Vuoto a rendere, in Gran Bretagna arriva per bottiglie di plastica e lattine

Gli inglesi dovranno versare un deposito per incrementare l’avvio a riciclo e ridurre i rifiuti, che verrà restituito riportando il contenitore.

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Vuoto a rendere, nel Regno Unito è già realtà. A breve, quando compreranno acqua e bibite in bottiglie di plastica o lattine, gli inglesi dovranno versare un deposito per incrementare l’avvio a riciclo e ridurre i rifiuti. Il deposito farà aumentare i prezzi, ma i consumatori riceveranno il sovrapprezzo indietro se restituiranno il contenitore. Si tratta quindi del vecchio vuoto a rendere e il nuovo sistema britannico riguarderà sia le bottiglie di vetro e di plastica monouso sia le lattine in acciaio e alluminio. I dettagli, compreso l’ammontare del deposito, sono ancora all’esame del governo conservatore di Theresa May, appoggiato dagli unionisti nord-irlandesi. Quel che è significativo è che i produttori ora pagheranno tutti i costi dei loro imballaggi, riducendo l’onere per il contribuente e creando un forte precedente per altri sistemi in cui chi inquina paga.

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BLUE PLANET II, UN ALTRO SUCCESSO – L’annuncio del governo arriva sulla scia delle prime puntata della trasmissione Blue Planet II della BBC che hanno evidenziato la minaccia dell’inquinamento marino e che hanno particolarmente impressionato l’opinione pubblica britannica quando hanno mostrato filmati di animali selvatici che mangiano plastica. Già altre decisioni sia della regina Elisabetta sia della BBC e della Chiesa anglicana derivano dall’impatto di questa serie tv sul pianeta.

STOP ALLE PLASTICHE – Secondo il segretario di Stato all’ambiente britannico, Michael Gove “Non c’è dubbio che la plastica stia devastando l’ambiente marino e che le bottiglie di plastica e le lattine scartate finiscano per essere buttate sulle banchine e lanciate nei fiumi, nei laghi e in  mare. Abbiamo già vietato le microsfere dannose e tagliato l’utilizzo dei sacchetti di plastica, e ora vogliamo agire sulle bottiglie di plastica per aiutare a ripulire i nostri oceani. Dobbiamo vedere un cambiamento negli atteggiamenti e nel comportamento e le prove dimostrano che i sistemi di ricompensa e resa sono un potente agente di cambiamento“. Per Gove “È fondamentale agire” e, per corroborare le sue tesi, ha citato due recenti rapporti: quello secondo il quale, se non ridurremo e gestiremo meglio i rifiuti, l’inquinamento marino triplicherà in un decennio, e l’altro che ha scoperto che il Great Pacific Garbage Patch, “l’isola di plastica” due volte più grande della Francia, conterrebbe 79mila tonnellate di rifiuti galleggianti, cioè fino a 16 volte più plastica e microplastiche di quanto si pensava prima.

VUOTO A RENDERE IN UK – In Gran Bretagna vengono comprate circa 13 miliardi di bottiglie di plastica all’anno e più di 3 miliardi non vengono riciclati. Il governo autonomo della Scozia ha già annunciato l’avvio di un sistema di vuoto a rendere e in Galles i ministri del governo autonomo di Cardiff hanno detto che vogliono contribuire a realizzare un sistema esteso a tutto il Regno Unito. L’Irlanda del Nord ha annunciato che prenderà in considerazione entro l’anno un sistema di resa dei vuoti. La BBC fa notare che “Sistemi simili nell’Europa settentrionale hanno portato a un grande aumento della quantità di plastica riciclata“.

VUOTO A RENDERE NEL MONDO – Vi sono una quarantina di Paesi, compresi Germania, Svezia e Israele, e 21 Stati americani che hanno una qualche sistema di vuoto a rendere per le bottiglie di plastica. Sistemi che assumono forme diverse nei diversi Paesi, ma la maggior parte prevede la restituzione delle bottiglie in un punto di raccolta automatizzato o nel negozio in cui sono state acquistate. Cambia anche quel che accade al denaro dei depositi non riscossi, quando le persone non restituiscono una bottiglia a un punto di raccolta. In alcuni Paesi quei soldi vanno al produttore o al rivenditore, mentre in altri quel denaro viene devoluto in beneficenza o restituito all’operatore centralizzato del sistema, che normalmente recupera i soldi per far funzionare il meccanismo del vuoto a rendere, che ha un costo di gestione e manutenzione.

