Turismo sostenibile, l’Alto Adige entra nel network mondiale INSTO

La Giunta ha approvato la costituzione di un Osservatorio per il turismo sostenibile in Alto Adige. 22 le località aderenti a livello mondiale.

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Turismo sostenibile, Alto Adige col vento in poppa. Le destinazioni turistiche che si trovano in zone naturalisticamente delicate basano spesso il proprio sviluppo sulle indicazioni di un Osservatorio turistico, appartenente al network internazionale INSTO, “International Network of Sustainable Tourism Observatories“. Attualmente sono 22 al mondo i membri di questo network, che appartiene all’organizzazione mondiale del turismo in seno alle Nazioni Unite (UNWTO). I 22 membri si sono impegnati a rilevare e analizzare dati turistici, socio-economici e ambientali rilevanti, valutando anche l’impatto che il turismo esercita su società, ambiente ed economia. La Giunta il 9 ottobre ha autorizzato l’inserimento dell’Alto Adige come quarta località europea inserita nel network delle destinazioni già aderenti all’INSTO. Fino a questo momento il modello di sviluppo turistico sostenibile proposto dall’INSTO è stato adottato in Europa dalla costa dalmata, le isole dell’Egeo e la zona del Portogallo meridionale. Oltreoceano un altro dei membri aderenti è il distretto vinicolo di Sonoma in California. Grazie alla diffusione a livello internazionale del concetto di green region applicato all’Alto Adige, la Provincia di Bolzano viene vista come un modello per molte regioni. I dati standardizzati servono unicamente a confermare l’efficacia di questo modello. Nel segno del motto dell’INSTO “Measure to better manage”, ovvero “Misurare per gestire meglio”, è possibile analizzare e confrontare i numeri e lo sviluppo della stagionalità del turismo, della forza lavoro impiegata in questo settore, i vantaggi economici per la destinazione e la governance, la soddisfazione della popolazione e la gestione di energia, acqua e rifiuti.

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Alto Adige, le tre cime del rifugio Locatelli (credit @sergiocagol)

L’INSTO prevede che ciascun osservatorio possa rilevare autonomamente ulteriori dati, qualora ritenuti strategici per la destinazione considerata. Per l’Alto Adige si è ritenuto significativo rilevare anche i dati relativi a mobilità, turismo invernale, innovazione, natura, paesaggio, urbanistica, infrastrutture, qualità, collaborazione fra istituzioni ed enti, agricoltura e regionalità. Il lavoro dell’Osservatorio durerà 3 anni e in seguito diventerà probabilmente un’istituzione permanente. Nel corso del primo anno (2019) il progetto costerà 132.940 euro, di cui la Provincia di Bolzano verserà 43mila euro. La restante somma sarà a carico di IDM e di Eurac Research. Le previsioni per il 2020 e il 2021 parlano di una spesa annuale di 112.320 euro. La Provincia sosterrà spese per 65mila euro, Eurac Research 46.820 euro l’anno.

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