilista, una donna d’affari e un’attivista ambientalista, ma dei tre, dice, la moda verrà sempre prima di tutto. “Il mio obiettivo è creare un prodotto che vuoi comprare e per il quale spenderai i tuoi sudati guadagni. Se il prodotto è spazzatura, il discorso è chiuso. Se non avessi un business di successo, allora sarei solo un’ambientalista figlia di Paul McCartney“. Il mese scorso, la McCartney è diventata una delle voci indipendenti più potenti della moda: ha comprato la quota del 50% della sua compagnia che era stata di proprietà del gigante di lusso Kering. Citigroup stima le vendite del marchio a circa 260 milioni di euro nel 2017. Cifra che, combinata con un’ottima partnership Adidas, rende Stella McCartney un marchio significativo, ma ancora un pesce piccolo rispetto ai nomi di punta di Kering, Gucci e Saint Laurent. La mossa significa che Stella, a 46 anni, ha assunto il controllo non solo sul destino del suo marchio, ma su ciò che il nome McCartney significa nel XXI secolo.

FASHIONED FROM NATURE – Il Guardian ha intervistato la McCartney al Victoria & Albert Museum di Londra per il lancio di Fashioned from Nature, una mostra che affronta il complesso rapporto tra moda e mondo naturale. In altre parole, l’asse in cui Stella è ossessionata da due decenni. “L’1% degli abiti è riciclato! Solo l’1%.Voglio dire, cosa stiamo facendo?” esclama. “Ho girato la mia ultima campagna pubblicitaria in una discarica ma i modelli sembravano felici. Il mio messaggio non è del tipo che ti farà prendere dal panico o non dormire la notte, perché non credo che così si possa ottenere molto“. Molti dei grandi artisti della moda sono stati ossessionati dalla natura. Ma la relazione ha un lato oscuro, dal commercio delle pellicce al monumentale impatto ambientale di un’industria della moda globale che consuma le risorse della Terra per confezionare degli abiti che sono eccedenti rispetto alle reali esigenze.

FAST FASHION – Tutti conoscono il rifiuto di McCartney di usare pelli e pellicceMa poiché la consapevolezza dei diritti degli animali spinge la pelliccia verso la direzione di diventare presto un ricordo nella storia della moda, il punto focale oggi è diventato la moda veloce. La scarsa conoscenza dei diritti dei lavoratori nella produzione del fast fashion, le sue catene di approvvigionamento contorte, i processi di tintura gravemente dannosi  per l’ambiente e la breve durata del guardaroba fanno sì che i capi prodotti a basso costo siano il lato cattivo della moda moderna. Eppure le grandi Maison che hanno abbracciato una scelta più sostenibile, non lo fanno per buonismo, bensì per business.

L’OBIETTIVO DI STELLA – L’etica elegante della McCartney supera di parecchio il budget della maggior parte delle persone. La stilista vorrebbe che più persone “comprassero una cosa firmata da Stella McCartney invece delle 20 cose che acquistano di un’etichetta di fast-fashion“, ma sappiamo che la maggior parte dei budget familiari non funziona in questo modo.

 

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