Tassa sulla carne? 3 motivi per cui è una buona idea

L'accisa sulla carne contribuirebbe a coprire i costi sanitari e ambientali derivanti dall'utilizzo di allevamenti di animali.

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Gli Stati Uniti stanno pensando a una tassa sulla carne. Secondo gli esperti, vi sono tre buone ragioni per cui introdurre una tassa sul consumo di carne sarebbe una scelta auspicabile. Alterned ha pubblicato un articolo molto interessante, divulgato anche da EcoWatch. Una nuova analisi della Farm Animal Investment Risk and Return (FAIRR) sostiene che la carne debba seguire la stessa strada già percorsa per il tabacco, le emissioni di carbonio e lo zucchero con una “sin tax” (tassa sul peccato), ovvero una cifra aggiuntiva allo scopo di ridurre il consumo di prodotti considerati dannosi. Questa accisa sulla carne contribuirebbe a coprire i costi sanitari e ambientali derivanti dall’utilizzo di alimenti per animali.

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I PRECEDENTI – In alcuni Paesi del mondo, come negli Stati Uniti, sigarette, alcolici e carburanti (benzina e gasolio) sono già tassati anche per contribuire a pagare per i loro effetti e per l’impatto sulla sanità e l’ambiente. Nel 2014, Berkeley, in California, ha approvato una tassa sulle bibite gassate, e ha funzionato: i ricercatori hanno appurato che solo un anno dopo l’inizio della tassa, le vendite di bevande zuccherate sono diminuite di quasi il 10%, mentre le vendite di acqua sono aumentate di circa il 16%.

LE PROBLEMATICHE – Ma, mentre il consumo di carne è un noto rischio per la salute e la produzione di carne è una delle principali fonti di inquinamento ambientale, l’industria della carne è sempre più florida.

PERCHÈ UN’IMPOSTA SULLA CARNE – Una tassa di 10 centesimi su ogni chilo di pollo, tacchino, maiale, manzo, pesce e altra carne venduta nei negozi di alimentari e nei ristoranti potrebbe aiutare a ridurre le spese sanitarie annuali oggi alle stelle degli americani, incoraggiando le persone a mangiare meno carne. Secondo l’American Dietetic Association, i vegetariani sono meno inclini alle malattie cardiache, al diabete e al cancro rispetto ai mangiatori di carne e hanno anche meno probabilità di essere obesi. La produzione di carne è anche una delle cause principali del cambiamento climatico, un disastro ambientale incombente che minaccia tutto il mondo con miliardi di dollari di danni provocati dall’innalzamento del livello del mare, il peggioramento delle tempeste e l’aumento della siccità. Scoraggiando il consumo di carne, questa tassa potrebbe aiutare a prevenire i futuri cambiamenti climatici e le relative calamità naturali. I proventi della tassa potrebbero essere utilizzati per finanziare programmi educativi sui numerosi vantaggi della riduzione del consumo di carne.

Ecco tre motivi per cui una tassa sulla carne è una buona idea.

1. PER LA SALUTE PUBBLICA

Gli Stati Uniti spendono di più per l’assistenza sanitaria di qualsiasi altra nazione ed è uno dei maggiori consumatori di carne. I prodotti animali sono tra le peggiori cause di colesterolo e sono di gran lunga le maggiori fonti di grassi saturi. Nel consumo di carne, gli europei seguono a ruota e anche gli australiani. Il consumo di carne cresce anche in Cina ed è quest’ultimo dato a impensierire più di tutti. Numerosi studi hanno collegato il consumo di carne all’insorgenza del cancro. Un importante studio di Harvard ha scoperto che le persone che mangiano frequentemente pollo cucinato senza pelle (presumibilmente il modo più sano di preparare il pollo) hanno il 52% di probabilità in più di sviluppare il cancro alla vescica rispetto alle persone che non mangiano il pollo. Un’analisi recentemente pubblicata su JAMA Internal Medicine ha rilevato che, sulla base di 32 studi osservazionali, i mangiatori di carne hanno una pressione sanguigna significativamente più alta rispetto alle persone che evitano la carne. Non ha senso che i milioni di americani, europei, australiani vegetariani e vegani, che hanno scelto una dieta senza carne, debbano versare dei soldi (attraverso le tasse e i premi dell’assicurazione sanitaria) quando i mangiatori di carne si ammalano. Una tassa sulla carne renderebbe il sistema fiscale più equo.

