Wildlife Photographer of the Year 2018, in mostra a Milano

È tornata nel capoluogo lombardo “Wildlife Photographer of the Year”, in calendario fino al 9 dicembre negli spazi della Fondazione Luciana Matalon.

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Wildlife Photographer of the Year torna a Milano fino al 9 dicembre negli spazi della Fondazione Luciana Matalon. La mostra fotografica espone gli scatti finalisti di uno dei concorsi fotografici più prestigiosi al mondo: il premio, giunto alla 53esima edizione, viene indetto ogni anno dal Natural History Museum di Londra con l’obiettivo di raccontare la bellezza della Natura e, al contempo, la necessità di tutelare la Terra. Sono cento le immagini scelte tra le oltre 50mila in concorso: quest’anno si sono sfidati fotografi (professionisti e non) provenienti da ben 95 Paesi, i cui lavori sono stati valutati e selezionati per la finale da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica. Assolutamente emblematica è l’immagine vincitrice del Wildlife Photographer of the Year 2018: si chiama “Monumento alla specie”, firmata dal sudafricano Brent Stirton, e mostra in tutta la sua crudezza il ritratto di un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana.

BIODIVERSITÀ – Il risultato è uno straordinario viaggio in 16 sezioni attraverso la biodiversità della Terra, un bene prezioso che oggi più che mai va difeso e salvaguardato. Gli scatti immortalano paesaggi, animali e specie botaniche, svelandone anche i lati più curiosi, bizzarri, intimi e misteriosi: una testimonianza tangibile dell’incredibile ricchezza che il nostro pianeta porta in dote, ma anche della sua fragilità, ogni giorno messa in pericolo dalla meschinità – o anche dalla semplice noncuranza – umana.

LA NOVITÀ DEL 2018 – Grande novità di quest’anno è la sezione dedicata agli scatti che nella storia del premio – e spesso con gran clamore – sono stati squalificati dalla giuria. In molti, per esempio, ricorderanno “Il razziatore notturno” dell’edizione 2017, la foto di Marcio Cabral ritirata perché “altamente probabile” di essere stata realizzata utilizzando un formichiere impagliato; così come divenne tristemente celebre nel 2009 “Il lupo che salta” di José Luis Rodriguez, accusato di aver impiegato un animale addestrato.

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