Vivienne Westwood, un film sulla regina della moda diventata guerriera dell’ambiente

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Vivienne Westwood come non l’abbiamo mai vista prima. Si intitola Westwood: Punk, Icon, Activist il docu-film dedicato alla poliedrica personalità della designer britannica, nato da un’idea di Lorna Tucker, e realizzato con materiali d’archivio, filmati inediti e testimonianze. Arriverà nelle sale italiane il 20 febbraio, distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema e non vediamo l’ora di vederlo. Ma chi è Vivienne Westwood? È l’icona punk della moda, che ha lottato e difeso con le unghie e i denti le proprie origini e la propria identità, e che a 77 anni e presiede ancora il suo impero. Il lungometraggio è stato realizzato con la ricerca di materiali d’archivio originali, frame mai visti prima e montati con alcune interviste alla designer, ma anche ad amici e a chi collabora con lei da tempo. Un racconto per immagini di una donna di carattere, combattente nata, che negli anni Sessanta approdò a Londra dove ancora oggi ama passeggiare in bicicletta per le vie della City. La relazione con Malcom McLaren, manager dei Sex Pistols, poi un nuovo modo di essere e di pensare che lanciò una sfida culturale alle generazioni future con quel fenomeno, non solo una tendenza, che tutti chiameranno “Punk”. Ed è proprio l’impegno di Vivienne nella difesa dell’ambiente la parte preponderante della pellicola. Con un messaggio che è quello di non arrendersi mai davanti agli ostacoli inevitabili della vita.

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ATTIVISTA DELLA MODA – Alcune riprese sono state girate al Circolo Polare Artico, in occasione della missione di sensibilizzazione di Greenpeace verso i pericoli del cambiamento climatico. “Impiega la stessa passione e determinazione sia quando lavora nel suo showroom fino a tardi, sia quando manifesta a Westminster contro i cambiamenti climatici. La sua palpabile inclinazione alla ribellione e la sua morale anti-sistema sono alla base di tutte le sue azioni” ha raccontato Lorna Tucker. E ancora, in Westwood: Punk, Icon, Activist Vivienne è alle prese con la campagna contro il fracking, la tecnica innovativa per estrarre gas naturale anche da sorgenti non convenzionali. “Con i suoi interventi in giro per il mondo è stata capace di sensibilizzare profondamente sui temi ambientalisti. La passione e l’impegno con cui applica alla propria azienda il senso della sostenibilità, ecco, per me è più forte di tante marce. Il suo attivismo non sono parole, si traduce in un’azione che mette in in discussione la sua stessa azienda, che sia per questioni ambientali o perché non le piace la sua collezione. Non poteva mancare nel film”, dichiara Tucker.

I coniugi Westwood al Circolo Polare Artico per Greenpeace in una scena del film.

TESTIMONIANZE ESCLUSIVE – Il film è ricco di testimonianze di persone vicine alla stilista, tra cui il marito Andreas Kronthaler (“C’è una Vivienne stilista, una Vivienne attivista, e una Vivienne persona. Mi piacciono tutte, ma preferisco la Vivienne persona”, dice della moglie) e poi amici, familiari e collaboratori, da Kate Moss a Naomi Campbell.Il film parte dalle origini di Vivienne e narra la sua ascesa verso il successo. Non tutti sanno che la sua carriera nacque, letteralmente, dal nulla. La “ribelle” della moda veniva al mondo l’8 aprile 1942 in un piccolo villaggio del Derbyshire, in Inghilterra, con il nome di Vivienne Isabel Swire. Si trasferisce a Londra a 17 anni. Correvano gli anni Settanta e lavorava in un sexy shop nel West End; fu l’incontro con Malcom McLaren, impresario e manager dei Sex Pistols e poi marito (nonché padre del figlio Joe Corré), a cambiare la sua vita. Poi la nascita della sua prima collezione, presentata nel 1972. E la sfilata d’esordio nel 1981 a Londra, con la linea Pirate (finita nientemeno che nelle sale del Victoria and Albert Museum di Londra). Il resto è storia.

Vivienne Westwood impegnata nella campagna “Buy Less”

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