Camminare fa bene solo in luoghi non inquinati

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Il mantra che sentiamo spesso è: camminare fa bene alla salute. Sì, ma in realtà bisogna camminare in luoghi salubri, dove l’inquinamento atmosferico da smog è basso o nullo, altrimenti si dimezzano gli effetti positivi dell’attività fisica.

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La questione è stata affrontata di recente all’interno di una revisione sistematica pubblicata su The Lancet, prestigiosa rivista scientifica in ambito medico, dove si è cercato di chiarire gli effetti sulla salute in termini di anni di vita persi, analizzando il rapporto tra ogni mezzo di trasporto e le emissioni inquinanti di monossido di carbonio, black carbon, PM10 e PM2,5. È emerso che il cosiddetto “trasporto attivo”, cioè l’andare a piedi o in bicicletta, porta più benefici, come anni di vita guadagnati, rispetto a spostarsi in auto o con i mezzi pubblici, eccezion fatta per le zone molto inquinate.

Chi cammina o usa la bicicletta inala in media più inquinanti rispetto a chi usa un mezzo motorizzato. Tuttavia, i pendolari che usano sempre i mezzi motorizzati perdono più anni di vita rispetto a chi va a piedi o in bicicletta, a causa della minore attività fisica, anche se questi ultimi inalano più sostanze inquinanti.
Va un po’ meglio a chi opta per i mezzi pubblici rispetto a un mezzo proprio, perché si è costretti a compiere piccoli spostamenti a piedi per raggiungere la fermata del mezzo, per cambiare mezzo e per raggiungere la meta una volta scesi.
Insomma, camminare sì, ma attenzione a dove. Ad esempio, se si vive in città è bene scegliere strade meno trafficate, se proprio non ci si può recare al parco per fare delle passeggiate rigeneranti.

La Redazione

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