2. PER IL BENE ALL’AMBIENTE.

Gli scienziati e i leader mondiali sono sempre più d’accordo sul fatto che il cambiamento climatico sia la più grande sfida che l’umanità deve affrontare e l’industria della carne è una delle cause principali. Come riporta il Guardian, la produzione di cibo provoca un quarto di tutte le emissioni di gas serra che stanno causando il riscaldamento globale, dovuti in gran parte dall’aumento del bestiame e di altri animali allevati”. Secondo uno studio dell’Università di Oxford, i supplementi del 40% sulle carni bovine e del 20% sul latte rappresenterebbero la cifra congrua per sanare il danno che la loro produzione causa alle persone attraverso il cambiamento climatico. “È chiaro che se non facciamo qualcosa per frenare le emissioni causate dal nostro sistema alimentare, non abbiamo alcuna possibilità di limitare i cambiamenti climatici al di sotto dei 2°C“, ha detto Marco Springmann, l’autore principale del programma Oxford Martin sul futuro dell’alimentazione. “Ma se ognuno fosse costretto a pagare il 40 percento in più per avere una bistecca, potrebbe decidere di mangiarla una volta alla settimana invece di due“. I ricercatori hanno concluso che l’aumento del prezzo della carne bovina del 40 per cento comporterebbe un calo del consumo del 13 per cento.

Va considerato che uno studio dell’Università di Chicago ha scoperto che:

  • diventare vegani è il 50% più efficace nella lotta ai cambiamenti climatici rispetto al passaggio da un’auto standard a una ibrido.
  • L’allevamento animale è una delle principali fonti di emissioni di anidride carbonica, ossido di azoto e metano, i primi tre gas causa dell’effetto serra.
  • Le Nazioni Unite hanno stabilito che allevare animali come cibo causa enormi problemi ambientali locali e globali e che dovrebbe essere al centro di ogni discussione sul degrado del suolo, sui cambiamenti climatici, sull’inquinamento idrico e atmosferico, sulla scarsità d’acqua e sulla perdita di biodiversità. Le Nazioni Unite hanno sottolineato la necessità di uno spostamento globale verso una dieta vegana per combattere i peggiori effetti dei cambiamenti climatici.
  • A meno che le persone riducano drasticamente il loro consumo di prodotti animali, non saremo in grado di incidere in modo significativo sulla crisi climatica. Una tassa sulla carne potrebbe ridurre rapidamente e drasticamente il consumo di carne e aiutare a salvare il pianeta.

3. PER GLI ANIMALI.

Negli allevamenti intensivi di oggi, gli animali sono maltrattati in modo orribile. Bovini, maiali, conigli, polli e tacchini vengono regolarmente mutilati senza antidolorifici e confinati in gabbie sporche, capannoni o mangiatoie per tutta la loro – breve – vita. I pesci sono affollati in vaste vasche sudicie, in cui i parassiti dilagano. In molti Paesi, dove la regolamentazione è insufficiente e i controlli sanitari sono superficiali e scarsi, ogni anno miliardi di animali vengono fatti a pezzi regolarmente mentre sono ancora coscienti e milioni vengono bolliti vivi in vasche di acqua caldissima. Gli animali stanno pagando un prezzo terribile per rifornire di carne la società.

FAQ CUI ECOWATCH RISPONDE

Quanto potrebbe costare questa proposta all’europeo medio?

Una tipica famiglia di quattro persone che consuma carne potrebbe pagare circa 5 euro di tasse al mese, e una parte di questa cifra probabilmente sarebbe assorbita dalle più grandi aziende produttrici di carne. Se i membri della famiglia sostituissero carne con cibi vegani sani, nel corso del tempo probabilmente risparmieranno centinaia o migliaia di euro in spese mediche. Naturalmente, una famiglia vegetariana o vegana non dovrebbe pagare l’imposta.

Gli agricoltori e gli allevatori perderebbero il lavoro?

Gli allevamenti intensivi di animali hanno in gran parte sostituito le aziende familiari e le macchine hanno sostituito molti dipendenti in queste strutture. I lavori che rimangono sono estremamente pericolosi, e gli operai che vi lavorano (di solito immigrati) sono spesso sfruttati e trattati male. Human Rights Watch ha condotto un importante studio sulle condizioni di lavoro nel settore e ha concluso: “Il confezionamento delle carni è il lavoro di fabbrica più pericoloso in America. Quasi tutti i lavoratori intervistati hanno mostrato danni fisici di un grave infortunio subito lavorando in un impianto di carne o pollame… Ogni Paese ha i suoi orrori e questa industria è una degli orrori degli Stati Uniti“. Man mano che gli occidentali passeranno sempre più a diete vegetali, saranno creati più posti di lavoro, con condizioni di lavoro più sicure, per produrre alimenti vegani. Numerosi imprenditori di spicco, come Bill Gates, Sir Richard Branson e Sergey Brin, hanno investito in aziende alimentari di prodotti vegetali.

Questa proposta è politicamente fattibile?

Sì. Sebbene le lobby del tabacco e dell’alcol abbiano un’enorme influenza politica, le tasse sulle sigarette e sull’alcol sono aumentate. Ora è il momento di proteggere i consumatori e l’ambiente dall’impatto negativo della produzione e del consumo di carne. I ricercatori di Oxford hanno affermato che queste tasse sulla carne e sui prodotti lattiero-caseari ridurrebbero il consumo, il che ridurrebbe le emissioni di gas serra, i problemi di salute e la sofferenza degli animali derivanti dal consumo di questi alimenti.

Una tassa sulla carne è una buona idea per la quale è giunto il momento.

 

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