Turismo sostenibile, le 10 mete top

Si stima che l'influenza del turismo sulle emissioni mondiali di gas serra sia stata del 5% circa e si prevede che crescerà nei prossimi anni.

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Il turismo, come la maggior parte delle industrie, esercita sul mondo influenze sia positive sia negative. Dà un contributo enorme all’economia di paesi come l’Italia, ma d’altro canto esercita anche un’enorme pressione sull’ambiente. Si stima che l’influenza del turismo sulle emissioni mondiali di gas serra sia stata del 5% circa e si prevede che crescerà nei prossimi anni.
L’Economist ha da poco pubblicato la prima edizione del Sustainable Tourism Index redatto dalla sua su Intelligence Unit, che ha messo in fila le prime dieci mete a livello mondiale che si sono distinte per le politiche, e la capacità di attuarle, in materia di viaggi consapevoli.
L’indice del turismo sostenibile in pratica valuta i paesi in base al loro impegno a sviluppare e promuovere pratiche sostenibili nel turismo.
L’indice confronta tra loro le diverse nazioni riguardo all’impegno che mettono nel pensare e dare attuazione a una serie di best practice in tema di politiche turistiche, prendendo in considerazione cinque categorie: regolazione e politiche turistiche, sostenibilità ambientale, sostenibilità socio-culturale, sostenibilità economica e industria del travel.

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I RISULTATI – I Paesi sviluppati del mondo hanno fatto di più a livello nazionale dei loro rivali emergenti per formulare politiche, promuovere l’adesione agli standard riconosciuti, incoraggiare le imprese turistiche a ridurre la propria impronta ambientale, coordinare gli sforzi con ONG e il settore privato, e garantire la protezione dei loro beni culturali e storici.

IN EUROPA – I Paesi europei guidano l’indice in generale e nella maggior parte dei settori. E in particolare sono Francia, Inghilterra e Germania a guidare la classifica. I tre Paesi hanno intrapreso un’azione concertata e sostenuta a livello nazionale per sviluppare politiche, fissare obiettivi e monitorare i risultati. Anche in questi paesi, tuttavia, l’implementazione è frammentaria.
Taleb Rifai, Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, che ha contribuito alla relazione, ha dichiarato: “Stiamo scoprendo ora che ci sono molte destinazioni in tutto il mondo, come Venezia, Barcellona, Amsterdam e altre, dove le persone dicono ‘Basta turisti, non ne vogliamo più“.

PAESI EMERGENTI – I Paesi in via di sviluppo invece sono rallentati dalla carenza di indirizzi politici e coordinamento, sebbene India, Cina e Brasile ottengano risultati comparabili in un numero limitato di settori, compresa la sostenibilità economica delle loro industrie del turismo. “I processi in tutto ciò che riguarda il turismo sostenibile sono evidenti anche nei Paesi emergenti, come è il caso dell’Indonesia piazzatasi al 9° posto della classifica o dell’Egitto, decimo – ha detto il redattore della ricerca Michael GoldÈ una tendenza che fa ben sperare per il futuro, anche se ancora per i prossimi anni saranno le nazioni più sviluppate a guidare la coscienza della sostenibilità in giro per il mondo“.
Anche il Giappone, pur guidando la categoria legata alla sostenibilità socio-culturale, si è piazzato all’ultima posizione per quanto riguarda la sostenibilità economica. Il Brasile (7°) , invece, è vincente se si prende in considerazione l’estensione delle aree protette, ma manca completamente quando si parla di sostenibilità socio-culturale delle politiche ambientali.

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