The Folk, design con la pietra lavica

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Si può fare arte all’insegna della sostenibilità. Lo sa bene Magda Masano, architetto e maker, specializza a Siviglia in restauro ecosostenibile che realizza gioielli, complementi d’arredo e rivestimenti che uniscono tecniche artigianali e tecnologie moderne, il tutto strizzando un occhio all’ambiente.
Tra le sue collezioni spicca Folk On The Table con accessori per la tavola in pietra lavica naturale dell’Etna e ceramica decorata a mano: taglieri, centrotavola, piatti, vassoi e segnaposto dalle forme geometriche elementari e i colori primari della pietra, del mare e del sole, che si sposano con fiori, pois e cuori che danno quel mood di leggerezza e brio.
Abbiamo intervistato Magda Masano per saperne di più sulla terra, la Sicilia, e sul suo modo di fare arte.

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Perché ha scelto la pietra lavica?
A Catania la pietra lavica è ovunque, l‘Etna e le sue eruzioni hanno segnato il territorio continuamente durante la nostra storia; dove si è fermata la natura, la pietra lavica è stata portata dagli uomini che l’hanno utilizzata come perfetto materiale per progettare e costruire dalle strade alle architetture religiose e civili. Io ho la fortuna di poter fare ciò che più mi ispira e ciò che voglio grazie alla conoscenza del materiale, delle lavorazioni e -perché no- anche delle sperimentazioni che posso effettuare nel mio laboratorio artigianale. Per me è come avere un parco giochi. Posso unire il design alla tradizione, l’usabilità di questa pietra fantastica al quotidiano, rendendo trasversali le funzioni e l’usabilità di questo materiale.

Come le è venuta l’idea di ricorrere a questo materiale?
Sarebbe uno spreco non usarla. È a Km 0, è un materiale con risorse abbondanti nel mio territorio, è una pietra che conserva (secondo me) una energia straordinaria: ricordiamoci che la sua trasformazione è sotto gli occhi di tutti: prima magma incandescente rosso, fluido e infuocato dopo pietra dal colore nero, dura e fredda, ma che conserva la sua magia.

Quanto è importante per lei la sostenibilità?
È un concetto fondamentale nella nostra società così globalizzata e dovremmo tenerlo sempre a mente: dagli acquisti nell’ambito alimentare ai materiali che scegliamo nella nostra vita quotidiana, dall’impatto che noi stessi produciamo sul territorio che abitiamo alla  tutela del nostro patrimonio ambientale e architettonico. Le nostre azioni sono sostenibili per la nostra terra? Cioè: è bellissimo mangiare la papaya messicana in Sicilia, ma quanto costa al nostro pianeta sostenere trasporti quindi inquinamento quindi lavoro dall’altro capo del mondo sbilanciando tutto.

Quale futuro si augura per l’artigianato made in Italy?
Il migliore. E sono ottimista, penso che la direzione sia quella che va verso la valutazione assoluta dell’artigianato, del pezzo unico, di un oggetto realizzato con cura e attenzione dalla progettazione allo store, da persone. Persone che usano le loro mani e la loro arte.

Anna Simone

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