I COSTI DI GESTIONE – L’avvio del sistema tedesco è costato circa 726 milioni di euro e per la sua manutenzione ci vogliono 793 milioni di euro all’anno. In Germania il costo è a carico del rivenditore, ma in altri Paesi gran parte dei costi è ripagata con i depositi non ritirati. Secondo la British Plastics Federation istituire un sistema di vuoti a rendere in Gran Bretagna potrebbe costare un miliardo di sterline e un altro miliardo di sterline l’anno ci vorrebbe per i costi di gestione. Le associazioni ambientaliste britanniche hanno accolto favorevolmente l’annuncio del governo.

AUMENTO DELLE ALTRE PLASTICHE – Wwf UK ha presentato un rapporto con le nuove cifre sull’uso della plastica in Gran Bretagna, che “Dimostrano che senza una nuova azione urgente, la quantità di rifiuti di plastica prodotti dal Regno Unito aumenterà da 5,2 milioni di tonnellate quest’anno a 6,3 milioni nel 2030, con un aumento del 20% in soli 12 anni. La maggior parte di questi rifiuti – il 67% – proviene dagli imballaggi, una percentuale molto più elevata rispetto al resto dell’Ue. Questo è dovuto in parte a un maggior numero di persone nel Regno Unito che acquistano cibi pronti, come pasti da asporto o cibi preparati“. Però lo stesso studio stima che l’utilizzo di alcuni oggetti di uso comune realizzati con plastica monouso diminuirà quando saranno maggiormente adottate delle alternative sostenibili e biodegradabili: il consumo di filtri per sigarette diminuirà del 50% e quello di cotton fioc del 69%.

 

VUOTO A RENDERE IN NORVEGIA – Per capire come funzionano le cose dove il vuoto a rendere è una pratica quotidiana consolidata, i ministri britannici hanno visitato diversi Paesi dell’Europa settentrionale e sono rimasti colpiti soprattutto dal sistema della Norvegia che ha un tasso di riciclaggio del 94% per bottiglie in PET, la plastica trasparente utilizzata per l’acqua e le bevande gassate. In Norvegia l’intero sistema è stato realizzato dall’industria delle bevande dopo che il governo aveva imposto una tassa su ogni bottiglia non riciclata. I produttori di acqua in bottiglia e bevande hanno installato nei negozi e supermercati macchine che “inghiottono” bottiglie e lattine usate e restituiscono un buono spesa in cambio del deposito.

VUOTO A RENDERE IN ITALIA – L’Italia è in ritardo rispetto a Paesi europei più efficienti, tant’è che in Germania la pratica del vuoto a rendere esiste da oltre 10 anni. Secondo studi dell’Ufficio federale dell’ambiente tedesco, le bottiglie con vuoto a rendere inquinano decisamente meno dei contenitori usa e getta e il trasporto necessario per “i vuoti” non incide sulla valutazione complessiva. A ottobre vi è stato un primo passaggio: si può aderire alla fase sperimentale per i locali (bar e ristoranti). Secondo quanto previsto dal DM 3 luglio 2017, n. 142 (in GU n.224 del 25-9-2017), gli esercenti dovranno compilare questo modulo dell’Allegato 1, al momento dell’acquisto di birra o acqua minerale in imballaggi riutilizzabili, per poi inviarlo via mail all’indirizzo vuotoarendere@minambiente.it o consegnarlo al distributore o al produttore.

IL VUOTO A RENDERE NON BASTA – La catena di supermercati Tesco in un comunicato ha affermato che “Questo è solo un aspetto dell’aiutare a ridurre i rifiuti nel Regno Unito“. Anche la direttrice del Wwf Uk, Tanya Steele, evidenzia che le bottiglie sono solo una parte del problema: “Stiamo inquinando il nostro mondo con la plastica, soffocando i nostri oceani e travolgendo la nostra fauna selvatica. La quantità di plastica che il Regno Unito sta buttando via è destinata a schizzare a  oltre un milione di tonnellate entro il 2030: questo è l’equivalente di 87mila autobus a due piani in più di rifiuti di plastica ogni anno. Dobbiamo agire ora, vietando la plastica monouso evitabile entro il 2025  e introducendo incentivi per aiutare le persone e le imprese a fare le scelte giuste per ridurre, riutilizzare e riciclare“. Attualmente in Gran Bretagna viene riciclato solo il 31% del totale dei rifiuti di plastica,  ma si prevede che entro il 2030 aumenterà dal 12 al 42%  grazie ai cambiamenti nello stile di vita e alle politiche che entreranno in vigore in futuro.

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