Wwf, 107 i ranger uccisi nell’ultimo anno dai bracconieri

Ne sono stati ammazzati 871 dal 2009: i dati sono stati resi noti per la Giornata mondiale di commemorazione. Tra i ranger uccisi, anche molte donne.

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Wwf, sono 107 i ranger che hanno perso la vita nell’ultimo anno, 871 dal 2009. La ong ambientalista mondiale, in occasione della giornata mondiale del ranger che ricorre oggi, rende noti i numeri agghiaccianti di coloro che hanno perso la vita dal 2009 a oggi (anno da quando si è cominciato a registrare gli incidenti e i decessi). Sono 107 coloro che hanno perso la vita nell’ultimo anno, mentre un ranger su sette (il 14%) di quelli intervistati fra Asia e Africa Centrale, negli ultimi 12 mesi, è stato gravemente ferito sul lavoro e fra le cause al primo posto c’è il bracconaggio. Gli esperti ritengono che il numero effettivo dei morti sia molto più alto. L’ong lancia un appello evidenziando la scarsa tutela medica e la mancanza di assicurazione per i ranger che difendono la natura in tutto il mondo.

Sono in pochi a ricevere adeguato stipendio, assicurazione e formazione“, ha affermato Rohit Singh, responsabile del progetto Wwf Zero Bracconaggio e presidente della federazione dei ranger in Asia.

MORTI IN AUMENTO – Secondo Wwf, i dati sono parte della più grande indagine condotta sulle loro condizioni di lavoro dalla Federazione Internazionale dei Ranger (Irf) e dalla Thin Line Foundation (Tglf) e sono stati ricavati dal bilancio ufficiale fra luglio 2017 e 2018. Il numero di vittime stimate è 107, rispetto ai 101 morti registrati lo scorso anno. Questo dato porta a 871 il numero totale di ranger che hanno perso la vita mentre svolgevano la loro attività a partire dal 2009, anno in cui Irf e Tglf hanno iniziato a registrare ufficialmente i dati. Gli esperti, tuttavia, ritengono che il numero effettivo dei morti sia molto più alto.

IL GRIDO D’ALLARME DEI RANGER – Ai ranger mancano le attrezzature necessarie, la formazione e il sostegno da parte dei governi per proteggere se stessi e la fauna selvatica dai bracconieri. È quanto era emerso dallo studio presentato al Congresso Mondiale dei ranger in Colorado (Stati Uniti). La ricerca ha riportato le interviste di 570 ranger di 12 paesi africani e i risultati parlano chiaro: l’82% ha affrontato almeno una volta situazioni pericolose mentre era in servizio, per il 59% non vi sono attrezzature adeguate, mentre per il 42 % manca una formazione sufficiente per svolgere il proprio lavoro in modo sicuro ed efficace. Decine di ranger finiscono ogni anno nel mirino di bracconieri senza scrupoli: negli ultimi due mesi si contano ben sei morti in servizio nella Repubblica democratica del Congo e in India. Nel Parco dei Vulcani Virunga, dove vivono i gorilla di montagna, circa 170 ranger sono stati uccisi dal 1990.

48 delle 107 vittime erano donne ranger: uccise sul posto di lavoro proprio mentre stavano proteggendo parchi e specie a rischio. Altre 50 ranger sono morte a causa di incidenti sul posto di lavoro. Qui però non si tratta solo di numeri, ma di uomini e donne, che lasciano le loro famiglie, spesso con il poco supporto che possiamo fornire – ha affermato Sean Willmore, presidente dell’Irf e ideatore della fondazione benefica Tglf – Come comunità mondiale dobbiamo fare di più per migliorarne l’addestramento e dotare i ranger di mezzi idonei al loro compito“.

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